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Come ti sconvolgo il team building con LEGO Super Mario

LEGO Super Mario non è solo un gioco per bambini. Con un po’ di sana fantasia, e la giusta organizzazione, può scatenare la competitività dei più grandi e trasformarsi in un prodotto adatto anche agli adulti.
Partendo da questo presupposto abbiamo costruito un’attività di team building che ha coinvolto l’intero team di techprincess, tramutando un tranquillo pomeriggio in montagna in uno degli eventi più appassionanti e divertenti di sempre. Curiosi di saperne di più? Beh, siamo qui proprio per accontentarvi.

Com’è nata l’idea?

A fine luglio ci siamo ritrovati con una marea di set LEGO Super Mario. Avevamo il baffuto idraulico, il suo simpatico fratello Luigi, due starter pack per iniziare, ostacoli a profusione e una marea di nemici da sconfiggere. Cosa fare di tutti questi mattoncini colorati? All’improvviso, l’illuminazione!
Avevamo tre settimane per organizzare un’attività da proporre durante il nostro raduno in Trentino.

Inizialmente abbiamo pensato a qualcosa di semplice: il montaggio dei set. Di per sé può essere un compito collaborativo ma mancava l’elemento della sfida; in più richiede spazio – circa un tavolo per ogni 2 set – e tempo, con costruzioni che possono impiegare anche 4-5 ore.
A quel punto abbiamo pensato ad un torneo a coppie che soddisfava tutti i requisiti:

  • la collaborazione (indispensabile per ogno team building che si rispetti);
  • la competizione;
  • l’uso di uno spazio limitato;
  • un tempo definito per completare il torneo.

Nasce così il team building di techprincess con LEGO Super Mario.

Lo starter kit Avventure di Luigi permette di giocare letteralmente in co-op ovvero in modalità cooperativa.

La magia è potuta accadere perché con il lancio del nuovo set Avventure di Luigi – Starter Pack avvenuto a luglio 2021, ora il gioco è diventato cooperativo. Le due figure di Mario e Luigi infatti si possono collegare in bluetooth tra di loro in modo da poter coordinare i salti e le mosse e ottenere alla fine del percorso un punteggio maggiorato dato proprio dalla collaborazione. Tutto questo calvaza a pennello per il nostro team building.

Il nostro torneo di LEGO Super Mario

Una volta avuta l’idea è stato necessario definire al meglio l’attività: quando la facciamo? Dove la facciamo? Quali set usiamo? Prevediamo una classifica, l’eliminazione diretta, andata e ritorno?

Come si gioca a LEGO Super Mario?
Non avete mai sentito parlare di LEGO Super Mario? Si tratta di una serie di set che uniscono i mattoncini colorati al popolare videogioco LEGO.

A disposizione avete i componenti per costruire un percorso ed un personaggio – Mario o Luigi – che può interagire con il percorso. Come? Entrambi hanno un cuore elettronico associato ad uno scanner che può leggere i codici a barre situati su nemici ed ostacoli. Questo, unitamente al piccolo display che vi aiuta a capire le reazioni dei personaggi, le monete conquistate e il tempo rimanente, permette a grandi e piccini di giocare e sfidarsi ma soprattutto di ottenere un punteggio finale ben definito.

A disposizione poi ci sono una marea di set diversi, così da variare il percorso e alzare il livello di sfida.

Vuoi approfondire? Trovi qui la nostra prova completa di LEGO Super Mario.

Andiamo con ordine.
Prima di tutto abbiamo deciso di sfruttare la veranda dello Chalet Cimone, a Lavarone, nel tardo pomeriggio, prevedendo un impegno di circa due ore e mezza.

Il torneo è stata diviso in tre fasi.
La prima prevedeva la composizione delle squadre (2 giocatori ciascuna estratti in modo casuale), la scelta del nome del team, una breve spiegazione di LEGO Super Mario e un giro di prove generali per consentire ai partecipanti di famigliarizzare con LEGO Super Mario e il percorso.

La seconda fase era votata alle qualifiche. Ogni team avrebbe avuto 90 secondi di tempo per portare a casa più monete possibili, corrispondenti al punteggio della squadra.
I quattro team più performanti si sarebbero scontrati nella fase 3, quella ad eliminazione diretta.

Per movimentare l’ultimo step del torneo abbiamo deciso di inserire un nuovo set sia nelle semifinali che in finale.

Infine, per permettere ai partecipanti di prepararsi, abbiamo scritto un vero e proprio regolamento che è stato inviato a tutti prima della trasferta, suggerendo quali video guardare per capire il funzionamento del gioco e quali set studiare per prepararsi al torneo. Nello specifico abbiamo utilizzato i seguenti set:

La nostra attività di team building di techprincess

L’attività di team building è stata accolta con un misto di entusiasmo e panico. Da un lato la voglia di giocare con i LEGO, dall’altra la paura di non saper approcciare questi particolari set. E poi c’era l’estrazione delle coppie, quindi la necessità di fare squadra con qualcuno con cui non si aveva necessariamente un rapporto pregresso (molti del team infatti lavorano da remoto per cui non ci vedono di certo tutti i giorni).

Paura e diffidenza però sono svanite molto rapidamente. Una volta creati i team è stata la competitività ad avere la meglio. Le coppie hanno iniziato fin da subito a studiare una strategia, con squadre che hanno definito ogni step, dal tipo di salto alla tattica per abbattere i nemici, fino ad arrivare a capriole coordinate che avrebbero fatto invidia ad intere squadre di nuoto sincronizzato. Insomma, alla fine sono bastati pochi minuti per capire bene il funzionamento di LEGO Super Mario e famigliarizzare con un percorso costruito utilizzando lo Starter Pack di Luigi e La palude velenosa di Torcibruco.

Dopo le prove siamo passati alle qualifiche dove è emerso lo spirito agonistico dei partecipanti. I singoli team hanno studiato con cura le mosse degli avversari ed esultato come allo stadio di fronte a punteggi elevati. Ci sono state risate, confronti e persino simpatici (e vani) tentativi di corruzione dei giudici che ci hanno portati dritti dritti alle eleminazoni dirette. La semifinale ha visto protagonisti 8 giocatori, divisi in quattro team e posti di fronte ad un un nuovo e inedito percorso che prevedeva l’eliminazione di Torcibruco e l’aggiunta del veliero volante di Bowser; in finale invece abbiamo lasciato lo Starter Pack e inserito La battaglia finale al castello di Bowser.
Le variazioni hanno animato la competizione, spingendo i membri delle squadre a riorganizzare velocemente le proprie strategie e inserire nuove mosse per accaparrarsi monete aggiuntive.

Abbiamo cercato di arginare i “copiatori” di strategia, ma nulla da fare.
Tutti si studiavano, analizzavano tra loro. Lo spirito competitivo era alle stelle.

Dopo due ore e mezza abbiamo avuto i nostri vincitori con un totale di 228 punti guadagnati durante la finale. Sappiate che a vincere sono state conoscenza ed esperienza. Il team che si è aggiudicato il titolo di campione di LEGO Super Mario è infatti composto da chi ha studiato a fondo i set prima della partenza e da chi ha addirittura acquistato lo Starter Pack e qualche altro set per allenarsi.

Perché usare LEGO Super Mario per un team building?

Sì ma voi parlate di tecnologia, videogiochi, gadget… noi non possiamo proporre i LEGO in azienda.
Sbagliato.

Prima di tutto i team building con LEGO non sono una novità. Ci sono aziende di ogni settore che usano i mattoncini colorati per questo genere di eventi. Per altro non esiste un solo metodo per condurre un team building usando i LEGO; al contrario, ci sono giochi differenti che servono a potenziare aspetti diversi. Un esempio? Si può prevedere la divisione in gruppi chiedendo ad ogni team di realizzare una struttura particolare, assegnando però ad ogni partecipante un compito segreto. Sembra un’attività basica ma in realtà obbliga alla collaborazione e al compromesso.

LEGO Super Mario è solo una delle possibilità.
Certo, a prima vista potrebbe sembrare un po’ meno inclusivo e più vantaggioso per i giovani, ma in realtà non è così. Una volta comprese le dinamiche di base, lo scontro diventa paritario. Ciò che conta infatti è una buona dose di fantasia e la capacità di coordinarsi con il proprio compagno, sviluppando strategie e adattandosi velocemente ai cambiamenti.

Un torneo inoltre stimola la competitività dei partecipanti, competitività che viene tenuta a bada proprio dall’uso dei mattoncini. Da un lato infatti si punta a vincere creando un clima quasi da stadio, dall’altro il fatto di essere di fronte ad un gioco adatto in primis ai bambini evita che i toni si facciano troppo accesi. L’ambiente che si viene a creare quindi è di sano agonismo e di complicità, con quella dose di divertmento che non guasta mai.
Provare per credere.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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