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Nikon D780 recensione: la reflex con il cuore da mirrorless
L'ultima reflex full-frame nata in casa Nikon eredita molto dalla mirrorless Nikon Z6


L’annuncio avvenuto al CES di Las Vegas ad inizio anno della nuova reflex full-frame Nikon D780 potrebbe aver sorpreso molti che invece aspettavano, o speravano, in una nuova mirrorless. Invece, Nikon ha deciso di non deludere gli affezionati utenti reflex che da ben 5 anni aspettavano un aggiornamento per la reflex full-frame semiprofessionale. 

L’arrivo della Nikon D780 non deve sorprendere, perché quello delle reflex è ancora il segmento di mercato più importante per la casa giapponese. Ma, con questa nuova fotocamera, Nikon ha cercato di portare un po’ del mondo mirrorless in una reflex, tanto che possiamo facilmente mettere in relazione la nuova D780 con la mirrorless Z6 presentata nel 2018. Al tempo stesso, però, ora ci sono anche diversi punti in comune con la sorella maggiore D850. 

Il primo punto di contatto tra D780 e Z6 è il sensore da 24,5 milioni di pixel, ma entrambe sono dotate anche del processore EXPEED 6, lo stesso che è a bordo anche della D850. Il fulcro è quindi lo stesso della mirrorless, ma sulla nuova reflex troviamo anche altre caratteristiche già viste, come lo stesso modulo autofocus di Z6 o la possibilità di scattare fino a 12fps in Live View. In sostanza ciò significa che siamo davanti ad una reflex, una solida reflex, in grado di lavorare egregiamente anche in Live View e in ambito video. 

Design & Materiali

Rispetto alla D750 il design non è molto differente, così come l’ergonomia. Questo rassicurerà chi aveva apprezzato questi aspetti sul modello che ha preceduto la nuova D780. Un buon grip sull’impugnatura e un facile accesso ai principali controlli presenti sul corpo sono un’ottimo biglietto da visita. Come per i modelli di fascia alta ci sono le due ghiere per la gestione di tempi e diaframmi.

Sul profilo superiore della D780 il display secondario mostra le impostazioni dei principali parametri di scatto, comodo per dare una veloce occhiata a come abbiamo impostato la fotocamera. Può anche essere illuminato in caso di necessità. Subito davanti a questo display, oltre al pulsante di scatto, c’è il pulsante per avviare la registrazione video, quello per le impostazioni ISO e quello per la correzione dell’esposizione. Ed ecco nuovo punto in comune con i modelli di fascia superiore.
Sul lato opposto, invece, trova spazio il classico selettore per i modi di scatto.

Anche il dorso della D780 sarà terreno familiare per tutti gli utenti Nikon, con la classica fila di comandi sulla sinistra del display, il controller multidirezionale sulla destra – attraverso il quale gestire anche il punto di messa a fuoco quando si fotografa guardando attraverso il mirino – e il comodo pulsante “i” per l’accesso veloce a tutte le più importanti impostazioni della fotocamera. Facendo ancora un paragone con la D750 sul dorso c’è in più il tasto dedicato AF-On per bloccare la messa a fuoco. 

Il display è un pannello touch screen molto reattivo da 3,2 pollici di diagonale e che raggiunge i 2,36 milioni di punti, contro gli 1,3 milioni della D750. Come nelle sorelle da cui prende ispirazione è orientabile verso l’alto e verso il basso, aspetto che può tornare utile in molte situazioni. Renderlo completamente articolato per utilizzarlo per vlog o selfie avrebbe reso più complicata la tropicalizzazione del corpo. Un altro aspetto che riguarda il lavoro sulla protezione dagli agenti atmosferici è l’assenza di un flash pop-up, quindi se avrete necessità di utilizzare un flash dovrete montare sulla slitta uno Speedlight o magari un modulo wireless. E di nuovo siamo davanti ad una modifica rispetto al passato che porta la D780 più vicino alla fascia professionale. 
Evidente, da quanto detto poche righe più su, che il corpo della Nikon D780 è resistente a polvere ed umidità grazie ad un gran numero di guarnizioni che proteggono l’interno. Il corpo è studiato per una lunga durata ed è stato realizzato in lega di magnesio con l’aggiunta di materiali in fibra di carbonio.

Lampeggiatore per Nikon SB-5000, colore: nero
  • Flash professionale con numero guida 34,5 a ISO 100.
  • Sistema di raffreddamento integrato: previene il surriscaldamento quando si scattano foto in rapida sequenza.
  • Funzione slave con telecomando.

Sul fondo del corpo quello che si può notare è la mancanza di contatti, infatti, non è disponibile un vertical grip compatibile. Ciò non preclude però il fatto che in futuro si possa vedere un battery grip, ma senza i pulsanti duplicati per lo scatto in posizione verticale. L’unico vano sul fondello è quindi quello della batteria, la stessa EN-EL15b utilizzata nella serie Z di Nikon che può essere ricaricata via USB-C. La D780 è compatibile anche con le batterie della precedente generazione, come quella della D850, ma non potremo sfruttare la ricarica diretta. Rimanendo in tema batteria, Nikon parla di 2260 scatti con una carica, un numero elevatissimo che ovviamente si può raggiungere senza utilizzare il Live View e riducendo al minimo i consumi. Nei miei giorni di prova, essendo costretto in casa, non sono stato in grado di confermare questo dato, ma quello che posso dire è che in un giorno ho scattato circa 250 foto, utilizzando il Live View, senza alcun problema di carica. 

Chiudiamo gli aspetti legati al corpo parlando delle connettività di cui dispone la Nikon D780. Sulla sinistra del corpo macchina ci sono le prese per microfono e cuffie, quella per il controllo remoto e infine interfaccia HDMI e USB-C. Dal lato opposto invece il doppio slot per le schede di memoria di tipo SD UHS-II. A differenza della Z6 o della sorella maggiore D850 non è c’è lo slot per schede XQD.  

Utilizzo

Dal momento dell’annuncio di questa nuova reflex full-frame ho atteso con trepidazione il momento di poterla provare a fondo. Il destino ha voluto, però, che ci trovassimo in questa situazione molto complicata per il nostro paese, anzi per tutto il mondo. Mi sono dovuto adattare alla situazione e, tra le mura di casa mia, mi sono ingegnato per cercare di produrre una prova quanto più completa possibile. Vi anticipo subito che mancherà la parte legata alle prestazioni dell’autofocus, che sarebbe stata sicuramente una parte molto importante della mia prova. Appena potremo tornare ad uscire di casa aggiornerò questo articolo, testando l’autofocus in condizioni ideali. Ho provato ad inseguire una mosca in balcone, ma non è stata impresa facile… 

Scherzi a parte, la Nikon D780 credo abbia mantenuto in pieno le promesse. Si tratta di una fotocamera solida, che si tiene con piacere tra le mani e che per chi viene dal mondo giallonero sarà come averla sempre utilizzata. La struttura del menu è pressoché identica a quella della mirrorless Z6 e della reflex D750. Abbiamo tutte le solite impostazioni, la possibilità di personalizzare dei menu ad hoc richiamabili attraverso la voce “Mio Menu”, ma soprattutto abbiamo tre mini menu personalizzabili. Potremmo ad esempio impostarne uno per quando si fotografa via mirino oculare, uno quando siamo in Live View e uno per il video. In questi mini menu possiamo selezionare le 12 funzioni che preferiamo e per accedervi è sufficiente premere il tasto “i” sul dorso del corpo macchina. Se molte funzioni e caratteristiche la rendono un ibrido tra il mondo mirrorless e il mondo professionale Nikon, quello di cui ho sentito la mancanza è il joystick per la selezione del punto di messa a fuoco. Credo che su una fotocamera che strizza l’occhio anche ai professionisti non possa mancare. Certo, c’è il selettore a quattro vie per per questo scopo, ma è piccolo e in una posizione troppo bassa per essere davvero comodo. 

La praticità della migliorata app dedicata – SnapBridge – mi ha permesso poi di lavorare in remoto senza difficoltà. La connessione è veloce e soprattutto stabile (Bluetooth + Wi-Fi) e permette di regolare i parametri di scatto, vedere in Live View ciò che la fotocamera inquadra e scaricare i file. Il trasferimento, se impostato, può avvenire anche in automatico con file da 2MP, pronti per l’immediata condivisione. L’app SnapBridge mi è tornata molto utile soprattutto quando ho realizzato la serie di immagini still-life per il tutorial sulla Stack Photography pubblicato pochi giorni fa. 

La Nikon D780 è una fotocamera che può adattarsi a molti diversi ambiti, dalla fotografia di viaggio a quella di eventi, dallo sport ai ritratti. Sicuramente per ogni ambito potremmo trovare delle valide alternative, ma questa nuova Nikon potrebbe fare al caso di molti fotografi. Gli aspetti che la rendono una perfetta compagna di viaggio sono la qualità del JPEG prodotto e la facilità di condivisione grazie ad un’app che sta migliorando di versione in versione. L’eccellente autonomia offerta completano il quadro insieme alla possibilità di ricarica via USB-C. Non è piccola e leggera come altre fotocamere, ma per essere una reflex full-frame non è neanche così pesante. 
La risoluzione limitata a 24MP forse non la rende adatta a scattare panorami, ma è invece ideale per supportare i 7 fotogrammi al secondo (12 fps solo in Live View) e quindi confrontarsi con la fotografia sportiva. In questo ambito un plus è senza dubbio l’autofocus – che come dicevo proverò a fondo appena possibile – perché le performance del tracking AF sembrano davvero ottime. Così come poter contare su un buffer da 100 fotogrammi. 

Utilizzando le ottiche giuste, come il 105mm f/1,4 che ho ricevuto per la prova, sicuramente anche il ritratto è un genere che si può affrontare senza problemi con questa fotocamera. Nella gamma Nikkor c’è tanta scelta per obiettivi da ritratto e, inoltre, la resa in JPEG degli incarnati è molto piacevole. Peccato che l’Eye Detect sia attivo solo in modalità Live View. 

Con la D780 anche i videomaker potrebbero togliersi molte soddisfazioni: il video 4K senza alcun crop, l’AF con face detect, lo slow motion a 1080/120p sono solo alcune delle funzioni studiate per l’ambito video. Ci sono però anche caratteristiche che potrebbero far storcere il naso, come la mancanza di uno stabilizzatore interno o il display non completamente articolato. 

Qualità d’immagine

Quelli qui sopra sono solo alcuni esempi per gli ambiti in cui è possibile lavorare con la Nikon D780. Io l’ho provata in alcune di queste situazioni e quindi è ora di dare uno sguardo a quanto ho ottenuto e parlare di qualità d’immagine. 

Iniziamo con la tenuta ad alti ISO, che nonostante il numero di pixel più o meno identico a quello della D750, offre dei risultati decisamente diversi. Il sensore montato su D780 con la sua struttura BSI ed insieme al processore di ultima generazione fanno sì che i 6 anni di differenza di età si facciano infatti sentire. E quindi ecco che con la D780 la grana, o rumore se preferite, non appare prima di ISO 3200, ma la resa è ancora eccellente anche a 6400. Con questa fotocamera mi sento di dirvi di lavorare tranquillamente anche ISO 12.800

Se i risultati in JPEG sono affetti dalla compressione e dall’elaborazione del processore d’immagine quelli RAW sono file grezzi, così come la fotocamera li produce, quindi più malleabili. Possiamo quindi intervenire in maniera più decisa, infatti, il margine di manovra sui file RAW prodotti dalla Nikon D780 è molto ampio. Impressionante la capacità di catturare i dettagli più piccoli alle sensibilità più basse: a guardare le immagini difficilmente si direbbe che provengono da un sensore di “soli” 24 milioni di pixel. Che, per come la vedo io, sono ancora oggi il miglior compromesso per una fotocamera tuttofare come questa. 
Alle più alte sensibilità il controllo sul rumore è buono, ma va ad inficiare sulla nitidezza in maniera troppo aggressiva. Risulta, infatti, difficile leggere soprattutto i bordi degli elementi del mio set. 

Sul campo, che per questa prova è limitato a ciò che mi circonda ogni giorno dentro casa, i JPEG offerti dalla Nikon D780 sono molto buoni, anche se rispetto al file RAW si nota un notevole lavoro sul contrasto. A volte al limite dell’eccessivo. Per quanto riguarda la riproduzione del colore i risultati ottenuti in casa sono sempre molto fedeli e in linea con il classico stile Nikon. Una gamma dinamica abbastanza ampia permette anche un discreto margine di errore: lavorando a ISO 100 possiamo recuperare un’immagine eccessivamente sottoesposta e ottenerne una della stessa qualità di una realizzata a ISO 3200. Siamo a circa 5 stop di guadagno. In questo modo possiamo essere tranquilli di esporre per le alte luci e poter poi recuperare senza difficoltà le ombre. 

Conclusioni

Nel complesso la Nikon D780 è una reflex full-frame dalle grandi potenzialità e dalla grande versatilità. Il sensore da 24 megapixel è tra i migliori in circolazione ed è in grado di produrre file RAW eccellenti dotati di un’ampia gamma dinamica. Sono rimasto molto colpito dalle ottime prestazioni ISO. Ottima anche dal punto di vista del design e dell’ergonomia, che avvicina la fascia media a quella più alta, grazie alla protezione dalle intemperie e alcune modifiche sulla disposizione dei pulsanti sul corpo. Molto reattivo anche il pannello touch screen, che insieme alla possibilità di ricaricare la fotocamera via USB-C rendono la Nikon D780 attraente per una grande fetta di pubblico. 

Può sicuramente rappresentare lo step in avanti per il fotografo amatore che vuole evolversi, ma al tempo stesso può diventare il perfetto secondo corpo di un professionista. Poter contare sulla notevole gamma di ottiche Nikkor fa il resto. 

In conclusione, posso affermare con sicurezza che l’esperimento di fondere il mondo mirrorless e quello reflex di fascia alta in un prodotto ibrido sia perfettamente riuscito da parte di Nikon. 

È in vendita al prezzo per il solo corpo di €2499 (compresa una scheda SD da 64GB), mentre il kit con lo zoom standard 24-120mm f/4 costa €2999.

Nikon D780

Pro Pros Icon
  • Gamma dinamica
  • Performance alti ISO
  • Qualità costruttiva
  • Video 4K senza crop
  • Connettività Wi-Fi e Bluetooth
  • Ricarica USB
  • Autonomia
  • Doppio slot SD
Contro Cons Icon
  • Manca il joystick per l'AF
  • Differenti modalità AF tra mirino e Live View
  • Manca flash integrato

Luca Forti

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Fotografo dal 2002 e scrivo di fotografia dal 2004: insomma, amo la fotografia e tutto ciò che le ruota intorno. Da due anni sono stato adottato da Milano e da sempre sono appassionato di tecnologia, di praticamente tutti gli sport, amo viaggiare, mangiare bene e non toglietemi il mio gin tonic!
                   










 
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