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Knockout City: hands-on – Una colorata rivisitazione di palla prigioniera

Dopo una breve prova possiamo raccontarvi qualcosa di Knockout City, il nuovo competitivo EA Originals.

Dopo Rocket Arena, EA ci ritenta e lancia sul mercato un nuovo titolo volto al competitivo. Non siamo troppo lontani da qualcosa di già visto, eppure, in fondo, il gameplay non è esattamente lo stesso. Il tempo per giocarlo è stato poco e, naturalmente, non abbiamo ancora messo le mani nella sua versione completa, ma qualcosa da dire lo abbiamo. Stiamo parlando di Knockout City, di cui approfondiremo ogni dettaglio nella nostra anteprima.

Il nuovo titolo Velan Studios sarà riuscito a catturare la nostra attenzione? Scopriamolo insieme.

Knockout City anteprima: poche “semplici” mosse

Knockout City possiede uno stile grafico non del tutto nuovo sul mercato videoludico: colori forti e d’impatto e uno stile cartoon. Le linee sono abbastanza semplici, ma allo stesso tempo efficaci. I dettagli e la cura non sono per nulla malvagi e, anzi, sono decisamente apprezzabili.
La nostra anteprima di Knockout City si basa comunque su un prodotto in fase Beta. Non essendo, dunque, completo al 100%, non vogliamo soffermarci troppo sugli aspetti tecnici, ma vogliamo darvi una prima generale impressione.

A questo proposito è bene procedere subito con la descrizione del gameplay. Il titolo si basa sul famoso Dodgeball (o palla prigioniera) e lo esporta al puto tale da farlo diventare quasi una sorta di FPS. Sostanzialmente, all’interno delle mappe, sono presenti alcune palle. Lo scopo è di raccoglierle e scagliarle sugli avversari. Ogni personaggio possiede due punti vita, quindi, dopo due pallonate rischia l’eliminazione. Naturalmente, come nel gioco reale, esiste la possibilità di prendere al volo le palle che ci vengono scagliate, evitando di finire vittima dei nostri avversari. In parole semplici dobbiamo lanciare la palla in campo per colpire i nostri avversai e, se loro la lanciano a noi, dobbiamo cercare di prenderla.

Un concetto molto semplice che si sviluppa, però, con un gameplay abbasta ricco di mosse. Possiamo, infatti, caricare i tiri, fingere un lancio, trasformare noi stessi in un pallone per effettuare una mossa speciale. Ogni mappa, inoltre, dispone anche di palloni speciali: alcuni possono catturare i nostri avversari, altri sono vere e proprie bombe. Il gioco è veloce, repentino e mischia tattica e divertimento. Giocato con dei compagni di squadra potrebbe risultare veramente molto competitivo, vista anche la possibilità di combinazioni da attuare. Insomma, un gameplay abbastanza ricco e variegato. Knockout-City-anteptima

Knockout City potrebbe fare successo?

Durante la nostra anteprima di Knockout City, abbiamo riscontrato un gameplay simpatico e divertente che, portato all’estremo, potrebbe offrire anche una componente di competizione. Il gameplay è ricco nella sua semplicità e, questo, potrebbe attirare un discreto pubblico.

Cosa manca allora per essere un gioco di successo? Mancare, in realtà, non manca nulla. Quello a far storcere il naso è la sua parte monetaria. Il gioco, infatti, non è un free to play, seppure nello store abbia diversi articoli a pagamento. Il prezzo di lancio dovrebbe aggirarsi intorno ai 20€, dunque non troppo esoso, eppure quanto basta per far storcere il naso ai più. Non sappiamo se, questo, possa davvero scontentare i più, eppure un certo sentore lo abbiamo e lo abbiamo visto anche in altre occasioni. Il gioco comunque non è ancora stato lanciato e non possiamo di certo prevederne l’andamento. Speriamo che il pubblico possa apprezzare l’idea e possa focalizzarsi meno sulla monetizzazione e più sul divertimento.

Nel frattempo, se cercate qualcosa di non troppo impegnativo, che possa farvi divertire in compagnia, Knockout City potrebbe essere la soluzione che cercate.

Giulia Garassino

Ingegnere Aerospaziale da sempre amante di videogiochi e tecnologia. Cresciuta con Crash Bandicoot, Spyro e Metal Slug. Competitiva sugli FPS, non si lascia scappare platform, hack & slash e GDR. Il mio titolo preferito? Nier Automata. Il gioco su cui ho speso più ore? Battlefield, che domande! Eppure, una grandissima fetta del mio cuore è occupata da Fable, amore di vecchia data. Dimenticavo, ho provato così tante tastiere che, ad occhi chiusi, potrei dirvi che switch montano!

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