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#fotointerviste: Arturo Muselli, recitazione e fotografia

Un artista poliedrico, che ci ha spiegato l'importanza della narrazione fotografica

Ritorna sul canale Twitch di techprincess (che seguite già assiduamente vero?) #fotointerviste, l’appuntamento più amato dagli appassionati di fotografia. In questo format due artisti dello scatto come max&douglas ci guidano alla scoperta di tanti lati differenti di questo mondo, confrontandosi con diverse personalità. L’ospite di questa puntata è Arturo Muselli, artista poliedrico che spazia dalla regia alla recitazione passando naturalmente per la fotografia. Vediamo insieme cosa ci ha svelato della sua passione…

Arturo Muselli e max&douglas: una storia che parte da lontano

Dopo la presentazione del format per il nuovo pubblico, i due conduttori hanno introdotto l’ospite della settimana con uno speciale slideshow dei suoi lavori. E subito, dopo averlo svelato definitivamente agli spettatori, hanno ricordato il loro primo incontro, avvenuto ormai diversi anni fa. E curiosamente non era legato alla carriera di Muselli come fotografo.

Come accennavamo in apertura infatti questo artista si dedica da quasi vent’anni anche alla recitazione tra teatro, cinema e televisione. Fra i suoi ruoli più celebri spicca sicuramente quello di Enzo Sangue Blu in Gomorra. E così si è trovato a diventare soggetto di uno dei servizi del duo, che sono subito rimasti colpiti dalle sue capacità espressive.

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Foto: Arturo Muselli

Superata la parte più aneddotica, il discorso si è spostato sui lavori fotografici di Arturo Muselli. L’analisi è partita da un suo servizio dedicato a un ex-manicomio dismesso. Un lavoro che ha messo alla prova il fotografo, che ha spiegato come il suo interesse principale sia nel raccontare la presenza umana, assente dalla struttura almeno in teoria. Già perché, come hanno sottolineato max&douglas, l’attenzione ai dettagli posta dall’artista ha permesso di restituire in maniera forte questo aspetto del racconto.

Si tratta di uno dei tanti esempi portati della necessità di preparazione per un servizio. Più volte nel corso della chiacchierata è riemersa l’idea che un lavoro parta ben prima del momento dello scatto. Nella recitazione, come nella fotografia, il compito è sempre raccontare una storia e per poterlo fare bisogna riflettere a lungo, studiare e arrivare pronti. Certo, può capitare il caso fortuito di un successo improvvisato, ma non è la norma: bisogna approfondire a lungo, avendo una chiara idea di cosa e come si vuole narrare a chi osserva.

Entrare in contatto con le persone

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Foto: Arturo Muselli

Arturo Muselli ha raccontato come la sua passione per l’aspetto umano della vita di ciascuno di noi derivi direttamente da ricordi familiari. Nel negozio del nonno, originale parrucchiere senza peli sulla lingua, ha incrociato la strada di una grande varietà di persone. Questo gli ha dato lo spunto per voler conoscere di più il mondo, esplorando l’animo umano nel profondo. Un interesse accresciuto dalla collaborazione con Luciano Ferrara, fotoreporter napoletano e ‘padre fotografico’ di Muselli.

In questo senso si evolve la sua scelta di obiettivi. Se inizialmente preferiva scattare foto da più lontano, complice anche la timidezza, con il tempo ha cercato di superare questo aspetto del suo carattere, avvicinandosi sempre più al soggetto. Questo ‘costringe’ a creare una connessione, arrivando a ottenere un risultato più pieno e significativo.

Chiaramente anche qui torna l’importanza della preparazione, perché non è sempre semplice ottenere questo legame. Per questo Muselli ha spiegato che spesso entra nelle vite dei suoi soggetti in maniera cauta. Un approccio che, rifacendosi alla saggezza popolare napoletana, definisce “Entro magro ed esco grasso“. Per i primi incontri, ha svelato, non estrae neanche la macchina fotografica. Si tratta di un percorso che deve avvenire lentamente, in maniera naturale, ma che offre risultati eccezionali.

Un altro ricordo importante che questo artista ha condiviso a #fotointerviste riguarda i tempi della scuola. All’epoca aveva dovuto svolgere un esercizio in cui era chiamato a riassumere un racconto con un’immagine. Un’esperienza che ha poi portato con sé, che lo ha influenzato profondamente nel proprio desiderio di raccontare storie tramite le immagini.

Arturo Muselli e il pubblico di #fotointerviste

Il finale della puntata, che potete recuperare sul nostro canale Twitch, ha visto Arturo Muselli e il due conduttori confrontarsi con le domande del pubblico. Un punto importante del format è l’interazione con gli spettatori, che possono condividere le proprie curiosità e che, come in questo caso, hanno fornito moltissimi spunti stimolanti di discussione.

Il discorso ha virato molto sul rapporto di Muselli con le sue diverse anime. Recitazione e fotografia hanno naturalmente punti di vicinanza ed è stato interessante esplorarli. Anche qui si ritorna al concetto di “raccontare una storia“. Per quanto cambino le vie con cui ciò avviene, l’obiettivo resta sempre molto simile. Fondamentale però è per Muselli riuscire a separare attentamente i due mondi, i momenti cioè in cui si trova dietro l’obiettivo e davanti a esso.

Infine, c’è stato spazio anche per discutere il ritratto che max&douglas hanno scattato al loro ospite prima della puntata, con la collaborazione di Leica Camera Italia. Uno scatto diretto e profondo, che ha confermato l’ottima sinergia tra i tre di cui si era parlato all’inizio della chiacchierata.

Come dicevamo, sul nostro canale Twitch potete ritrovare la puntata integrale. Un’occasione unica per sentire dalla viva voce dei protagonisti questi e tanti altri racconti. E se siete appassionati di fotografia, tenete d’occhio i canali di techprincess: presto #fotointerviste tornerà in onda con un nuovo imperdibile appuntamento!

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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