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Apple Car, l’analisi del vicinissimo accordo tra Cupertino e l’asse LG-Magna

Apple Car, tutto ciò da sapere sul possibile accordo con LG e Magna

La notizia ormai ha fatto il giro del mondo: l’Apple Car, l’auto realizzata da Apple, è vicina a diventare realtà. Un percorso accidentato, pieno di fermate e stop inattesi, che sembrava ormai mettere una parola fine a vedere un’auto realizzata da Apple. L’azienda di Cupertino sembra essere vicina all’accordo con il consorzio formato da LG Chem e Magna International, due affermati colossi nella produzione di automobili, non solo elettriche. Riavvolgiamo il nastro e vediamo da dove si è partiti, dove si è oggi e dove si punta ad arrivare con il progetto Apple Car.

Il Progetto Titan, la genesi della Apple Car: progetto accelerato, poi in dubbio, poi cancellato

Partiamo dall’inizio, dalle prime bozze del progetto Apple Car. Il nome all’interno della Mela di Cupertino era Project Titan, ed era nato come attacco frontale all’industria automobilistica, progettando da zero un’auto elettrica incredibilmente tecnologica e dotata di una guida autonoma totale. Le prime bozze del progetto comparvero alla fine del 2014, quando il CEO Apple Tim Cook affidò un progetto ancora sconosciuto a Steve Zadesky, ex-ingegnere Ford, più diversi ingegneri americani provenienti anche da Mercedes-Benz e dalla stessa Ford.

Il piano, all’epoca, sembrava proprio quello di costruire totalmente da zero un’auto, confidando nell’esperienza di Apple nella produzione di chip e sistemi elettronici e nella apparente semplicità e similitudine con il mondo tech del mondo dell’auto. Certamente la sfida era enorme, ma gli enormi profitti della Mela, uniti alla costruzione in pochi mesi di un team di diverse centinaia di ingegneri dedicati esclusivamente alla creazione di quella che ormai il pubblico aveva ribattezzato Apple Car, sembravano rendere meno irraggiungibile il risultato.

Apple Car accordo con LG

Nel 2015 cominciarono a rincorrersi diversi rumors, provenienti da diversi membri del Board Apple o ex-dipendenti. Si è venuto a sapere, ad esempio, che già Steve Jobs, grande appassionato di automobili, aveva pensato alla Apple Car intorno al 2008, poco dopo il lancio del primo iPhone, e proprio nei mesi in cui Tesla costruì la sua prima auto, la Roadster.

Nell’ottobre del 2015, poi, Tim Cook uscì allo scoperto, dicendo che “presto il mondo dell’auto verrà scosso da un enorme cambiamento. Potete non essere d’accordo, ma io la penso così…”. Tutti in quelle parole video un avvicinarsi della nascita di una Apple Car. Si parlava del 2018 o del 2019 per il debutto della Apple Car, ma negli anni successivi si arrivò a diversi stop.

Apple Car Tim Cook

Nonostante Apple abbia cercato in tutti i modi di tenere segreto il progetto Titan, nel corso dei mesi diversi dettagli sono diventati di dominio pubblico. Come ad esempio la decisione di abbandonare il progetto di costruire da zero l’auto, a causa dei costi e del poco know-how dell’azienda. Dopo questo crollo dell’idea di produrre una Apple Car, a Cupertino sembrava che si fossero concentrati esclusivamente sulla tecnologia di guida autonoma, brevettando 27 tecnologie originali e mandando in test per le strade della Silicon Valley oltre 70 vetture autonome, seconda per numero di prototipi solo a General Motors e Waymo, la società di autonomous driving di Google.

Perchè Apple ha trovato così tante difficoltà a costruire la sua auto elettrica?

Ma come è possibile che una Casa con le risorse, la potenza e il blasone di Apple non sia riuscita a costruire un’automobile da sola? L’escalation del progetto è simile a quello che abbiamo visto con diversi colossi della tecnologia pronti ad entrare nel mondo dell’auto elettrica. Google, Huawei, e la più eclatante, Dyson, sono esempi di aziende che hanno prima annunciato di essere vicine al debutto nel mondo dell’auto, salvo poi modificare o chiudere i piani per costi troppo alti, o sopraggiunte difficoltà insormontabili.

Per anni infatti c’è stato il pensiero che fosse possibile ed economicamente sostenibile fondare da zero una Casa automobilistica. In questo senso, ha forse “fatto male” l’esempio di Tesla, che ha infatti creato dal nulla un brand capace di costruire decine di migliaia di automobili all’anno. Tesla però è l’eccezione che conferma la regola, e per una Tesla che per fortuna o capacità è riuscita a diventare realtà, ci sono diverse start-up che non ce l’anno fatta, come Faraday, Fisker, e simili.

Tesla Roadster 2008

La stessa Tesla ha cominciato basandosi su progetti di altre Case. La prima Roadster era realizzata sulla base della Lotus Elise, e Tesla Model S utilizza diversi componenti apparentemente semplici ma costosissimi da realizzare ex-novo (come ad esempio leve del cambio, tasti, devioluci, bocchette dell’aria,…) di derivazione Mercedes-Benz. Tesla inoltre ha vissuto per anni sul bilico della bancarotta, producendo automobili in perdita per diversi anni, vedendo il bilancio in verde solo dopo diversi anni di vita. James Dyson ha dichiarato che il progetto abbandonato dell’auto elettrica gli ha fatto perdere 500 milioni di dollari. Cifre incredibili per quello che è a tutti gli effetti un fallimento.

Per costruire senza una Casa dietro un’automobile servono quindi o dei fondi illimitati e la consapevolezza di perdere per anni pressoché tutto il fatturato, oppure si finisce per rinunciare. Nonostante rispetto ad un’auto a combustione interna ci siano molte meno componenti, le energie, gli studi e gli investimenti necessari sono a dir poco enormi. Per questo avere dei partner solidi non è solo importante: è fondamentale.

L’importanza di avere un partner, ma quanto è difficile trovarne uno… Da Tesla a VW a BMW

Per questo Apple già dal 2016 ha cominciato a cercare un partner con cui instaurare una strettissima collaborazione per la produzione della sua Apple Car. Agli albori si era parlato di piccole Case americane emergenti, come la Faraday Motors, nata nella Silicon Valley proprio in quegli anni e da tutti additata come “colei che costruirà la Apple Car”. Poi, dalle informazioni raccolte da informatori e da inchieste dei più grandi quotidiani statunitensi come il New York Times e il Financial Times, Apple è passata a “corteggiare” i pezzi grossi.

Per molti mesi si era parlato di BMW come più papabile partner commerciale per la creazione della Apple Car. La Casa di Monaco è stata per molto tempo la prima scelta di Apple. BMW costruisce auto premium, ma allo stesso tempo popolari, proprio come Apple. Le trattative sono andate avanti a lungo, come hanno riportato ex-dipendenti. Tim Cook stesso ha visitato la sede BMW nel 2014 per discutere la partnership, ed è noto per avere una passione proprio per le auto del marchio bavarese. Nonostante le trattative, però, l’affaire BMW-Apple si è risolto con un nulla di fatto. Entrambe le Case infatti volevano avere l’esclusiva sulla customer experience, sulla paternità del prodotto e sulle relazioni con clienti e con l’esterno.

Apple Car Play

Dopo BMW, Apple ha tentato di accordarsi con Mercedes-Benz, con cui ha lavorato per un intero anno, tanto che la Casa della Stella aveva un nome in codice all’interno di Apple: Bruce. Mercedes è poi legata con Apple, visto che Steve Jobs ha posseduto per anni solo prodotti Mercedes-AMG, tra cui una SL55 AMG che guidava ogni giorno. Anche qui, però, secondo persone vicine ad entrambe le aziende queste hanno fatto un passo indietro di fronte alla decisione di chi avrebbe dovuto controllare l’esperienza utente e i dati delle auto.

Apple non si è fermata qui. Ha parlato con Nissan, la Casa cinese BYD (da diversi anni partner di BMW nella Repubblica Popolare) e persino con McLaren, la celebre Casa britannica di supercar e auto da corsa. In tutti i casi, la paternità del progetto e dell’esperienza d’uso e di assistenza hanno rappresentato uno scoglio insormontabile tra Apple e la Casa in questione. Il costruttore automobilistico con cui Apple è andata più vicina alla collaborazione è però un’altra azienda tedesca, Volkswagen. Con la Casa di Wolfsburg non c’è stato un esito positivo per la Apple Car per gli ormai soliti motivi, ma VW ha fornito ad Apple diversi van Transporter T6. Perché? Sulla loro base, in collaborazione con l’italiana Italdesign, Apple ha deciso di realizzare dei veicoli a guida totalmente autonoma per gli spostamenti all’interno della fabbrica di Cupertino.

C’è infine un ultimo grande player che è andato vicino al matrimonio con Apple: Tesla. Ed è proprio Elon Musk che pochi mesi fa ha lanciato la bomba. “Durante i giorni più duri del progetto Model 3, ho contattato Tim Cook per discutere della possibilità per Apple di acquistare Tesla (a 1/10 del nostro valore attuale). Ha rifiutato di fissare un incontro.”. Apple ha avuto quindi la possibilità circa 5 anni fa di acquistare Tesla a una cifra relativamente bassa, ovvero 50 milioni di dollari. Chissà come sarebbe finito il progetto Titan…

La speranza-Hyundai e perchè il progetto Apple Car by Hyundai-Kia non è andato a buon fine

Per un paio di anni poi la Apple Car è sparita dai radar internazionali, facendo pensare al peggio per il progetto Titan. Sembrava che Apple si fosse concentrata esclusivamente sulle tecnologie di guida autonoma, abbandonando il sogno della Apple Car. Ma con il 2021 era rinata la speranza: a gennaio era infatti rimbalzata la notizia dalla Corea del Sud di trattative avanzate tra Apple e il Gruppo Hyundai per la produzione di un’auto elettrica.

Finalmente Apple aveva trovato il suo partner? Sembrava davvero fatta tra Apple e Hyundai-Kia: accordo sulla produzione, sull’auto stessa e sulla tecnologia. Dopo anni di tentativi, di incertezza, di stop e di silenzi, l’ottimismo era palpabile. Ma alla fine, qualche settimana dopo, è arrivata la più classica delle fumate nere. Accordo Apple-Hyundai saltato. Ma perchè mai? Cosa ha fermato questo matrimonio annunciato?

Hyundai Kona Electric

Come per l’intera storia della Apple Car, non si hanno certezze o dichiarazioni ufficiali in merito. Ciò che è trapelato da fonti autorevoli in California e Corea del Sud è comunque molto interessante. Apple e Hyundai avevano trovato un accordo su tutte le tematiche che fino ad oggi avevano frenato l’arrivo sul mercato di Apple Car, ma l’armonia si è rotta su un dettaglio a dir poco non trascurabile. Quale? A quanto pare, Apple non aveva intenzione di “condividere” la paternità del progetto, assumendo Hyundai come produttore esterno, e non come partner. Una condizione che per Hyundai era inconcepibile. La Casa coreana infatti sta vivendo il momento migliore di tutta la sua storia. Una popolarità sempre crescente, una quota di mercato in salita in tutto il mondo e lo status di costruttore di qualità ottenuto con tanti sacrifici.

Hyundai inoltre se la passa molto bene dal punto di vista finanziario, con la fine del 2020 che rappresenta il miglior trimestre della propria storia. Hyundai non ha quindi bisogno nè di visibilità per farsi conoscere, nè di soldi da Apple. Il progetto di una Apple Car poi non è di sicuro successo, in quanto è pieno di interrogativi. Ci sarà la domanda che Apple si aspetta? Riusciranno due Case così diverse a realizzare un prodotto di livello assoluto? Hyundai ha tutto da perdere realizzando una Apple Car: se il progetto va bene, non avrà chissà quale beneficio dal punto di vista della popolarità. Se dovesse andare male, invece, la reputazione ottenuta negli ultimi anni sarebbe stata messa a repentaglio. Perciò, questo matrimonio non s’ha da fare.

La Apple Car oggi: l’accordo vicinissimo con LG e Magna, due aziende già forti nelle auto elettriche

Apple ha quindi bisogno per la nascita dell’attesissima Apple Car di un partner affidabile, di qualità assoluta e dalla grande esperienza. Allo stesso tempo però non può mettersi nelle mani delle Case più famose del mondo, che hanno tutto da perdere nell’abbinarsi ad un marchio così estraneo al mondo dell’auto come Apple. C’è bisogno di un partner che vuole affermarsi agli occhi del mondo, ma allo stesso tempo già collaudato… Una missione impossibile, no?

Beh, in questi giorni abbiamo scoperto che no, non è una Mission Impossible che richiede Ethan Hunt. Nella giornata del 13 aprile, infatti, il quotidiano coreano Korea Times ha sganciato la bomba. “La joint-venture tra Magna e LG è ‘molto vicina’ a vincere la commissione per l’Apple Car”. Una notizia sorprendente e incredibile, che però ha molto, molto senso. Capiamo perché insieme.

Sede Magna International

Partiamo dalla base: chi è Magna? E soprattutto, cosa c’entra LG con le automobili? Partiamo dalla Casa meno conosciuta tra le due, Magna. Gli appassionati di automobili più hardcore già la conosceranno. Magna è infatti una Casa automobilistica canadese, famosa per essere la più grande tra le Case produttrici conto terzi. Magna International infatti è nata nel 1957 come produttrice di parti di automobili per le grandi aziendi nordamericane. Nel 2001 ha acquisito un vero colosso europeo, la Steyr-Puch, famosissima fabbrica austriaca che ha prodotto per decenni auto per conto di diverse Case automobilistiche mondiali, con un livello di qualità altissimo. Un esempio? Mercedes Classe G è prodotto dalla Magna-Steyr fin dagli anni ’70. Anche Toyota Supra e BMW Z4 sono prodotte dalla Magna, così come le non più prodotte Chrysler 300C, Peugeot RCZ e decine di altri modelli.

Magna ha anche una grande esperienza nell’ingegnerizzazione conto terzi di automobili o di componenti particolari. Anche FIAT si è servita delle capacità di Magna, negli anni ’80 con la realizzazione della trazione integrale della prima serie di Panda 4×4 (quando ancora si chiamava Steyr-Puch) e della seconda generazione di FIAT Bravo. Magna però negli ultimi anni ha maturato una grande esperienza nelle auto elettriche, producendo per conto del Gruppo Jaguar-Land Rover la Jaguar I-Pace, primo modello elettrico della Casa. Parliamo quindi di un vero colosso nella produzione di automobili, non l’ultimo arrivato. Dopo anni di anonimato al grande pubblico, però, Magna vuole farsi conoscere al mondo. Da quest’anno sponsorizza le auto BMW della Formula E, e la commissione per Apple sarebbe l’ultimo, grande passo.

Fermi… ma LG ha smesso di costruire smartphone per fare auto?

E LG? Cosa c’entra con le auto? In molti hanno supposto come l’abbandono da parte della LG Electronics della produzione di smartphone possa essere giustificata proprio da questo nuovo impegno. In realtà, però, le due cose non c’entrano l’una con l’altra. LG infatti non è un’azienda come Apple o Tesla o FIAT, che ha una sola azienda centrale con diverse divisioni interne, tutte però unite sotto un unico tetto.

LG Twin Tower

In Corea del Sud, le aziende funzionano in maniera diversa. LG è un chaebol, la cui traduzione più fedele è “gruppo d’affari”, “conglomerato”. Questa è una forma aziendale tipicamente coreana, molto diversa da ciò a cui siamo abituati. In pratica, un chaebol è formato da tante enormi aziende che operano in settori a volte totalmente opposti, ma che sono controllate e gestite da una sola famiglia, a cui queste aziende sono “affiliate” e da cui prendono il nome. Il proprietario di una chaebol gode di uno status che a volte trascende le autorità legali, e influentissimo in politica. Esempi di Chaebol sono Hyundai, che oltre alle auto produce navi cargo, servizi per porti industriali e persino un’acciaieria, o Samsung, che accanto agli smartphone produce anche automobili in Corea, con il brand RSM (Renault-Samsung Motors).

Apple Car LG Chem

Tutto questo serve per spiegare che in realtà LG Electronics, l’ormai ex produttrice di Smartphone, non è la stessa LG che dovrebbe collaborare con Apple. Si tratta invece dell’altrettanto famosa LG Chem. Questa azienda del Gruppo LG è tra le più famose e gettonate Case produttrici di batterie e motori elettrici di tutto il mondo. Fornisce infatti batterie a Renault, Volvo, Audi, Polestar e Hyundai-Kia. Anche le batterie per smartphone sono prodotte da LG Chem, comprese quelle usate dagli iPhone e iPad. Ma questa azienda coreana non si occupa di sole batterie. LG Chem è tra i maggiori produttori di motori elettrici, responsabile dei motori di una delle auto elettriche più incredibili del mondo: Porsche Taycan.

Il futuro della Apple Car: la speranza è di vederla debuttare nel 2025

Parliamo quindi di due colossi silenziosi, che si occupano della produzione e della realizzazione di componenti e auto per i più grandi nomi del panorama mondiale, ma che non ricevono la luce e l’apprezzamento che meritano. Proprio per cercare investitori e partner, LG e Magna si sono unite alla fine del 2020 per una joint-venture, la LG Magna e-Automotive. Una società controllata al 51% da LG, la quale da anni, con le divisioni Chem ed Electronics, ha accordi commerciali molto stretti con Apple. Considerando tutti questi elementi, comincia ad avere sempre più senso questo matrimonio. Eccellenza costruttiva, know-how di livello assoluto, la voglia di rivalsa e l’appoggio di uno dei brand più ricchi, potenti e noti del mondo.

Un matrimonio che può solo che giovare a tutte e tre le aziende in questione, e che vedendo le premesse speriamo davvero vada a buon fine. In caso di fine positiva alle trattative, la Apple Car potrebbe davvero essere il fenomeno del futuro. Per ora ovviamente non abbiamo ancora alcun dettaglio sul progetto, che siamo sicuri essere ancora in fase a dir poco embrionale. Non vediamo l’ora di raccontarvi di più, come il sito di produzione, l’estetica, la tecnologia e il prezzo della Apple Car, che si preannuncia una delle auto più attese del decennio. Per ora le stime parlano di un arrivo entro il 2025. Speriamo di avere dettagli al più presto, e di ricevere l’attesissima fumata bianca sul matrimonio tra Apple e LG-Magna. E voi? Cosa ne pensate? Avete le idee più chiare sull’Apple Car? Fatecelo sapere nei commenti e sui nostri canali social!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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