RecensioniVideogiochi

[Recensione] Smoke and Sacrifice – Riti, miti e amore materno

Sacrifici, lacrime e sangue. Rinunciare a quello che c'è di più caro al mondo per un rituale il cui significato è un misto di cultura, tradizione, ossessione e timore primordiale. Sin dal principio della storia dell'uomo, si narra di generazioni e generazioni macchiate di omicidi, assassini tra parenti molto stretti. Ben rappresentativo è l'episodio biblico di Abramo e Isacco, dove il padre decide di sacrificare il figlio per testimoniare la sua fede in Dio.

Non raggiungiamo livelli iconici così elevati, ma il simbolismo che accompagna il titolo appena uscito di Solar Sail Games e Curve Digital fa chiaro riferimento a pratiche sempre più rare nel tempo, unendosi a quel tocco di magia ed esoterismo che non guasta. Questi sono i presupposti per affacciarsi a Smoke and Sacrifice, il survival fantasy RPG disponibile per Nintendo Switch e PC il 29 maggio e successivamente su PS4 e Xbox One.

Se le tematiche su cui si basa questo nuovo gioco portano con sé presupposti e contenuti di un certo calibro, scopriremo man mano come la narrazione non abbia concretizzato al meglio tutto quello che potenzialmente poteva offrire. La storia comincia in un piccolo villaggio di coltivatori, in una porzione di terra verdeggiante circondata da lande ghiacciate e invivibili, dove viene praticato il rito sacrificale dei primogeniti, per ringraziare il Sole di tutte le colture che regala con la sua luce.

Satchi, una giovane donna, non può fare altrimenti e depone il piccolo Lio sull'altare sacrificale del tempio, in presenza di sacerdoti e preti, e lo guarda scomparire sotto i raggi magici di un marchingegno brevettato per trasportare i neonati in un mondo migliore e permettere che il ciclo della vita e della natura prosegua.

Tutto sembra perduto, ma la donna incontra un viandante sconosciuto appena terminata la cerimonia; quest'ultimo, con frasi sibilline, le instilla il dubbio che non tutto sia perduto e che ci possa essere un modo per riavere il piccolo neonato di nuovo tra le sue braccia. Solo sette anni dopo il sacrificio però, Satchi riesce a entrare nella dimensione dove vengono teletrasportati i piccoli sacrificati, e di certo non sembra quel bel posto migliore dipinto dai sacerdoti e dalla comunità…

I primi minuti di gameplay di fatto sono solo introduttivi all'azione vera e propria, non avendo a disposizione nessun menu di gioco, né abilità particolari, tanto meno la necessaria barra della vita del nostro personaggio. Dopo meno di mezz'ora, tutte le varie opzioni utili al gioco compaiono come per magia, popolando lo schermo di icone e dandoci poche e brevi istruzioni ogni qualvolta ne si aggiungerà una.

Dovremo guidare il nostro avatar in un mondo perennemente sconosciuto, dove la mappa a disposizione si amplia solo esplorando di volta in volta le diverse zone accessibili e muovendosi in un campo visivo piuttosto ristretto. Infatti non potremo muovere la telecamera in nessuna direzione, rimanendo puntata fissa sul personaggio, che si muoverà tendenzialmente in diagonale. Non risultano più agili e fluide le azioni durante i combattimenti, poiché non potremo pensare di muovere Satchi e menare colpi e fendenti contemporaneamente. Questo comporta il rischio di restare fin troppo vicini al nemico e rendere più faticoso il controllo di tutte le azioni insieme, schivando meno agilmente gli attacchi e riducendo i punti salute in poco tempo, già scarsi di per sé.

Le pecche non sono solo queste: dobbiamo prestare molta attenzione al salvataggio della partita, soprattutto in virtù di questo tasso di probabilità di game over abbastanza elevato. Il sistema non prevede alcuna forma di salvataggio automatico, ma solo se accederemo a cosiddetti terminali, ricordandoci dunque di tenere a mente in modo costante il tempo trascorso dall'ultimo salvataggio. Nulla di strano per i giocatori "old school", per loro si tratterà solo di un ritorno al passato, ma i più giovani abituati all'automatizzazione del sistema potrebbero faticare un po'.

Osservando invece alcuni lati positivi di Smoke and Sacrifice, seppur deboli, ci dobbiamo spostare sul lato grafico e creativo, dove il bacino da cui sono stati attinti scenari e personaggi fa chiaro riferimento all'immaginario classico fantasy con tendenze dark, dettate dalla presenza di uccelli antropomorfi dall'aspetto arcigno e un po' tetro, creature bizzarre e provenienti da diversi ecosistemi e ambientazioni che spaziano da templi dedicati a rituali collettivi, paludi e altre ambientazioni naturali e tetre. Questa atmosfera che sembra appartenere a una terra semplice e lontana da ogni tecnologia stride un po' con la presenza anacronistica di macchinari più moderni, che poco hanno a che fare con lo spirito magico vissuto nella premessa alla storia.

Dunque Smoke and Sacrifice sembra essere un'accozzaglia di elementi e generi messi insieme senza una particolare logica; può essere utile un tocco di originalità per dare una ventata di aria fresca a uno stile che potrebbe risultare altrimenti banale e senza particolari distinzioni dal resto del panorama. In questo caso però, l'esperimento non sembra essere riuscito al meglio, considerando sia gli aspetti di contenuto, sia la proposta grafica e tecnica. I presupposti tematici per un migliore sviluppo c'erano sicuramente, ma si tratta solo di supposizioni e teorie che tali sono rimaste.

Smoke and Sacrifice
Smoke and Sacrifice
Developer: Solar Sail Games Ltd
Price: 24,99 €
Tags

Francesca Sirtori

Indielover, scrivo da anni della passione di una vita. A dispetto di tutti. Non fatevi ingannare dal faccino.
Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker