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Tokyo 2020 senza pubblico: l’opinione della maratoneta azzurra Giovanna Epis

Intervista esclusiva alla Epis, che ci parla di sé, del suo rapporto con la tecnologia e di questa strana Olimpiade blindata

Tokyo 2020 sarà senza pubblico. La notizia è arrivata, clamorosa e spiazzante, nella giornata di giovedì 8 luglio. Vi avevamo già parlato delle forti misure di sicurezza che avrebbero caratterizzato i Giochi della XXXII Olimpiade, pronti a partire il 23 luglio per concludersi, proprio con la maratona maschile, l’8 agosto. Il Governo di Tokyo aveva deciso di riempire gli stadi sino al 50% della capienza, con un tetto massimo comunque non superiore ai 10.000 spettatori.

Tokyo 2020 senza spettatori

Invece, ecco la notizia choc data dagli organizzatori dei Giochi giovedì 8 luglio: Tokyo 2020 sarà senza pubblico, almeno per quanto riguarda gli eventi che si terranno nell’area metropolitana di Tokyo.

Decisione presa d’accordo con il Governo giapponese, giunta a poche ore dalla reintroduzione dello stato di emergenza in tutta l’area metropolitana, dal 12 luglio sino (almeno) al 22 agosto.

Sarà dunque da valutare se allentare o meno le misure in vista delle Paralimpiadi, che si svolgeranno da martedì 24 agosto a domenica 5 settembre.

Niente pubblico anche alla cerimonia inaugurale, prevista per il 23 luglio allo Stadio Nazionale di Tokyo. Tamayo Marukawa, la ministra che gestisce i Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020, non esclude restrizioni anche per gli eventi fuori dalle zone in cui attualmente vige lo stato di emergenza.

Non c’è ancora chiarezza sulla modalità di rimborso dei moltissimi biglietti già venduti.

Tokyo 2020

Intervista a Giovanna Epis

Nemmeno a farlo apposta, la notizia dei giochi blindati di Tokyo 2020 arriva pochi minuti prima della nostra telefonata a Giovanna Epis, pronta a rilasciarci un’intervista.

Giovanna, forte maratoneta azzurra, sarà tra i 384 atleti (198 uomini e 186 donne) convocati per le imminenti Olimpiadi.

La Epis difenderà i nostri colori nella maratona femminile, e sarà l’unica donna italiana impegnata in questa disciplina dopo il recente forfait di Sara Dossena. Potremo seguire la sua gara, che si correrà nella città di Sapporo, sabato 7 agosto.

Giovanna Epis ha rilasciato un’intervista esclusiva a Techprincess, in cui si racconta e ci parla del suo rapporto con la tecnologia. E, inevitabilmente, della chiusura al pubblico di Tokyo 2020.

Giovanna Epis
Giovanna Epis e Luca Tocco (foto di Francesca Grana)

Chi è Giovanna Epis

Giovanna è nata a Venezia nel 1988 e dal 2017 corre per il Centro Sportivo Carabinieri. Dallo stesso anno è sotto la guida del grande allenatore Giorgio Rondelli (quello di Alberto Cova e Francesco Panetta, per intenderci).

Ha esordito in maratona nel 2015 a Firenze, e grazie a Rondelli nel biennio 2018-2019 ha continuato a migliorarsi, fino al 2:29:11 ottenuto a Rotterdam nell’aprile del 2019.

Vincendo i Campionati italiani assoluti di maratona a Reggio Emilia lo scorso 13 dicembre, Giovanna ha ottenuto in un sol colpo il suo miglior tempo sulla distanza (2:28:04) e il pass per le Olimpiadi.

Si è ritirata ai mondiali di Doha del 2019, e la stessa sorte è toccata a Sara Dossena e ad altre svariate atlete di ogni nazionalità. Ma si è corso con un caldo e un’umidità davvero impossibili.

Intervista esclusiva a Giovanna Epis

Durante una piacevole chiacchierata telefonica, Giovanna Epis ci ha raccontato un po’ di sé, della sua preparazione in vista di Tokyo 2020 e dei suoi obiettivi. Con una domanda finale, inevitabile, sul suo rapporto col tech.

Ma non potevamo che esordire chiedendole il suo punto di vista, da atleta coinvolta in prima persona, su queste Olimpiadi senza pubblico.

Giovanna Epis
(foto di Franesca Grana)

Ben trovata, Giovanna. La notizia è freschissima e non possiamo che iniziare da qui: Tokyo 2020 non avrà pubblico. Cosa ti senti di dire?

Naturalmente la cosa mi rattrista. Avevo già sentito la notizia per cui nelle gare in strada che si correranno a Sopporo, tra cui la “mia” maratona, per motivi di prevenzione non ci sarà pubblico. Ma ora si parla addirittura di Olimpiadi blindate. Sarà una festa a metà, e poi si tratta della mia prima partecipazione ai Giochi olimpici.

Se però smetto di pensare da un punto di vista personale, dico che il Giappone fa bene a tutelarsi, vista la reintroduzione dello stato di emergenza nell’area metropolitana. Meglio abbondare in prudenza: ci ricordiamo tutti cos’è sucesso la scorsa estate, quando in troppi hanno avuto fretta di credere che il peggio fosse passato.

E poi, comunque, Tokyo 2020 si farà, e sarà il simbolo della ripartenza. Queste Olimpiadi racconteranno a tutto il mondo che, con le dovute precauzioni, si può piano piano riguadagnare la normalità.

Veniamo a te. Come ti senti? E soprattutto, dove sei?

Dal 14 giugno sono a Livigno, per la cosiddetta preparazione specifica per la maratona, e ci starò sino al 14 luglio. So che da te in Sardegna fa già un gran caldo, mentre qui ci sono giorni in cui abbiamo fin troppo fresco.

Ti direi che mi sento bene. Dopo il minimo olimpico (per i non addetti ai lavori: è il tempo minimo richiesto per partecipare alle Olimpiadi, che per le donne è 2:29:30) ottenuto a Reggio, con Rondelli abbiamo lavorato sulla velocità. Ho corso alcune campestri e gare in pista, come la Coppa Europa sui 10.000 metri a Birmingham, dove la squadra di noi azzurre è arrivata seconda.

Ti posso chiedere quali sono i tuoi obiettivi per Tokyo?

Ti dirò: dopo i Mondiali di Doha non finiti per le condizioni climatiche e gli Europei saltati, l’obiettivo è… arrivare! (Ride). Arrivare, correre bene, avere belle sensazioni e dare il meglio di me.

Giovanna Epis
Giovanna ai mondiali di Doha (foto Colombo/Fidal)

Tra i tanti azzurri convocati, hai qualche amico particolare?

Rapporti di stima e simpatia con molti, amicizia profonda forse con nessuno.

Se posso fare due nomi di giovani che stimo tanto, che stanno facendo benissimo e che dovrebbero essere di esempio per tutti, ti dico Nadia Battocletti e Yeman Crippa. Sono tanto forti quanto umili, e i risultati stanno parlando per loro.

Certo, mi spiace molto che non ci sia la mitica Valeria (Giovanna si riferisce a Valeria Straneo, che tuttora detiene il record nazionale in maratona ed è stata medaglia d’argento ai Mondiali di Mosca del 2013). Ecco, con lei c’è davvero un rapporto più stretto.

Hai un idolo, tra i maratoneti?

Sicuramente Maria Guida. Pensa che il suo oro agli Europei di Monaco del 2002 è stata la prima maratona che ho seguito in TV, e ne sono rimasta impressionata. Al punto che a distanza di diciannove anni… eccoci qua.

Siamo su Techprincess, e non posso non chiederti del tuo rapporto con la tecnologia

Guarda, con Rondelli ci alleniamo su percorsi che lui conosce a memoria, gli stessi dove hanno corso Cova e Panetta. E se di un tracciato conosco la lunghezza, preferisco non avere il GPS al polso. Stessa cosa in pista, dove tutto è ancora più facilmente misurabile.

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Ma io intendevo il tuo rapporto col tech nella vita di tutti i giorni…

Ah! Non ti darò grosse soddisfazioni, perché io faccio parte di quella categoria di persone che cambia lo smartphone l’attimo prima che cada a pezzi. Però, per riabilitarmi almeno un po’, fammi dire che sono presente sui social. Saranno una piccola schiavitù, ma sono anche un mezzo quasi indispensabile per rimanere in contatto con le persone care, sapere cosa accade alle loro vite.

Specie per una come me, che col lavoro che fa è spessissimo con la valigia in mano!

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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