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La Formula E è una tra le più giovani competizioni motoristiche. La particolarià di questa gara? Il suo tasso di sostenibilità è talmente alto da permetterne lo svolgimento in pieno centro città. Noi – per la prima volta – abbiamo seguito l’E-Prix di Roma insieme al team di Jaguar Racing seguendone gioie e preoccupazioni e vi raccontiamo com’è andata la prima – e storica – vittora dal 1991 del team britannico.

E diamoglielo questo Fanboost!

Jaguar Racing ha aderito al grand premio di Formula E già dalla prima stagione – nel 2016 – segnando così il suo nuovo debutto nel mondo del motorsport come primo costruttore premium a unirsi al’E-Prix. Da allora Jaguard Racing ha puntato su un giovane pilota, riconfermato per tutte e tre le stagioni: si tratta del venticinquenne neozelandese Mitch Evans.

Abbiamo potuto scambiare giusto poche chiacchiere con Mitch durante la conferenza stampa, tempo di strapparli una confessione: “non ho mai preso – nemmeno una volta – in fanboos“.

Bene” gli ho detto. “Proviamo a chiederlo ai fan su Instagram”. Ed è così che Evans si è prestato a un simpatico siparietto in cui cercava di convincere i miei fan a donargli qualche minuto di tempo per il fanboost.

Non sapete cosa sia il fanboost della Formula E? Attraverso una pagina dedicata sul sito della FIA, i fan possono regalare a 5 dei propri piloti preferiti il cosidetto fanboost.

I cinque piloti con il maggior numero di voti ricevono un’esplosione di potenza significativa, che possono distribuire in una finestra di 5 secondi durante la seconda metà della gara. Non so voi, ma questa dinamica della Formula E mi fa tornare alla mente tutti le ore spese giocando ai videogiochi della serie Mario Kart oppure a Crash Tag Team Racing.

A metà strada tra la timidezza e la spavalderia, Mitch Evans ha chiesto ai miei follower il fanboost. A guardarlo sembrava un po’ teso per la gara (ma in fondo qualche pilota non lo è prima di una competizione di questo genere?). E poi diciamocelo: Jaguar e Evans non avevano mai vinto una gara fino ad ora.

Già che c’ero gli ho anche domandato se per lui guidare una vettura di Formula E sia così differente dalle altre monoposto. “Inizialmente ti senti spaesato. Non ci sono le marce e il motore sibila. Ma in realtà la soddisfazione di guida è davvero elevata” racconta Evans. Non faccio in tempo a fargli altre domande che lo portano via per la conferenza stampa tenutasi alla Nuvola di Fuksas, il centro convegni romano che ha ospitato l’E-Village durante i giorni del gran premio di Formula E.

L’EUR come una lavatrice sibilante

Il giorno seguente è stato un concentrato di emozioni e tensione per tutti i team in gara perché nella Formula E le le qualifiche e la gara si svolgono tutte nello stesso giorno.
Mentre i piloti correvano in pista con i loro motori sibilanti che – perdonatemi il paragone – tanto somigliano a una lavatrice in fase di centrifuga, noi visitatori ci catapultati nell’esplorazione del circuito dell’EUR che è risultato incredibilmente vivibile. Peccato solo per la mancanza di segnaletica e indicazioni riservate ai visitatori: “Dellà o dall’altra parte”. Insomma un ambaradan incredibile che ha messo a dura prova i nervi dei visitatori. Noi, solo per trovare la nostra tribuna, siamo saliti e scesi svariate volte da diversi ponti perché nessuno sapeva niente e non vi erano cartelli che ci aiutassero ad andare “alla ricerca della tribuna perduta”.

Ma a Roma si perdona quasi tutto. Il fascino del circuito dell’EUR è indiscutibile.

Tra una scarpinata e l’altra abbiamo fatto anche un salto alla griglia di partenza del Jaguar I‑PACE eTROPHY, il primo trofeo monomarca elettrico svolto durante Formula E. Tra i piloti italiani abbiamo augurato l’imbocca al lupo a Luca Salvadori, VIP driver di Juguar. A stupire però è lei: Kaherine Legge, unica donna in gara classificatasi in quarta posizione.

L’incredibile vittoria Jaguar Racing

Dopo mille peripezie troviamo la nostra tribuna. In tutto questo il cielo non è stato molto clemente con noi: durante tutto il pomeriggio il cielo ha pianto e secondo noi un po’ anche i piloti.
Durante la gara il meteo è stato clemente; a non esserlo invece è stato il maxi incidente tamponamento (in cui non ci sono stati feriti) che ha rinviato la gara per una cinquantina di minuti.

Da li, nervi super tesi per tutti, tutto ha dovuto ricominciare da zero. Primo in griglia il tedesco Lotterer, secondo il pilota Jaguar, Mitch Evans. In realtà la gara si è focalizzata tutta sul loro testa a testa serratissimo che ha chiesto Lotterer in prima posizione per gran parte della gara, infine superato da Evans verso metà gara. E tutti gli altri? Dietro, a scalare con difficoltà la diverse posizioni.

Un testa a testa quello tra Lotterer e Evans davvero epico (come diciamo “noi giovani”) che ha visto Lotterer sfruttare il suo fanboost e Evans che sfortunatamente ha visto sfumare il suo Attack Mode (non è passato correttamente sui sensori e si è perso i 225 kW di potenza aggiuntiva)

Il testa a testa di 45 minuti + 1 giro si è concluso con Mitch Evans vincitore.

Cosa è accaduto dopo? Post su Instagram con festeggiamenti e ringraziamenti per la vittoria conseguita . Tra i commenti spunta quello di uno sportivissimo Lotterer che si congratula con un:

“Congrats ???????????? let’s celebrate”

Non potete immaginare l’esplosione di gioia del team di Jaguar Racing ai box ma anche in tribuna dopo questa vittoria, da lungo tempo agognata e mai giunta fino a oggi.

Dite quello che volete della Formula E ma…

Dite quel che volete della Formula E ma non dite che non sia avvincente, noiosa solo perché “non c’è il rumore del motore”. Suvvia, esiste la Formula 1 per quello. La formula E è davvero qualcosa di totalmente diverso. Un’evento fruibile in centro città che permette di avere concerti all’aperto durante le prove, che permette di chiacchierare con le persone in ogni momento della gara. Si è vero: le senti a malapena arrivare quando passano di fronte alla tua tribuna ma “chissene” importa. L’atmosfera è davvero festosa e soprattutto si tratta di una gara moderna che vuole avvicinare i giovani con l’introduzione di fanboost (al passo con il mondo dei social) e l’attack mode che strizza l’occhio ai nostri amati videogiocatori sempre più numerosi e… sempre più adulti.


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Fjona Cakalli

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Amo la tecnologia, adoro guidare auto/camion/trattori, non lasciatemi senza videogiochi e libri. Volete rendermi felice? Mandatemi del cibo :)
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