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Google Stadia è in crisi: cosa sta succedendo

Sono in sei ad andarsene dopo il vicepresidente

Google Stadia sta passando un periodo di crisi interna. Dopo aver annunciato la chiusura dei team interni al lavoro sulle esclusive, la piattaforma ha dovuto dire addio a Jhon Justice, il vicepresidente dell’intero progetto. Oggi il servizio di gaming in cloud di google ha subito un altro duro colpo, dato che sei dipendenti si sono licenziati in favore di una nuova esperienza professionale.

Google Stadia in crisi: se ne vanno in sei

La notizia arriva da un report di Gameindustry.biz e riporta che sei membri dello staff di Google Stadia hanno abbandonato definitivamente il progetto per dedicarsi ad una nuova esperienza professionale. Nello specifico gli sviluppatori sono entrati a far parte di Haven Entertainment Studios, una nuova software house fondata da Jade Raymond, ex dirigente responsabile proprio di Google Stadia.

Il nuovo studio sarebbe già al lavoro su una nuova IP, che verrà sviluppata in esclusiva Playstation. Tra i dipendenti che hanno raggiunto la squadra di Jade spiccano Sébastien Puel e Corey May, entrambe due figure chiave all’interno del progetto Stadia.

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Puel è un veterano dell’industria, che prima dell’avventura in Stadia ha lavorato con Ubisoft sugli Assanssin’s Creed dal secondo capitolo della saga fino a Unity. Anche May condivide un background simile, dato che ricopriva il ruolo di lead writer e narrative designer dal primo Assassin’s Creed e per tutti i sequel fino al 2015.

Pare quindi che Google Stadia non sia ancora del tutto stabile, anche a fronte delle diverse ristrutturazioni interne a cui sta andando incontro da qualche mese a questa parte.

Stadia: cosa sta succedendo?

Google Stadia ha avviato un deciso cambio di rotta durante gli scorsi mesi, iniziato a febbraio con la chiusura definitiva dei team interni al lavoro sulle esclusive first party della piattaforma. Stadia quindi ha rinunciato alla produzione di videogiochi pensati appositamente per la piattaforma di gaming in cloud, in favore di un approccio diretto unicamente all’adattamento di videogiochi prodotti da terze parti.

In un post sul sito ufficiale di Stadia, Phil Harrison, il vicepresidente di Google, ha spiegato le motivazione per le quali si è deciso di intraprendere questa nuova strada. Stando a quanto spiegato da Harrison, la compagnia si sarebbe resa conto che le funzionalità esclusive di prodotti videoludici disponibili anche su PC e su Console richiedono un grosso dispendio di risorse per essere trasposte su Stadia e questo elemento andrebbe in conflitto con le produzioni originali della piattaforma.

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Creare i migliori giochi da zero richiede molti anni e investimenti significativi, e il costo sta salendo esponenzialmente. Abbiamo deciso che non investiremo ulteriormente nello sviluppo di contenuti esclusivi dal nostro team di sviluppo interno” ha spiegato il vicepresidente.

Insomma niente più esclusive ma solo videogiochi sviluppati da esterni. Un grosso cambio di focus per il progetto Stadia.

A rincarare ulteriormente la dose poi ci sono state le dimissioni di Jhon Justice, risalenti a pochi giorni fa, volto e vicepresidente di Stadia insieme ad Harrison. Le ragioni dell’allontanamento di Justice non sono chiare, ma quello che risulta evidente sono le difficoltà a cui Google sta andando incontro nella gestione della piattaforma.

Viene da chiedersi a questo punto quale sia il futuro di Google Stadia, dato che l’eventuale piano di rilancio dell’azienda non sembra ancora essere ben definito.

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