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Display Braille: la tecnologia a portata di mano

Scopriamo, in occasione della Giornata mondiale dell'alfabeto braille, questa tecnologia destinata alle persone ipovedenti o non vedenti

Oggi, 4 gennaio, si festeggia la Giornata mondiale dell’alfabeto Braille, in occasione della nascita nel 1809 di Louis Braille, suo inventore. La tecnologia consumer, per come la conosciamo al giorno d’oggi, è basata spesso su dispositivi dotati di schermi, con quindi un modo di presentare contenuti e informazioni prevalentemente visivo. Questo è sicuramente un impedimento per tutte quelle persone non vedenti o ipovedenti, che, per poter utilizzare questi dispositivi, spesso quasi indispensabili per vivere una vita normale, devono fare affidamento ad altre forme di output.

Tra le varie opzioni disponibili esistenti ci sono i display Braille, ovvero dei terminali in grado di convertire in testo leggibile quanto mostrato da un cellulare o da un computer.

La storia dei display Braille

Louis Braille, diventato cieco all’età di 10 anni, inventò, ispirato da una codifica militare basata su dei punti in rilievo, l’alfabeto Braille. Questo metodo, rispetto ad altre soluzioni precedentemente adottate, permetteva per la prima volta sia di leggere che scrivere testi. La scrittura risultava comunque abbastanza macchinosa, ma col tempo furono sviluppati sistemi di scrittura automatica, come il dattilobraille, e l’alfabeto è ancora oggi molto diffuso.

braille alfabeto

Con l’avvento prima dei personal computer, e poi degli smartphone e dei tablet, arrivò anche la necessità di rendere fruibili i vari contenuti anche agli utenti non vedenti o ipovedenti. Le due strade più comuni sono la sintesi vocale e i display Braille.

La sintesi vocale, nonostante la comodità di non richiedere dispositivi esterni e di essere spesso già integrata nel sistema operativo, è spesso abbastanza lenta. Inoltre, fino a non molto tempo fa, i sistemi di sintesi vocale non erano abbastanza avanzati da permettere un’esperienza naturale di ascolto del parlato. Per questo motivo sono nati, parallelamente, i monitor Braille, ovvero dei dispositivi in grado di formare elettronicamente dei caratteri Braille in rilievo.

display braille

Il contenuto dello schermo è convertito da un apposito software, analogo a quello usato per la sintesi vocale, in un testo. Sul “monitor” del dispositivo, composto da una stringa di caratteri braille elettromeccanici, il suddetto testo viene poi presentato all’utente, riga dopo riga. Alcuni modelli presentano a lato anche una tastiera con i pulsanti necessari per immettere del testo, sempre secondo la codifica Braille.

Questi monitor, usati insieme o al posto della sintesi vocale, permettono agli utenti con impedimenti visivi di usufruire a pieno dei propri dispositivi. Il sistema rimane però abbastanza macchinoso e anche abbastanza costoso. Ma l’industria, per quanto più lentamente date le dimensioni del mercato a riguardo, sta comunque facendo progressi, e sono già state brevettate evoluzioni di questo sistema, come ad esempio schermi del computer interamente ricoperti da caratteri Braille elettronici, o monitor rotanti, per permettere una lettura più continuativa invece di una spezzata in righe.

Non ci capita spesso di soffermarci troppo sulle difficoltà delle persone con disabilità nell’utilizzare la tecnologia, ma, proprio perché questa è ormai presente in ogni aspetto della nostra società, è invece importante assicurarsi di non escludere nessuno da essa e di fare a tutti gli strumenti necessari per poterne usufruire.

Voi cosa ne pensate? Conoscete altri dispositivi per aiutare le persone ad utilizzare la tecnologia?

Fonte
Sebastien.delorme (foto)
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Giovanni Natalini

Fin da piccolo amante di scienza, tecnologia e fumetto, studente magistrale di Ingegneria Elettronica e fruitore nel (poco) tempo libero di serie tv, Youtube e videogiochi.
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