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Cultura

Ius Scholae torna in Aula, ecco cosa prevede la proposta di legge sulla cittadinanza

Ius Scholae, la riforma della cittadinanza che finalmente può riconoscere come italiani i figli degli immigrati formati in Italia

Dopo il rinvio della scorsa settimana, la proposta di legge n.105 inerente alle modifiche alla legge del 5 febbraio 1992, n. 91, sulle norme relative alla cittadinanza italiana, arriva in Aula il 5 luglio 2022.

Dopo 30 anni l’Italia potrebbe avere una nuova legge sulla cittadinanza italiana.

L’attuale normativa in vigore è datata 1992, lo stesso anno dell’uscita del singolo “Hanno ucciso l’uomo ragno” degli 883.

E mentre in questi ultimi decenni, segnati da grandi cambiamenti soprattutto per quanto riguarda il tessuto sociale, in molti paese d’Europa alle chiacchiere hanno seguito i fatti e le riforme della legge sulla cittadinanza, in Italia siamo ancora in attesa del cambiamento.

Sit-in per lo Ius Scholae, riforma della cittadinanza italiana
Sit-in per lo Ius Scholae, riforma della cittadinanza italiana


Eppure non mancano le proposte, non manca l’attivismo ed il coinvolgimento della società civile, a mancare è la volontà politica, che da anni ormai si porta appresso il dibattito della cittadinanza senza trovarne soluzione.

Così allo ius soli e allo ius culturae, si aggiunge questa volta lo ius scholae.

Che cosa prevede lo Ius Scholae?


In poche parole lo Ius Scholae prevede l’acquisizione del diritto alla cittadinanza dopo aver terminato un percorso di studi in Italia.

Il testo della proposta di legge, che il deputato pentastellato Giuseppe Brescia ha presentato, questa volta pare possa arrivare alla Camera dei Deputati entro la metà di giugno.

La proposta è quella di semplificare in qualche modo il percorso verso la cittadinanza ai figli dei cittadini non italiani residenti in Italia.

Sit-in per lo Ius Scholae
Sit-in per lo Ius Scholae

A chi è rivolto lo Ius Scholae?

Al minore non italiano, nato in Italia o che vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età,  che abbia risieduto legalmente e in maniera continuativa in Italia, che abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio, oppure percorsi di istruzione e formazione triennale o quadriennale volti al conseguimento di una qualifica professionale.

Inoltre, la proposta di legge prevede una dichiarazione di volontà, che i genitori del bambino interessato a ricevere la cittadinanza, dovranno presentare entro e non oltre il compimento del 18 anno d’età del figlio in questione.
Ovviamente anche in questo caso, i genitori dovranno essere regolarmente residenti in Italia per poter far presentare tutta la documentazione necessaria.

Sit-in per lo Ius Scholae
Sit-in per lo Ius Scholae

Nel caso in cui il neo maggiorenne voglia rinunciare alla cittadinanza italiana, egli può farlo entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, purché sia in possesso di un’altra cittadinanza.

Approvare lo ius scholae significherebbe riconoscere oltre un milione di figli di questo paese. Significherebbe riconoscere quelli che fino ad oggi sono stati degli invisibili, quelli che spesso sono stati etichettati come altri.
Significherebbe riconoscere una società che cambia, che si evolve e si arricchisce.

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