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bugs bunny 80 anni

80 anni di carote: Buon compleanno Bugs Bunny
Festeggiamo una delle più celebri icone del mondo dell'animazione raccontandovene la storia.


Questa settimana si è festeggiato un compleanno davvero speciale: 80 anni fa faceva il suo debutto uno dei personaggi più amati e importanti della storia dell’animazione. Avete presente no? Orecchie grandi e lunghe, una coda morbida, se ne va in giro saltellando e ripete spesso “Che succede, amico?“. Esatto stiamo parlando proprio di Bugs Bunny, simbolo dell’infanzia di tantissimi di noi.

Bugs Bunny, un’icona che ha scavalcato le epoche

bugs bunny 80 anniIl 27 luglio del 1940 arrivava negli Stati Uniti Caccia al coniglio, parte della celebrata serie Merrie Melodies. È qui che, per la prima volta, il mondo fa la conoscenza di Bugs Bunny, o quasi. Già a partire dal 1938 infatti erano comparsi nei cartoni animati dei conigli dispettosi, simili a questo personaggio che funsero da prototipi prima del debutto definitivo. Inoltre il nome Bugs arriverà solo più avanti, nel corto del 1941 La lepre domestica.

Gli storici dell’animazione comunque sono generalmente concordi nel considerare Caccia al coniglio la prima apparizione effettiva. È qui che Bugs si mostra in una versione simile a quella che la maggior parte di noi conosce. Non si tratta solamente di una questione visiva, anzi. Il design del coniglio si sarebbe evoluto ancora, seguendo di pari passo quello dell’arte dell’animazione in senso più ampio.

Tuttavia è impressionante, rivedendo il cortometraggio (candidato agli Oscar quell’anno) quanto già ci fosse del dispettoso personaggio. Il suo stile irriverente e sarcastico, la capacità di prendere in giro il suo interlocutore (in questo caso il cacciatore Taddeo) e alcuni dei suoi tormentoni più noti sono presenti fin da questa prima apparizione ufficiale.

Riscoprendolo a distanza di 80 anni si riesce ad apprezzare davvero il lavoro svolto dai suoi creatori. Si tratta di vere e proprie leggende dell’animazione fra cui vanno assolutamente citati Tex Avery, Chuck Jones e anche il doppiatore storico Mel Blanc. Questi autori, insieme al resto del team, sono riusciti a creare un personaggio che ha davvero superato ogni barriera temporale (quasi) immutato, facendo da ponte tra i decenni.

Bugs Bunny e il suo legame con il cinema

bugs bunny 80 anniIl coniglio animato infatti è figlio anche di quanto accaduto prima di lui nel mondo del cinema. È possibile rivedere in parte delle sue avventure richiami a tutta quella che era stata l’epoca del muto, con quella comicità spesso fisica, che pervade ancora oggi gli show animati.

Forse però l’influenza maggiore sul personaggio viene da un mito della cinematografia dei primi tempi del sonoro: Groucho Marx. Il buon Bugs Bunny ha un debito fortissimo con questo leggendario comico, di cui riprende in pieno lo stile arguto e svelto. Battute classiche come “Naturalmente, ti rendi conto che questo significa guerra” sono un omaggio diretto, così come la carota che il coniglio sgranocchia spesso che si ricollega direttamente all’iconico sigaro di Marx.

Tutte queste caratteristiche si sono mescolate negli anni, creando una personalità completa e indipendente, che però mostra ancora tutte quelle radici. Bugs Bunny è diventato un’icona assoluta per grandi e piccini e generazioni e generazioni sono cresciute ridendo delle sue buffe avventure. Ancora oggi, a 80 anni di distanza è capace di conquistare e catturare l’attenzione, portando avanti l’eredità di Marx e di tutte le figure che ne hanno influenzato l’origine.

Non si pensi però che Bugs Bunny abbia solo preso dal cinema. Il fatto che si trattasse di animazione ‘per bambini’ non ha impedito alle opere che lo vedevano protagonista di raggiungere livelli qualitativi eccezionali. Cane all’opera, parodia di classici del teatro lirico, è ancora oggi un cortometraggio incredibile. A questo si aggiunge l’influenza che le sue avventure hanno avuto sul cinema, non solo d’animazione, con tanti registi che hanno debiti nei confronti di questo simpatico coniglio ottantenne.

La rottura di ogni parete

Per quanto si trovasse a proprio agio con le avventure animate, a Bugs Bunny andavano evidentemente strette. Il suo successo gli ha permesso di allargare enormemente il proprio campo d’azione, dando vita a innumerevoli linee di merchandise. Fumetti, giocattoli, riviste, abbigliamento… Tutti i Looney Tunes ma il loro leader in particolare sono diventati pezzi fondamentali della cultura popolare.

È impossibile non parlare delle sue incursioni nel mondo videoludico. Sono tanti i titoli che hanno visto protagonista questo coniglio, su diverse piattaforme fra cui diversi episodi della saga di Crazy Castle. Quelli che però molti giocatori ricordano ancora con affetto sono sicuramente Bugs Bunny: Lost in Time e il suo seguito Bugs Bunny & Taz in viaggio nel tempo, diventati dei piccoli grandi cult nell’epoca PlayStation.

Il tutto mentre la sua storia animata continuava a procedere. Bugs ha attraversato le epoche trasformandosi non solo visivamente. Ha vissuto in pieno la Seconda Guerra Mondiale, schierandosi contro l’Asse e combattendoli a modo suo. Ha valicato più volte i confini del grande schermo, ha ‘vissuto’ fianco a fianco della grande stella di Michael Jordan in pubblicità e nel memorabile Space Jam, ha preso parte avventure sempre nuove, senza mai perdere la propria brillantezza.

Insomma, in questi 80 anni Bugs Bunny è riuscito a guadagnarsi un posto chiave nella cultura occidentale. Un ruolo importante, che occuperà ancora per tanti e tanti anni, facendo appassionare tantissimi adulti e ragazzini alla sua spensieratezza e simpatia, rinnovandosi sempre per non cambiare mai. A noi non ci resta che fargli tanti auguri e sperare che la candelina sulla fetta di torta non sia in realtà un candelotto di dinamite della ACME.

Ehm, ehm, That’s All Folks!


Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
                   










 
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