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Palantir, dove la Silicon Valley incontra la CIA
Sta per essere quotata in borsa anche se le sue operazioni sono top secret


Palantir è un’azienda che dà la caccia ai terroristi, monitora il coronavirus e rintraccia gli immigrati irregolari per il governo degli Stati Uniti. Sta per essere quotata in borsa con il più alto valore iniziale dall’ingresso di Uber a Wall Street. Anche se gli investitori sono perplessi: metà degli affari dell’azienda sono top secret. In pochi ne hanno sentito parlare fuori dalla Silicon Valley o dal Pentagono e la Casa Bianca.

Almeno fino all’incontro avvenuto nel dicembre 2016 alla Trump Tower, quando l’allora presidente-eletto aveva riunito tutti i grandi nomi del mondo della tecnologia. C’erano Jeff Bezos, Elon Musk, Tim Cook. Fra loro c’era anche Alex Karp, CEO di Palantir. Alla sinistra del presidente c’era Peter Thiel, che insieme a Karp ha fondato l’azienda nel 2003 e che nel periodo di transizione fra Obama e Trump Politico definì “il Presidente ombra“.

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Da sinistra: Donald Trump, Peter Thiel, Tim Cook e Safra Catz

Da quel giorno il rapporto fra Trump e la Silicon Valley si è inclinato, anche se questo non ha fatto cessare i rapporti commerciali.  Palantir è però l’azienda che più in assoluto ha avuto legami stretti con la Casa Bianca e non solo: ha contratti con la CIA, l’Esercito e la ICE (l’agenzia federale anti-immigrazione).

Palantir e il governo degli Stati Uniti

Il rapporto con il Governo americano è parte del DNA di Palantir fin dalla fondazione. Peter Thiel, venture capitalist che è stato tra i primi finanziatori di PayPal e Facebook e siede ancora nei CDA delle due aziende, ha usato anche i fondi di In-Q-Tel per avviare la società. In-Q-Tel si occupa di fondare aziende e imprese che siano a sostegno della CIA. Una specie di propagazione sul mercato dell’agenzia di spionaggio statunitense.

Il software di Palantir che usa la CIA si chiama Gotham. Thiel e Karp hanno lasciato per un momento da parte le citazioni del Signore degli Anelli per adottare quelle dei fumetti. Ma il prodotto rimane fedele al nome dell’azienda. I Palantir sono le sfere usate da Saruman per vedere altre parti della Terra di Mezzo. Traduzione per chi non è un fan di Tolkien: l’azienda analizza dati, la magia tecnologica delle vere spie.

Thiel e Karp infatti offrono prodotti software personalizzati da un team di ingegneri che lavorano in loco perché possano analizzare vaste quantità di dati. Per esempio trova metodi per analizzare il traffico su rete cellulare, trasformando quella serie interminabile di numeri in un quadro visuale da poter presentare ai responsabili della CIA.  L’azienda non può confermare o smentire senza rivelare informazioni riservate ma da anni ha abbracciato la voce secondo cui sarebbe stata essenziale nell’individuare il luogo in cui si nascondeva Osama Bin Laden.

Le tecnologie e il team di ingegneri di Palantir stanno anche aiutando a tracciare la diffusione del coronavirus per la CDC, il Centro per il Controllo delle Malattie americano. Inoltre collabora anche con ICE (la polizia anti-immigrazione clandestina) per trovare i migranti sprovvisti di documenti. Quest’ultima funzione è stata criticata dagli stessi dipendenti, anche se Karp ha dichiarato di non aver intenzione di smettere.

In una lettera ai possibili futuri investitori, Karp ha scritto: “La nostra compagnia è stata fondata nella Silicon Valley. Ma sembra che condividiamo sempre meno valori e impegni con il settore tecnologico. I progetti software con la nostra difesa nazionale e le agenzie di intelligence, la cui missione è tenerci al sicuro, sono diventate controverse, mentre le compagnie basate sulla pubblicità sono comuni”.

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Il CEO di Palantir Alex Karp

La spinta verso il settore privato e il lancio in borsa

L’azienda però non è un ente governativo e negli ultimi anni ha iniziato a cercare clienti privati. Grandi aziende come la banca JP Morgan Chase, Airbus e l’italiana Ferrari hanno richiesto dei sistemi software personalizzati a Palantir. Secondo quanto riportato da Tech Crunch, più della metà delle entrate aziendali arrivano dal settore privato. L’azienda e i suoi 2.500 dipendenti gestiscono all’incirca il 3 percento del mercato dell’analisi dati, che negli anni è salito fino a valere 25 miliardi di dollari l’anno.

Il valore di Palantir al momento è di 20 miliardi, dopo aver raccolto 3 miliardi in fondi prima dell’arrivo in borsa. Tuttavia, l’azienda non ha mai prodotto un disavanzo positivo dalla fondazione nel 2003. L’anno scorso ha fatto un record di introiti arrivando a 742,5 milioni di dollari, il 25 percento in più del 2018. Tuttavia ha perso 579 milioni di dollari nel bilancio fra entrate e spese. L’azienda ha dichiarato di spostarsi dagli affitti stellari della Silicon Valley per aprire una sede a Denver, anche se difficilmente può bastare a portare il bilancio in positivo.

Non sono i guadagni a far valere così tanto l’azienda ma i contratti federali. Nei prossimi anni l’amministrazione americana paga almeno 741 milioni di dollari per la consulenza di Palantir, potenzialmente fino a 2,9 miliardi. Spingere verso il settore privato può portare ad aumentare gli introiti ma il valore in borsa è determinato dal rapporto stretto dell’azienda con il governo.

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Un particolare modello di business

Il modello Palantir è complicato per gli operatori di borsa. Sono una compagnia tecnologica (di solito molto redditizia sul mercato azionario) o una azienda di consulenza? Questa distinzione è essenziale sotto molti profili, non solo a Wall Street. Nel 2016 per esempio l’azienda ha vinto una causa con l’Esercito degli Stati Uniti, sostenendo che cambiare il loro software di analisi dei dati sarebbe stato illegale e uno spreco di risorse pubbliche. Hanno vinto il nuovo appalto, per un valore potenziale di 1,7 miliardi di dollari. Il problema è che l’azienda non vende solo il software ma anche la consulenza: si è assicurata quattro anni di lavoro con la vendita di un sistema di analisi dati.

La maggior parte delle aziende nel settore vendono il pacchetto software e poi fanno pagare le consulenze speciali a parte. Palantir no. In un promemoria procurato dal New York Times si legge che l’azienda impiega specialisti che spendono mesi e anche anni all’interno delle agenzie governative per lavorare sul software.

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Karp al lavoro con i suoi ingegneri

Alcuni accusano l’azienda di “intrappolare” in questo modo i clienti: il software rimane di proprietà di Palantir, che nel frattempo lo ha modificato raccogliendo i dati dell’agenzia governativa e analizzandone le richieste. Questo impedisce di liberarsi dell’azienda anche volendo. Le quotazioni in borsa non possono vacillare: il software Gotham e le altre soluzioni muovono troppe pedine sullo scacchiere del governo americano.

Il futuro di Palantir e dei contratti per la difesa

Ora che la compagnia si prepara a diventare pubblica e quotarsi in borsa, la situazione si complicata ulteriormente. Gli investitori si trovano a fare valutazioni su una compagnia che deve tenere segreto metà del proprio business. Una compagnia che non ha mai prodotto utili eppure vale 20 miliardi di dollari.

Thiel e Karp spartiscono una grossa cifra in utili finanziari ma la situazione dei contratti federali per la difesa e l’intelligence resta complicata. Palantir non può agire nella stessa relativa ombra e la competizione di altre aziende quotate diventa elevata. Sebbene le proteste dei dipendenti abbiamo portato Google e il resto della Silicon Valley ad allontanarsi dai contratti più “scottanti ” (come per l’intelligenza artificiale), i rapporti con CIA e Esercito non sono cessati. Solo quest’anno, Google ha firmato un contratto con il Dipartimento della Difesa per il cloud e Microsoft ha quasi concluso un accordo con il Pentagono per 10 miliardi di dollari.

Palantir non è la sola ad avere contratti con la difesa, anche se è quella con i rapporti più profondi e duraturi. Forse non può arrivare ai 2 triliardi di valore di Apple ma al momento dimostra la stessa solidità: finché resta legata all’amministrazione americana, è inaffondabile. La vera domanda però è se la quotazione in borsa può rendere più trasparente il business aziendale e il suo rapporto con le agenzie governative. I soldi di Wall Street valgono più della segretezza della CIA?

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.
                   










 
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