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Che cos’è il restomod, l’arte di modernizzare le auto classiche | Auto for Dummies

Restomod, che cos'è l'arte di modernizzare le classiche | Auto for Dummies

Le auto di oggi sono tutte uguali, senz’anima e senza carattere. Sono molto meglio quelle di una volta. Potessi girerei ancora con un’auto classica“. Quanti di voi hanno sentito almeno una volta questa frase? La nostalgia verso le automobili degli scorsi decenni è molto diffusa, tanto da aver creato una nicchia di mercato totalmente nuova: le restomod, ovvero auto classiche modernizzate con componenti e tecnologie moderne. Ma che cos’è il restomod? Come funziona? Quali sono le sue caratteristiche? Benvenuti ad Auto for Dummies, la rubrica che vi racconta il mondo dell’auto in maniera semplice. Oggi affrontiamo le classiche… modernizzate! Pronti?

Che cos’è il restomod? Cosa vuol dire questa parola?

Partiamo subito dal nome, che più di tutti chiarisce la natura di queste auto “classiche non classiche”. Che cosa vuol dire restomod? Ovviamente è una parola inglese, che però ormai si è diffusa in tutto il mondo fino in Italia. Restomod è la crasi, l’unione tra due parole anglosassoni, restore e modern. Restore significa restaurare, ovvero riportare in perfette condizioni un’automobile classica, una pratica già molto diffusa in tutto il mondo.

La parte interessante infatti non è quella riferita al restauro, bensì la successiva, modern. Un’automobile restomod è quindi un veicolo che viene restaurato ma non seguendo pedestremente le indicazioni di fabbrica, come si è fatto e si continua a fare da decenni su tantissime auto storiche che si vedono in giro. Il restomod punta a conservare le linee, il feeling e l’aspetto generale di un’auto, portando però avanti la tecnologia a livello meccanico, tecnologico o ingegneristico.

MINI 1964 e MINI 2021

Il fenomeno delle automobili restomod è esploso negli ultimi 2 anni, ma come vedremo era già presente da almeno un decennio sui radar degli appassionati con veri e propri artigiani che realizzano in piccola serie automobili classiche con tocchi moderni. Il motivo per cui questo fenomeno è esploso? La frase provocatoria d’apertura. Con le automobili moderne sempre più veloci, sempre più potenti e performanti ma anche più asettiche, più filtrate e meno godibili su strada, diversi clienti si sono chiesti come fare ad avere i confort moderni ma con estetica, feeling e guidabilità “di una volta”. Così sono nati i primi atelier dove specialisti e artigiani modificano e modernizzano sportive leggendarie, a prezzi esorbitanti. Dopo i primi “coraggiosi”, il restomod ha cominciato a prendere piede, ed ora è un vero e proprio fenomeno mondiale.

Quindi è una specie di tuning di auto storiche…

Alcuni di voi si chiederanno a questo punto: Ma quindi è un tuning di auto storiche, come quello che vedo ai raduni nei centri commerciali…”. Si, ma no. Non c’è dubbio che ci sia un’analogia tra il tuning (quello fatto da specialisti, non quello amatoriale) e il restomod, tanto per in alcune parti del mondo è chiamato “retro tuning“. Al contrario del tuning, dove l’esagerazione e l’unicità di ogni esemplare sono cercati, desiderati ed inseguiti, il restomod è più educato, più rispettoso dell’auto e della sua forma originale.

restomod tuning

Certo, ci sono alcune automobili “moderno-restaurate” che per eccentricità estetica possono sembrare dei “semplici” kit tuning. In generale, però, le automobili restomod puntano sul conservare l’estetica e l’impatto esteriore delle auto di base, magari spingendosi solo nella modernizzazione dei fari, spesso resi Full LED, e dei cerchi, più grandi per fare spazio a freni e gomme moderne. L’amore per i dettagli e per la perfezione è lo stesso, ma l’obiettivo finale è diverso. Il tuning punta a colpire chiunque con soluzioni estetiche e meccaniche assurde, il restomod invece punta a colpire chi non è un appassionato con linee classiche e senza tempo, e invece ammalia l’appassionato con piccoli dettagli nuovi, della serie “if you know, you know. Se conosci, lo sai.

“Un restauro innovativo”, il restomod modernizza ma con rispetto

Siamo quindi di fronte ad un restauro modernizzante, una revisione della meccanica, degli interni e di parte dell’estetica di un’automobile già esistente, ma con modifiche mirate e soprattutto rispettose. La definizione che secondo me chiarisce al meglio le caratteristiche del restomod è quella data da Eugenio Amos, fondatore della Automobili Amos e ideatore e creatore di una delle prime automobili restomod 100% italiane, la famosissima Delta Futurista.

restomod lancia delta futurista1

Il restomod non è tuning. Si tratta di un restauro a tutti gli effetti, ma non conservativo. È un restauro innovativo, che può avere diversi sviluppi futuri e diverse interpretazioni”. Ma cosa si fa di solito alle auto per “restomoddarle”? La componente modern del nome rende chiaro l’obiettivo: modernizzare le auto classiche. Ma come? Il primo macro-argomento che si va a toccare è ovviamente la meccanica. Di qualsiasi tipologia di automobile si tratti, dalle sportive alle utilitarie, la tecnologia ha fatto passi da gigante a livello di freni, pneumatici, sistemi elettronici base di sicurezza e soprattutto motore. Le restomod più desiderabili infatti hanno motori che spesso partono da quelli di base, ma che vengono totalmente rivisti, rivisitati e portati nel 2021. Un esempio? Una delle più affascinanti restomod in circolazione, la nuova Kimera EVO37, di cui trovate l’articolo dedicato qui su techprincess.

restomod kimera evo37

EVO37 parte dalla base della Lancia 037 ma ne modernizza motore, cambio e freni. Il motore ha il blocco d’origine, ma totalmente rivisto da Italtecnica. Ha cilindrata maggiorata a 2,15 litri, l’adozione insieme al compressore volumetrico di un turbo e componenti interne totalmente riviste, e l’arrivo di un nuovo cambio manuale a 6 marce. Il risultato? Una potenza di 505 CV, superiore persino a quella della 037 Gruppo B. Ma anche a livello telaistico, sospensivo e a livello di freni e pneumatici EVO37 è stata modernizzata e resa quasi un’auto del 2021. Quasi, perchè basta guardarla per rivedere le linee della mitica 037, e rimanerne innamorati. Un altro esempio? La Alfaholics GTA-R 290, una versione rivista e a dir poco corretta della Alfa Romeo Giulia GT realizzata da Alfaholics, uno specialista britannico di Alfa Romeo. Non so voi, ma guardatela: è incredibile. Di lei però parleremo nel dettaglio molto presto…

restomod alfaholics

Ma non ci si ferma alla sola meccanica: le restomod migliori hanno anche dei grandi miglioramenti a livello di interni e di features moderne. La stragrande maggioranza delle restomod vede l’arrivo di un sistema di aria condizionata e le già citate luci a LED anteriori, posteriori e interne. Spesso poi viene adottato l’ABS, l’accensione elettronica, mentre all’interno fa la sua comparsa una radio con connessione Bluetooth e caricatori per device portatili: classica si, ma usabile nel mondo reale.

Singer, Eagle,… Morgan: chi ha reso il restomod popolare

Ed è proprio questa la missione delle restomod: rendere le auto classiche che tutti amiamo migliori ma con rispetto, senza perdere la loro anima. Chiunque abbia un po’ di competenze meccaniche sarebbe in grado di montare un motore moderno sotto al cofano di una sportiva classica, ma sarebbe quello che in gergo si definisce “accrocchio”, qualcosa di raffazzonato, senz’anima. Le restomod invece puntano a rendere fruibili tutti i giorni le automobili che più abbiamo amato nel corso degli anni, dalla Panda di Garage Italia Customs alle incredibili Singer.

Restomod singer

Ed a proposito di questa Casa, prima della nostra classifica delle migliori restomod mai create vogliamo citare le aziende che per prime hanno creduto in questo mondo, prima che diventasse così famoso e di moda. La prima volta che abbiamo sentito il termine restomod è stato all’inizio degli anni ’10, quando diversi giornalisti inglesi, tra cui il mitico Chris Harris, visitarono la California per conoscere Singer, un restauratore che si divertiva a rendere moderne le Porsche 911. Fondata da Rob Dickinson e Magnus Walker, questa piccola realtà californiana parte dalle Porsche 911 964 degli anni ’90 e le stravolge, modernizzandole e creando delle automobili sensazionali.

L’estetica riprende quella delle prime Porsche 911 degli anni ’60 e ’70, sia all’interno che all’esterno. I motori sono totalmente rivisti con l’aiuto di Cosworth, sempre raffreddati ad aria ma con più potenza, più tecnologia e, sulla incredibile Singer DLS, modificati con l’aiuto di Williams Engineering (si, il team di Formula 1). Il risultato? Delle Porsche incredibili da vedere, da sentire e da guidare, e con un prezzo davvero esorbitante, da 500.000 euro in su.

restomod eagle

A livello di prezzi però anche Eagle non scherza. Dalla soleggiata California passiamo alla piovosa Inghilterra, più precisamente nel Sussex, dove un piccolo gruppo di appassionati inglesi nel 1984 fondò la Eagle, piccolo atelier specializzato nel restauro delle incredibili Jaguar E-Type. Dopo essersi fatta un nome tra gli appassionati della E-Type per essere uno dei migliori specialisti di questo modello, Eagle ebbe un’idea che ha del blasfemo: e se migliorassimo la E-Type? I puristi di mezzo mondo storsero il naso, pensando, giustamente, che modernizzare una E-Type originale con nuova carrozzeria, nuovi motori e nuove componenti potesse essere a dir poco folle.

Restomod eagle retro

Il risultato però è eccezionale. Eagle ha realizzato diverse E-Type speciali, dalla Speedster del 2011 (comparsa in una memorabile prova di Jeremy Clarkson su Top Gear) alla Low Drag Coupé fino all’ultima creazione, la Lightweight GT. Eagle non rivoluziona le E-Type, le migliora. Aggiunge qualche tocco moderno alla carrozzeria, modernizza i freni, il cambio, gli interni e il motore, adattando il motore 6 cilindri in linea XK aumentandone cilindrata, potenza e cattiveria. Le Eagle sono realizzate interamente a mano, e il costo è davvero incredibile: si parte da 600.000 euro, per arrivare anche oltre il milione.

restomod morgan plus 4

Infine chiudiamo con chi il Restomod lo impiega da decenni, da prima ancora che fosse inventato questo termine: Morgan. La celebre Casa inglese, nata nel 1909, è infatti famosa per aver conservato su quasi tutti i suoi modelli le tecniche di produzione, le linee e il carattere intatto dagli anni ’50 ad oggi. Le Morgan Plus 4 e Plus 6 e la folle 3-Wheeler, infatti, riprendono quasi senza modifiche le linee delle Morgan degli anni ’30, ’40 e ’50, unendole con una meccanica moderna. Proprio quest’anno Morgan ha rivisto tutta la sua gamma, con le nuove Plus 4 e Plus 6.

Restomod morgan plus 6

La novità? Sotto al cofano di entrambe pulsa un moderno motore BMW, il 2.0 turbo 4 cilindri da 258 CV sulla Plus 4 e il 3.0 turbo 6 cilindri in linea da 340 CV sulla Plus 6. L’estetica però è rimasta identica alla tradizione, a parte i fari full LED, così come gli interni, dove troviamo strumenti analogici e linee super classiche, ma anche un piccolo schermo digitale e una moderna leva del cambio BMW. Ma soprattutto, dagli anni ’50 Morgan per il telaio delle sue auto utilizza… il legno. Davvero, il legno! Nonostante quindi non siano considerate vere e proprie restomod, le Morgan conservano estetica e parte della struttura delle antenate di 60 anni fa, modernizzando motori, tecnologia e sicurezza.

E ora anche le Case si buttano nel restomod: la Opel Manta GSe e altre

E dopo diverse piccole realtà che si sono lanciate nella nuova nicchia del restomod, adesso stanno arrivando le Case. Come? Le correnti di pensiero che le grandi Case automobilistiche stanno utilizzando sono principalmente due. Da una parte, abbiamo chi rivede e modernizza le proprie auto mantenendo gran parte dei componenti originali. Un esempio? Jaguar, davvero dedicata a questa pratica.

restomod c-type

Qualche mese fa la Casa di Coventry ha “revitalizzato” una piccola flotta di Jaguar C-Type, mantenendo molte delle caratteristiche originali ma con materiali e competenze moderne. Qualche anno fa invece Jaguar ha direttamente ricominciato la produzione di pochissime speciali Jaguar E-Type Lightweight, mai prodotte a causa di un incendio della fabbrica di Coventry negli anni ’60. C’è proprio una divisione di Jaguar dedicata a queste auto, la Jaguar Continuation.

Opel Manta GSe ElektroMOD

Al fianco di chi riprende le proprie auto mantenendone pressoché intatta la meccanica c’è chi ha deciso di scegliere un restomod “moderno”, un… “elektromod”. Stiamo parlando di Opel, che proprio in questi giorni ha presentato la Manta GSe. Un gioco, una provocazione da parte della Casa, che ha voluto celebrare la sua mitica coupè Manta con una rivisitazione elettrificata. Del resto, dalla mascherina della Opel Manta originale è nato l’Opel Vizor, la nuova calandra anteriore adottata ora da Mokka e presto da tutte le altre Opel. Ed infatti, il frontale è dominato da questa calandra nero lucido che si riscopre anche schermo, dove poter proiettare messaggi “simpatici” come “Sono in una e-missione segreta.”. Aaah, l’umorismo tedesco… Il resto della carrozzeria è vivace, totalmente anni ’70 ma con richiami moderni, come i cerchi e i fari Full LED. Davvero bella, iconica e appariscente.

restomod opel manta interni

All’interno poi è davvero splendida. La plancia di partenza è quella di Manta, ma tutto è stato rivisto. I sedili sono quelli di Adam S, e il cruscotto analogico è stato sostituito da due schermi presi direttamente da quelli di nuova Mokka. Modernità e linee anni ’70 che si uniscono, e si fa notare il cambio manuale, una sorpresa per un’auto elettrica. Manta GSe è infatti a zero emissioni, ed è la Manta non da corsa più potente mai prodotta da Opel. Il motore ha 147 CV, 42 in più dei 105 della GT/E di partenza, la trazione è posteriore e la batteria è piccola, da 31 kWh. Folle? Si, assolutamente. Ma Opel è rimasta stupita dalla domanda per questa ElektroMod, intesa come esemplare unico. Che sia in vista una piccola serie limitata?

Il futuro del restomod: una nicchia sempre più grande sta nascendo? Merito (e colpa) dell’elettrico

Ed è proprio questo il lato più interessante e curioso del fenomeno Restomod. Nato come nicchia per persone molto facoltose annoiate dalle “solite” supercar, questo trend di trasformare e modernizzare auto classiche sta diventando sempre più popolare. In tanti infatti vedono le nuove auto uscite tutte uguali, senza anima e senza quel carattere che invece ritrovano nei modelli più datati.

restomod bmw E9 1

Nei Paesi dove la legislazione è meno severa, come la Germania e l’Inghilterra, stanno nascendo tantissime nuove realtà di questo tipo. Piccoli specialisti che modernizzano le vecchie MG, o le vecchie Mercedes e BMW, con motori più moderni, interni più curati, climatizzatore e radio Bluetooth. Emblematico poi l’esempio della piccola Rocketeer in Gran Bretagna. Questa piccola azienda è nata per caso, dopo il desiderio del fondatore di installare un motore V6 di origine Jaguar sulla sua Mazda MX-5. Ed oggi i Kit Rocketeer per montare motori 3.0 V6 Jaguar su Mazda MX-5 NA ed NB stanno andando a ruba.

restomod rocketeer v6 mx-5

Non parliamo quindi di cifre esorbitanti, ma di appassionati disposti a spendere 10, 15 o 20 mila euro per un’auto di 20 o 30 anni con più potenza, interni migliori e un’esperienza di guida impareggiabile da qualsiasi sportiva moderna. In Italia il fenomeno di “restomod termici” potrebbe trovare qualche difficoltà, a causa delle durissime legislazioni in vigore. La seconda tendenza del fenomeno restomod è però quello della conversione elettrica. Tantissimi in giro per il mondo infatti sono disposti a scegliere auto che amano o che hanno sempre amato convertite alla trazione elettrica piuttosto che scegliere automobili elettriche nuove.

restomod auto elettriche classiche

Un’automobile storica convertita alla trazione elettrica è sempre più interessante per molti appassionati. L’esperienza di guida è decisamente migliore, più coinvolgente, più analogica, e l’estetica di alcune di queste restomod è incredibile. Certo, le elettriche native saranno più efficienti e versatili, ma le restomod elettriche come la Manta hanno più carisma, più carattere. Dobbiamo assolutamente tenere un’occhio su questo fenomeno: potrebbe passare dall’essere una nicchia per appassionati ad un vero e proprio boom del mercato.

E quali sono le migliori automobili restaurate in chiave moderna?

E adesso so cosa vi starete chiedendo: quali sono le migliori restomod in circolazione? Negli ultimi anni sono arrivate davvero tante sorprese, e le “contendenti” sono davvero tante. Per questo non perdetevi la prossima puntata di Auto for Dummies, dove analizzeremo per bene le migliori restomod attualmente in circolazione. E chissà che nel prossimo futuro non troverete test drive di vecchie automobili iconiche rimesse in vendita, termiche o elettriche. Che ne dite? Vi piacerebbe? Acquistereste un’auto storica modernizzata oppure preferite comunque acquistare automobili nuove? Fatecelo sapere qui nei commenti. Noi ci vediamo alla prossima puntata di Auto for Dummies venerdì prossimo. Ciaoo!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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