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L’altra faccia delle App di dating

Alla scoperta del lato buio delle applicazioni di incontri

Abbiamo parlato molto spesso delle App di dating e della loro crescita esponenziale nel corso del lockdown. Come sappiamo bene, la pandemia e il distanziamento sociale non hanno fatto altro che incrementare l’utilizzo di queste applicazioni come strumento di socializzazione. Ma se da un lato, Tinder e colleghi sono state una vera e propria ancora di salvezza nel corso di questi mesi, dall’altro si sono rivelate anche un luogo in cui si sono “condensati” comportamenti scorretti e abusi. Soprattutto nei confronti delle donne single che frequentano la piattaforma. Esiste quindi un’altra faccia delle applicazioni di dating online, oscura e poco nota, che abbiamo deciso di indagare con estrema cautela e discrezione.

App di dating: il lato “oscuro” che non conosciamo

Di recente Nancy Jo Sales, nota giornalista di Vanity Fair, ha pubblicato un saggio che indaga il lato cupo delle App di dating. “Nothing Personal. My Secret Life in the Dating App Inferno” analizza attentamente il mondo degli appuntamenti online, sollevando una serie di critiche sui suoi aspetti più “scomodi”. Tra questi c’è, anzitutto, la forte dipendenza che le applicazioni creano volutamente nei confronti degli utenti, che finiscono con il non poter fare a meno di ricorrere a questi strumenti per coronare il sogno di trovare un’anima gemella. “La mia critica non è agli utenti. È una critica alle corporazioni che sfruttano gli utenti. Vogliono il nostro tempo, i nostri soldi e i nostri dati. A loro non importa davvero se cavalchiamo verso il tramonto con qualcuno. Vogliono soltanto che rimaniate sull’App”. Così ha commentato l’autrice.

Ma se la dipendenza creata dalle società che detengono le App ha un risvolto inquietante, ben più lo è il fatto che le piattaforme di dating online si rivelino un luogo di abusi e violenze, virtuali e non. Stando ai risultati di un sondaggio condotto nel 2019 da ProPublica e Columbia Journalism Investigations su un campione di 1200 donne, oltre un terzo delle intervistate ha affermato di aver subito un’aggressione dalla persona conosciuta tramite un’applicazione di incontri. Una percentuale importante, soprattutto se consideriamo che molte delle utenti hanno raccontato di aver provato a segnalare alle piattaforme i comportamenti scorretti degli uomini, ma senza ricevere alcuna risposta. Ancora una volta, al pari di quelle che accade nella realtà, le donne si ritrovano vittime di abusi senza che nessuno intervenga in loro favore.

App dating

E, per quanto riguarda il mondo del dating online, questa sembra essere una tendenza destinata a peggiorare. Già nel 2016 la National Crime Agency del Regno Unito aveva segnalato un forte aumento dei casi di violenze sessuali ad opera di uomini che frequentavano le App di dating. Un dato in crescita esponenziale, seppur non isolato. Quello che spesso ignoriamo delle applicazioni di incontri, infatti, è anche il comportamento scorretto degli utenti. Queste piattaforme esaltano negativamente la mascolinità degli iscritti, che si lasciano andare ad accuse verbali e foto di nudo non richieste. Una ricerca condotta da YouGovAmerica nel 2017 ha rivelato che ben il 53% delle donne ha ricevuto foto di nudo da parte degli utenti conosciuti tramite App. E il 78% di queste non le aveva richieste affatto. E per quanto questa non possa sembrarvi una violenza, in fondo lo è.

Ora, chiaramente la nostra intenzione non è quella di dare una visione negativa delle App di incontri, quanto piuttosto quella di analizzare un settore in continua espansione. Al di là di questo, sappiamo che la Rete nasconde i suoi pericoli. Ma metterli in luce può aiutare gli utenti meno esperti a cadere in questa trappola. D’altronde, uno degli aspetti più interessanti analizzati da Nancy Jo Sales è proprio quello della mercificazione dell’Amore in queste applicazioni. Stando alla giornalista, le donne vengono “ridotte” ad oggetti su cui gli uomini non aspettano altro che dare un giudizio. Ma, lasciateci dire una cosa: questo concetto vale per entrambi i generi. Quello che deve farci riflettere, allora, è se davvero siamo disposti a cercare l’anima gemella in un sorta di catalogo di proposte da skippare.

Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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