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eSport in Italia, come ne parla il pubblico?

Un'analisi di KPI6 e OIES mette in luce la reputazione degli attori del settore

Il mondo degli eSport in Italia è in crescita. Da lungo tempo si discute di come questo settore sia sempre più capace di raccogliere l’interesse del pubblico. I risultati, non solo nelle competizioni, sono evidenti, con sempre più interesse a promuovere questo mondo, anche con investimenti. È sempre però importante studiare un fenomeno, analizzarlo al meglio per comprendere i modi migliori per gestirlo. Ed è proprio qui che entrano in gioco realtà come l’Osservatorio Italiano eSports, che ha presentato uno studio approfondito sul settore.

L’eSport in Italia genera conversazioni positive

Si tratta di un progetto curato dall’OIES insieme al suo monitoring partner KPI6, che è andato ad analizzare un aspetto chiave del settore. L’attenzione infatti è stata sul valutare il sentiment generato da questo tipo di discipline, focalizzandosi sulle interazioni spontanee come like e commenti. L’obiettivo non era semplicemente capire quali fossero le realtà più popolari, quanto quelle con la migliore reputazione.

Per studiare questo aspetto è stato necessario utilizzare un indice apposito, definito ICP (ovvero Indice di Crescita Positiva). Questo ha permesso di quantificare e rappresentare in maniera semplice e chiara una serie di aspetti legati alla presenza di tanti degli attori dell’eSport, tra giocatori, caster, team e oltre. Unendo il volume delle conversazioni generate, il loro tono e il livello di coinvolgimento ottenuto si può valutare la reputazione di queste realtà.

Uno dei primi aspetti che risalta dall’analisi è il sentiment che circonda questo ambito. Un’ampia maggioranza delle conversazioni che riguardano questo mondo hanno un tono positivo, dimostrando quanto l’interesse del pubblico sia valido. Chi ha preso parte a eventi eSportivi e ha visto la reazione dei partecipanti difficilmente sarà davvero stupito da ciò, ma resta impressionante il confronto con altri settori.

I numeri ottenuti dall’eSport, sia per quanto riguarda il sentiment, sia per quanto riguarda il tasso di engagement, sono molto più alti della media. Questo conferma quanto sia forte la passione degli italiani che seguono questo mondo. Un pubblico che è pronto a seguire l’ambiente in maniera attiva e che quando ne parla, lo fa con entusiasmo, sostenendo il settore e i propri team e atleti preferiti.

È interessante notare anche chi siano le persone che si appassionano all’eSport in Italia, con delle sorprese. Da una parte si nota come la fascia d’età più coinvolta non sia quella dei giovanissimi (seppur ben presente), ma quella 25-34 che costituisce circa la metà degli appassionati. Dall’altra si evidenzia come, sebbene il pubblico sia per tre quarti maschile, questa quota sia destinata a calare. Nella fascia 18-24 infatti la componente femminile è intorno al 40%, dimostrando come sia importante rivolgersi anche a questo target per il futuro.

Esports Reputation Report, le classifiche dei più discussi

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Una gran parte dell’Esports Reputation Report si concentra su quali siano i protagonisti più chiacchierati dell’eSport in Italia. A partire naturalmente dai team, con i Qlash a dominare la classifica, seguiti da Reply Totem, Mkers, Cyberground e Exeed. Importante anche tenere d’occhio i club della Serie A calcistica, sempre più attente a questo settore. In questo caso in cima si trova l’Inter, con Milan, Juventus, Roma e Lazio a completare la Top 5.

Passando ai player la lista vede alla prima posizione Gabriele Gaiba alias GaBBoDSQ, seguito a distanza da Andrea Mengucci. Più distanti Giogio Calandrelli che continua a crescere e ancora Marco Chiappa e Cristian David. Spostandosi al tavolo di commento ha ottenuto i migliori risultati Francesco Lombardo, seguito da Filippo Burresi, Roberto Pramplini, Simone Trimarchi ed Emiliano Marini.

Dal report emerge anche una valutazione sull’esposizione ottenuta grazie all’eSport in Italia dei brand, in particolare quelli di moda. Usando strumenti di Image Recognition e logo detection OIES e KPI6 hanno potuto stilare l’elenco dei marchi più citati nel settore. Al primo posto si trova Nike, con Adidas, Gucci, Robe di Kappa e Puma a chiudere l’elenco.

eSport in Italia, i commenti degli osservatori

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Il debutto dell’Esports Reputation Report segna un passaggio importante per l’evoluzione del settore nel nostro Paese. Si tratta di uno studio che contribuisce al database creato dall’OIES per il Centro Studi Nazionale Esports. Così commenta Giuseppe Lo Forte, marketing executive di KPI6:

Gli attori del mondo eSport godono di una reputazione positiva nei confronti della loro audience che difficilmente riusciamo a registrare in altri settori. Questo fa degli eSport un canale ideale per i brand che desiderano posizionarsi o rafforzare il loro posizionamento nella mente della Generazione Z. KPI6, attraverso l’analisi delle audience e del settore, è pronta a guidare i Brand nelle decisioni di tale investimento“.

Non manca poi il punto di vista dell’OIES stesso, grazie a una dichiarazione congiunta dei co-founder Luigi Caputo ed Enrico Gelfi:

Con l’Esports Reputation Report la profondità delle ricerche che mettiamo a disposizione del settore ha compiuto un ulteriore salto di qualità. . La vera influenza oggi non è più dettata solo dal numero di follower, ma sulla reale capacità di aggregare reazioni e commenti positivi. La reputazione è un parametro indispensabile per considerare i veri influencer di un mercato. Con questo lavoro aggiungiamo ulteriore valore al nostro Centro Studi Nazionale Esports, che ormai è diventato il centro nevralgico per la conoscenza del settore esportivo italiano“.

Per maggiori informazioni sul mondo degli eSport in Italia, vi rimandiamo al sito ufficiale dell’OIES. E voi, quali discipline eSportive seguite?

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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