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Forcepoint svela il nuovo approccio per la sicurezza in rete
Dynamic User Protection è la soluzione dell'azienda per garantire la sicurezza


Il tema della sicurezza in rete è sempre più importante ed attuale. Forcepoint, cybersecurity company, è stata la prima ad applicare l’approccio basato sullo studio dei comportamenti umani al settore della sicurezza IT. Di recente, Forcepoint ha rilasciato Dynamic User Protection, una nuova soluzione basata sul cloud che segue quest’approccio.

Ecco come Forcepoint massimizza la sicurezza in rete

Con Dynamic User Protection, la cybersecurity company Forcepoint  punta a massimizzare la sicurezza in rete. Questa soluzione è basata su di una visione della sicurezza incentrata sull’uomo. Tramite il monitoraggio degli utenti, la proposta di Forcepoint permette di ottenere informazioni utili e risposte automatizzate a comportamenti rischiosi.

Il comportamento dell’uomo, come sottolinea l’azienda, rappresenta una variabile imprevedibile. Anche negli ambienti aziendali strutturati al meglio, infatti, si tende ad ignorare il fatto che gli utenti rappresentano il punto focale della sicurezza.

Sfruttando la sua esperienza nel campo dell’analisi comportamentale, Forcepoint punta a risolvere le problematiche della sicurezza in rete, andando a ridurre la complessità della raccolta, della normalizzazione e dell’analisi dei dati. In questo modo, cambiando completamente approccio, è possibile massimizzare la sicurezza.

Dynamic User Protection si basa su di un’architettura analitica e su funzionalità preconfigurate che si svolgono sulle singole macchine. Ci sono poi gli Indicators of behaviors (IOB), modelli analitici che consentono di identificare i comportamenti e permettere azioni ben precise a chi ha compiti specifici in ambito aziendale.

Il parere di Forcepint

Alessandro Biagini, Regional Sales Manager di Forcepoint Italia, dichiara: “Forcepoint ha recentemente rilasciato Dynamic User Protection, che permette di monitorare l’attività degli utenti, fornendo informazioni utili e risposte automatizzate ai comportamenti rischiosi”

Secondo il manager dell’azienda, questa soluzione “utilizza Indicators of Behavior come motore di analisi, che fornisce ai team di sicurezza, in maniera semplice e immediata, una panoramica sui comportamenti degli utenti e, combinando più comportamenti, riesce a determinare punteggi di rischio reali per identificare un utente come pericoloso e/o inoffensivo”

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Davide Raia