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L’Italia lancia il Programma strategico per l’intelligenza artificiale

Approvato in Consiglio dei ministri, varrà per il periodo 2022-2024

L’obiettivo è quello di potenziare il sistema di intelligenza artificiale in Italia.

Ecco perché è nato il Programma strategico per l’intelligenza artificiale, approvato in Consiglio dei Ministri mercoledì 24 novembre.

Il piano strategico, frutto del lavoro congiunto del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, coprirà il periodo dal 2022 al 2024. Lo rende noto il Governo in un passaggio del comunicato stampa pubblicato subito dopo la conclusione del Consiglio dei ministri.

Vediamo più da vicino in cosa consiste il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale.

Perché nasce il Programma strategico

Con l’idea di potenziare il sistema di Intelligenza artificiale in Italia, è nato il Programma strategico 2022-2024. Il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao lo ha presentato al Consiglio dei ministri.

Il Programma strategico per l’intelligenza artificiale in Italia è stato elaborato da un gruppo di lavoro congiunto. Con Colao hanno collaborato i rappresentanti dei Ministri dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa e dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

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Una prospettiva europea

Il programma, si legge nella nota del Governo, “si colloca nel più ampio Piano europeo coordinato sull’Intelligenza artificiale, promosso dalla Commissione europea nel 2018 con l’intento di massimizzare l’impatto degli investimenti per l’intelligenza artificiale sia a livello europeo che nazionale, nonché per rafforzare sinergie e cooperazione tra gli Stati”.

Il piano appena presentato intende dunque fare dell’Italia un centro sull’intelligenza artificiale competitivo a livello globale.

La struttura del programma strategico

Le strategie per potenziare l’intelligenza artificiale in Italia saranno sviluppate attraverso sei macro obiettivi, undici settori prioritari in cui si concentreranno gli investimenti e tre aree di intervento.

In queste tre aree, leggiamo sempre nella nota del Governo, attraverso il Programma si intenderà: “rafforzare le competenze e attrarre talenti per sviluppare un ecosistema dell’intelligenza artificiale in Italia; aumentare i finanziamenti per la ricerca avanzata nell’intelligenza artificiale; incentivare l’adozione dell’IA e delle sue applicazioni, sia nella pubblica amministrazione (PA) che nei settori produttivi in generale”.

Più in dettaglio, per le tre aree il Programma strategico indica 24 policy da adottare nei prossimi tre anni. Si punta così a rafforzare competitività tecnologica internazionale del nostro Paese. Oltre che a trasformare i risultati della ricerca in valore aggiunto per l’industria e a prepararsi per le sfide tecnologiche e sociali del futuro prossimo.

Il gap con l’Europa e gli investimenti per il Programma

Il documento presentato per rafforzare il sistema di intelligenza artificiale in Italia vuole, in realtà, colmare un gap.

Il nostro Paese infatti è in ritardo rispetto a molti altri Stati membri dell’Ue. Per la ricerca nell’ambito dell’IA la nostra spesa corrisponde all’1,45 per cento del Pil, contro il 2,19 per cento della Francia e il 3,17 per cento della Germania. Le domande di brevetto sono sesto di quelle tedesche e un ricercatore in Italia guadagna in media 15,3 euro. Meno dei 22 di un omologo francese e, soprattutto, neanche un terzo dei 48 euro di un tedesco.

Gli investimenti previsti per il Programma strategico per l’intelligenza artificiale ammontano a circa 26 miliardi di euro. E sono quasi interamente da finanziare con il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Metà della cifra complessiva, recita il documento presentato, è destinata a “fare dell’IA un pilastro a supporto della Transizione 4.0”.

Tra le voci più rilevanti ci sono poi la promozione di cattedre e carriere in materie scientifiche e matematiche (3,2 miliardi) e la creazione di partenariati con le Università e le imprese (1,61 miliardi). 1,3 milioni sono per il lancio di bandi di ricerca-innovazione con la collaborazione tra aziende pubbliche e private.

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I commenti dei Ministri

Ciascuno dei tre Ministri coinvolti ha commentato il Programma strategico.

Per il ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa “il sistema italiano della ricerca e della formazione è pronto a guidare il potenziamento di questo settore. La strategia è una straordinaria occasione di crescita competitiva. Creiamo le condizioni per i giovani italiani, soprattutto donne, che decidono di investire in corsi di studio e nella ricerca sull’intelligenza artificiale di poterlo fare, ai massimi livelli, rimanendo nel nostro Paese”.

Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, ha detto che “con il Programma Strategico per l’intelligenza artificiale puntiamo a colmare il ritardo nello sviluppo e nell’adozione di soluzioni innovative in questo ambito tecnologico, dando nuovo impulso alla transizione digitale del nostro sistema produttivo. L’intelligenza Artificiale è lo strumento con cui il nostro Paese nei prossimi anni vuole rafforzare l’interazione tra centri di ricerca e impresa”.

Vittorio Colao, ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, ha aggiunto che “la strategia è la base per lanciare programmi e investimenti concreti per rendere l’Italia competitiva a livello internazionale e con un sistema pubblico più efficiente. Prevediamo programmi di accelerazione per le start-up che propongono soluzioni innovative per le PA. E iniziative ad hoc per alzare notevolmente la qualità di processi e servizi pubblici e migliorare il rapporto cittadini-Stato”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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