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Assistenti digitali, amore e odio: cosa dicono gli utenti?

Gli assistenti digitali sono entrati di prepotenza nelle nostre case, ma molti utenti mettono in dubbio la loro sicurezza

Assistenti digitali: adozione in crescita pari all’85% in Italia rispetto al 2018, ma, secondo il report State of Digital Lifestyles di Limelight Networks, ci sono preoccupazioni per la sicurezza.

Assistenti digitali e non solo: preoccupazioni per la sicurezza

Utenti italiani e utenti globali sono concordi nell’affermare che la tecnologia digitale ha avuto un impatto positivo sulle loro vite secondo il report State of Digital Lifestyles di Limelight Networks, fornitore di servizi cloud.

L’indagine condotta sui consumatori di nove paesi mostra infatti che l’adozione di dispositivi digitali è in aumento, ma tuttavia rimangono le preoccupazioni in termini di prestazioni e di problemi per la sicurezza.

Assistenti digitali come Amazon Alexa e Google Home sono sempre più popolari: il 23% degli italiani ne possiede uno e il 69% nell’ultimo anno, tuttavia gli assistenti digitali non vengono ancora considerati uno strumento essenziale.

Quasi il 31% dei proprietari italiani di Alexa e altri dispositivi affermano che sarebbero disposti a rinunciarvi per almeno una settimana, e il 23% sarebbe disposto a smettere di usarli in modo permanente.

Solo il 15% dei proprietari italiani ha dichiarato di non poter smettere di usare il proprio assistente digitale. Invece, il 45% degli intervistati in Italia ha dichiarato di non essere in grado di smettere di usare il proprio smartphone anche solo per un giorno e solo il 7% vi rinuncerebbe in modo permanente.

La crescita della tecnologia digitale ha creato nuove preoccupazioni, con un numero significativo (38%) di consumatori in Italia che dichiarano di essere più preoccupati per il furto di informazioni personali online rispetto a un anno fa. La privacy dei dati è anche la prima preoccupazione nell’utilizzo degli assistenti digitali.

Ulteriori approfondimenti riportati nella ricerca

  • La tecnologia ha avuto un impatto positivo sulla società. La maggior parte dei consumatori italiani (84%) afferma che la tecnologia digitale online ha migliorato la propria vita. In particolare il 44% ritiene che la tecnologia digitale online abbia migliorato notevolmente la propria vita.
  • Una nazione in streaming. Lo streaming è diventato il modo più comune di accedere ai media digitali, con quasi tre quarti (71,5%) dei consumatori italiani che scelgono di vedere film e programmi TV in streaming anziché scaricare o acquistare copie fisiche; il 64% sceglie di ascoltare musica in streaming invece di scaricarla o acquistare CD.
  • Le preoccupazioni relative ai contenuti digitali restano, ma alcuni ritengono che il 5G potrebbe aiutare. La stragrande maggioranza (86%) dei consumatori italiani esprime preoccupazione verso i contenuti digitali. C’è una forte aspettativa (76%) relativamente al fatto che il 5G consentirà una maggiore velocità di download, ma ancora il 18% risulta scettico sul fatto che il 5G avrà effettivamente un impatto rilevante
  • I consumatori italiani apprezzano ancora le esperienze offline. Nonostante la crescita delle attività online, negozi al dettaglio e sale cinematografiche mantengono una discreta popolarità tra i consumatori. Circa la metà degli utenti italiani (50,2%) preferisce ancora fare acquisti in un negozio fisico piuttosto che online e il 36,6% apprezza maggiormente guardare un film al cinema anziché online o in TV.

Le dichiarazioni di Limelight Networks

Con la rapida crescita dei contenuti online e dei nuovi dispositivi disponibili per accedervi, i media digitali stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella vita di tutti i giorni“, ha dichiarato Michael Milligan, Senior Director di Limelight Networks. “La nostra ricerca rivela che le aspettative dei consumatori per esperienze digitali di alta qualità continuano a crescere, insieme alle preoccupazioni per la sicurezza online e per l’accesso non autorizzato alle informazioni personali. Per aumentare la fidelizzazione dei clienti, i fornitori di contenuti digitali e i produttori di dispositivi devono garantire che le piattaforme e i dispositivi di distribuzione utilizzino un’infrastruttura sicura in grado di proteggere i dati dei clienti e offrire, allo stesso tempo, un’esperienza utente costantemente veloce e affidabile“.

Il rapporto State of Digital Lifestyles si basa sulle risposte di 4.500 consumatori in Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti di età pari o superiore a 18 anni che abbiano scaricato software o riprodotto in streaming video o musica online nell’ultimo mese. La ricerca completa è disponibile a questo indirizzo.

 

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Matteo Bonanni

Musicista di professione e malato di tecnologia per indole, mischio sempre musica e tecnologia senza soluzione di continuità perché mi piace circondarmi di cianfrusaglie tecnologiche mentre faccio tutto il resto!
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