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Com’è cambiata New York a vent’anni dalla tragedia dell’11 settembre

Ventennale degli attentati alle Torri Gemelle: com’è oggi lo skyline della Grande Mela

Com’è New York oggi, giorno del ventennale dell’11 settembre?

Non ci riferiamo ai cambiamenti avvenuti nella psicologia di una città che ha subito ciò che è stato definito il più grave attacco terroristico della storia contemporanea. Non solo per il numero di vittime e i danni infrastrutturali, ma anche per come lo schianto dei tre aerei dirottati (ma soprattutto i due che hanno colpito le Twin Towers) si è impossessato dell’immaginario collettivo, in tutto l’Occidente e oltre.

A distanza di vent’anni è già sterminata la mole di documenti (da memoir a romanzi, da saggi di diverse discipline a romanzi, sino a opere di qualunque ambito artistico) che in qualche modo ripercorrono quei momenti.

Ma vent’anni dopo i terribili attentati organizzati da al-Qaida, la Grande Mela è risorta. Psicologicamente, socialmente e anche dal punto di vista dell’architettura urbana.

Ecco: com’è New York oggi, come si presentano il suo skyline e i suoi quartieri più prossimi al World Trade Center, il complesso che ospitava sette grattacieli tra cui appunto le Torri Gemelle?

New York oggi

New York oggi: il desiderio di cambiamento

In un articolo apparso online mercoledì 8 settembre, The Economist fa un bilancio delle trasformazioni avvenute a New York, e specialmente a Lower Manhattan (il quartiere del World Trade Center), in questi vent’anni.

Vista l’entità degli attentati, il prestigioso settimanale non scinde l’aspetto psicologico da quello urbanistico. Nel senso che le profonde modifiche alla città si sono rese in parte necessarie, ma in parte sono state implicitamente richieste dalla popolazione, desiderose di rinnovamento e di lasciarsi alle spalle, per quanto possibile, una ferita profondissima.

Peraltro, sulla scia dei cambiamenti avvenuti a Lower Manhattan, anche alcuni quartieri limitrofi sono stati riqualificati.

Lower Manhattan e la resilienza Usa

Lower Manhattan, la zona meridionale dell’omonima isola, è il principale centro finanziario della città: ospita la borsa di Wall Street.

Il simbolo della rinascita del quartiere è dato dal numero dei suoi abitanti: dei circa 23.000 residenti, quasi 5.000 avevano abbandonato la zona all’indomani dell’11 settembre. Ma oggi, vent’anni dopo, la popolazione di Lower Manhattan è quasi raddoppiata.

Dopo l’inevitabile contraccolpo, sono stati due i fattori che hanno contribuito alla pronta rinascita del quartiere. Da un lato, l’innato patriottismo della popolazione statunitense: rimanere nei propri luoghi ha assunto un enorme significato simbolico per gli americani. Mantenere la propria residenza nel cuore della Grande Mela significava non soccombere alle minacce terroristiche. E poi ci sono stati gli incentivi finanziari del governo federale: oltre 20 miliardi di dollari in aiuti economici all’amministrazione locale e 8 per la ricostruzione della città.

Cronistoria di una rinascita

Il primo grattacielo a essere ricostruito è stato il 7 World Trade Center, con una straordinaria rapidità: si pensi che i lavori sono ufficialmente iniziati il 7 maggio 2002. L’edificazione dei suoi 47 piani è stata completata nel 2006.

Enorme è poi il valore del National September 11 Memorial & Museum, inaugurato a dieci anni dagli attentati. Sorge esattamente sulla superficie che ospitava le Torri Gemelle: il memoriale ha aperto nel 2011, il museo tre anni dopo.

Il 2014 è anche l’anno dell’inaugurazione, avvenuta il 3 novembre, dell’One World Trade Center, altro edificio dall’enorme importanza simbolica. Perché si tratta del grattacielo più alto degli Stati Uniti e il sesto più alto del mondo, con i suoi 417 metri (541 calcolando anche l’antenna) e 104 piani oltre ai 5 sotterranei. Inutile aggiungere i significati che un grattacielo di simili dimensioni, costruito proprio nell’area World Trade Center, ha assunto.

ground zero

Nel marzo del 2016 è stata la volta World Trade Center Transportation Hub, conosciuto come Oculus, progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Si tratta di una stazione metropolitana sotterranea, che Calatrava ha però reinterpretato come un complesso che, una volta terminato, ospiterà anche un centro commerciale.

Sono attualmente in costruzione il 2 World Trade Center e il 5 World Trade Center. Così come la chiesa greco-ortodossa di San Nicola, distrutta dal crollo delle Twin Towers.

Va inoltre ricordato che in questi vent’anni il numero degli appartamenti è raddoppiato e hanno aperto nuovi negozi, centri commerciali e scuole. Lower Manhattan ha risollevato la testa, e The Economist ci ricorda che oggi i bambini del quartiere sono più del 17%.

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Altre riqualificazioni

New York oggi si è rinnovata anche in altre zone.

Nel settore ovest di Manhattan è stata riqualificata la High Line, una vecchia ferrovia sopraelevata: adesso è un parco con una passeggiata pedonale.

È poi stato avviato il progetto Hudson Yards, che prevede la costruzione di grattacieli e spazi commerciali lungo il fiume Hudson. È stata ampliata la linea 7 della metropolitana e si sono intensificati i collegamenti tramite traghetto. Rimessi a nuovo non solo altri quartieri di Manhattan, come Chelsea, ma anche Flushing nel Queens o st. George a Staten Island.

Sul versante economico, l’amministrazione locale ha destinato forti incentivi alle aziende che si occupano di innovazione tecnologica se trasferiscono la loro sede a New York.

E centinaia di multinazionali, tra cui Spotify, negli ultimi anni hanno aperto nuovi uffici nella Grande Mela.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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