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Gli Editoriali di Tech PrincessRubriche

Olimpiadi di Tokyo 2020: si parte tra prudenza e polemiche

Al via domani i giochi della XXXII Olimpiade. Ma il clima non è certo quello atteso da organizzatori, atleti e tifosi

Si apriranno dunque domani, venerdì 23 luglio, le Olimpiadi di Tokyo.

Siamo ormai davvero oltre il tempo massimo per clamorosi colpi di scena dell’ultima ora, che hanno tenuto vivo il dibattito ancora sino alla giornata di ieri.

Tokyo 2020, questo il nome dell’edizione XXXII delle Olimpiadi moderne, passerà comunque alla storia per essere stata la più controversa e sofferta, come hanno detto gli organizzatori.

Le Olimpiadi a Tokyo, insomma, ci saranno. Ma tra mille “però”. Il pubblico sarà solo virtuale, alcuni grandi sponsor si sono sfilati, il Presidente del Comitato olimpico internazionale è stato contestato, diversi atleti stanno rinunciando. E soprattutto, la popolazione si sta mostrando tanto più ostile allo svolgimento di questi Giochi quanto più i contagi crescono. Non solo a Tokyo ma in tutto il Giappone.

Vediamo di riassumere la situazione, confrontandola con il Campionato europeo di calcio conclusosi da pochi giorni.

Le Olimpiadi di Tokyo e i contagi

Si faranno, si annulleranno, si rinvieranno. Il balletto è finito, e da domani sino a domenica 8 agosto il Giappone avrà le sue Olimpiadi. Ma in quanti le desiderano davvero?

L’elemento che ha tenuto in bilico sino all’ultimo la manifestazione è naturalmente quello dei contagi. Ieri, a due giorni dal via, nella sola capitale si sono contati 1.832 casi di positività, il massimo da metà gennaio.

Visto l’andamento della pandemia, la popolazione giapponese si è schierata pressoché unanime contro lo svolgimento di questi Giochi olimpici, destinati a non avere pace.

olimpiadi tokyo

Contagi (e rinunce) tra gli atleti

Sempre aggiornato a ieri, è salito a 79 il numero degli atleti partiti per le Olimpiadi di Tokyo e risultati positivi al Covid.

Dato altrettanto significato, il continuo forfait degli atleti, timorosi della situazione che avrebbero trovato in Giappone. Anche se quasi sempre le rinunce sono diplomaticamente mascherate dietro acciacchi dell’ultimo momento.

Gli sponsor si sfilano

La situazione precipitata negli ultimi tempi ha causato alcuni abbandoni da parte di importanti sponsor. Primo tra tutti Toyota, che non manderà pubblicità durante i giochi. E che (al contrario di quanto atteso) non presenzierà, nella figura del presidente Akio Toyoda, la cerimonia di apertura. Questo perché l’azienda automobilistica non intende associare il suo nome a un evento che viene percepito sempre più come negativo.

Olimpiadi di Tokyo, nonostante tutto

Ma Tokyo 2020 partirà. Lo ha detto a più riprese, e confermato nelle ultime ore, il Presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, già contestato a Hiroshima proprio per il suo atteggiamento oltranzistico.

Bach non ha nascosto le grosse difficoltà: “Negli ultimi 15 mesi abbiamo dovuto prendere molte decisioni in una situazione di grande incertezza. Abbiamo avuto dubbi tutti i giorni, abbiamo discusso e deciso cose. Abbiamo passato notti insonni.”

Ma ha anche aggiunto che “i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 daranno all’umanità fiducia nel futuro”.

La linea della prudenza

Va detto che le Olimpiadi di Tokyo si svolgeranno in modo ben diverso rispetto ai recentissimi Europei di calcio. Dove, ricordiamolo, erano state previste alcune norme via via allentate, come quella sulla capienza massima degli stadi (che nella fase finale erano colmi di tifosi, pochissimi dei quali indossavano la mascherina).

C’è poi l’episodio tutto italiano, con tanto di accuse incrociate, del pullman scoperto degli Azzurri campioni, che ha sfilato nel centro di Roma fendendo una folla in larga parte priva di protezioni contro il Covid.

A Tokyo sarà diverso: le Olimpiadi, intanto, si svolgeranno senza pubblico. Inoltre, le misure di prevenzione saranno severe per tutti, dagli atleti ai componenti degli staff, per finire con i giornalisti.

Il Governo, la questione economica e morale

Il Governo giapponese, nonostante le pressioni in direzione opposta della popolazione (e nonostante 6 aziende su 10 si dichiarino contrarie), ha da sempre spinto per la realizzazione di Tokyo 2020. In ballo c’erano e ci sono grosse cifre: le stesse che hanno spinto gli organizzatori a non modificare il nome dell’evento, evidentemente scelto lo scorso anno, per motivi di sponsor e merchandising.

C’è poi un aspetto, a metà tra il culturale e il morale, parzialmente estraneo alle nostre latitudini: quello di un maggior rispetto della parola data e delle promesse fatte. Dopo l’inevitabile rinvio dello scorso anno, per le autorità sarebbe stato uno smacco eccessivo un secondo no consecutivo.

olimpiadi tokyo 2020

Olimpiadi di Tokyo: cosa accadrà?

Forse le Olimpiadi di Tokyo si sarebbero dovute annullare. Ma forse, se non si allargheranno le maglie come per gli Europei di calcio, e se i controlli saranno davvero serrati, potrebbe non essere un errore svolgere i Giochi olimpici.

Peraltro non è escluso un clamoroso stop a Olimpiadi in corso, se la situazione pandemica dovesse precipitare. Lo ha detto esplicitamente Toshiro Muto, capo dell’organizzazione dei Giochi.

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Le Olimpiadi di Tokyo e il virtuale

L’incertezza che accompagna le Olimpiadi di Tokyo, e soprattutto l’impossibilità di assistervi dal vivo, hanno fatto tornare di grande attualità le potenzialità del virtuale.

In un recente articolo abbiamo visto come Discovery, grazie alla tecnologia Cube, permetterà di vivere le Olimpiadi da casa in modo spettacolare.

Più in generale, la tecnologia sarà uno dei grandi protagonisti di Tokyo 2020. Qualche esempio? La cerimonia d’apertura sarà registrata, ci saranno gli incitamenti dei tifosi virtuali, e si avrà in tempo reale l’andamento dei tifosi collegati, con una suddivisione per aree geografiche.

Inoltre, gli atleti che per motivi di profilassi non hanno potuto avere con sé le proprie famiglie potranno godere di collegamenti in diretta video attraverso i mega tabelloni luminosi degli stadi.

Quando si dice fare di necessità virtù.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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