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Samsung Galaxy Tab S6 recensione: ha ancora senso un tablet nel 2019?

Tra smartphone enormi e PC convertibili, c'è ancora spazio per i tablet? Per scoprirlo abbiamo messo alla prova l'ultimo Tab di casa Samsung

Samsung Galaxy Tab S6 è arrivato in redazione dieci giorni e non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto senso abbia un tablet nel 2019. Insomma, in un’epoca in cui possiamo fare quasi tutto con lo smartphone e in cui i laptop sono ormai sempre più potenti, cosa me ne faccio della via di mezzo?

Per scoprirlo non solo ho cercato di sfruttarne a pieno le funzionalità ma ho deciso di portarlo con me in un viaggio di lavoro a Londra, abbandonando a casa il mio amato HP Spectre x360. Vi racconto com’è andata.

Samsung Galaxy Tab S6 recensione: raffinato e leggero

Samsung Galaxy Tab S6 recensione design

L’impatto iniziale non è particolarmente sorprendente: Galaxy Tab S6 infatti somiglia moltissimo ai suoi predecessori, proponendo una scocca in alluminio ed un pannello frontale con cornici piuttosto spesse. Tutto questo però in un corpo sottile – solo 5,7 mm di spessore – e indubbiamente leggero. I suoi 420 grammi lo rendono estremamente comodo nell’utilizzo quotidiano: non vi accorgerete di averlo nello zaino, non faticherete ad usarlo per leggere – magari tenendolo con una sola mano – e sicuramente non avrete problemi nell’utilizzo quotidiano.

Accanto alle evidenti affinità con Tab S4 e, soprattutto, con Tab S5e troviamo anche qualche differenza. Quella più evidente è indubbiamente il modulo della fotocamera posteriore: Galaxy Tab S6 infatti si presenta con due differenti sensori, uno da 13 e uno da 5 megapixel.

La scocca posteriore prevede inoltre un “alloggiamento” per la nuova S Pen. Non immaginatevi però una soluzione analoga a Galaxy Note 10, dove lo stilo viene incorporato all’interno del device. Qui abbiamo solo un’area leggermente concava e magnetica dove agganciare la vostra penna. Una soluzione che non mi è particolarmente dispiaciuta ma che mi ha causato un po’ d’ansia: basta uno strattone più forte del solito o un posizionamento un po’ meno preciso per separarla dal dispositivo.

Da segnalare infine la presenza sul profilo destro del tasto di accensione, del bilanciere del volume e del carrellino per la SIM; a sinistra invece abbiamo solo il connettore dedicato alla tastiera, mentre la parte inferiore ospita l’ingresso USB-C per la ricarica e due dei quattro speaker AKG. L’altra coppia la ritroviamo lungo il profilo superiore.

Un Super AMOLED sottotono

Samsung Galaxy Tab S6 recensione display

Negli ultimi dieci anni Samsung ci ha abituati ai display AMOLED: bellissimi, definiti e luminosi. Qualcosa però non sembra aver funzionato con lo schermo di Galaxy Tab S6. Il pannello da 10,5 pollici, con risoluzione 1600×2560 pixel e 278 ppi, non mi ha convinto pienamente.

Sia chiaro, non sto dicendo che sia brutto, ma questo Super AMOLED, che offre ottimi contrasti ed una resa cromatica davvero convincente, non è luminoso come mi aspettavo. Niente che comprometta davvero l’utilizzo quotidiano, ma la differenza tra lo schermo del tablet e quello del mio Galaxy S10 5G è piuttosto evidente.

Un ultima nota sul display: il pannello integra un lettore d’impronte che vi permette di sbloccare abbastanza rapidamente il device. Non aspettatevi però gli stessi risultati visto sui top di gamma coreani: Samsung infatti ha scelto di adottare un sensore ottico piuttosto che quello ad ultrasuoni, il che si traduce in letture meno fulminee e un po’ più imprecise.

La S Pen fa la differenza

Samsung Galaxy Tab S6 recensione S Pen

Il vero plus di questo Galaxy Tab S6 è indubbiamente la S Pen, inclusa – contrariamente a quanto accade per l’iPad Pro – direttamente nella confezione.

Questo stilo, che si ricarica quando lo agganciate magneticamente alla back cover, è davvero comodo, ben bilanciato e un invito a prendere appunti e disegnare proprio come fareste sulla carta.

La S Pen scorre sul display in modo fluido e sorprendentemente appagante, accompagnata da un leggero suono che riproduce il contatto tra la matita ed un foglio. Non aspettatevi ovviamente la resa di una tavoletta Wacom o quella di Apple Pencil. Qui c’è un po’ meno sensibilità ed un ritardo quasi impercettibile, elementi che vi porteranno a fare un po’ più di pressione quando i tratti sono molto brevi, ma a parte questo vi assicuro che la adorerete.

A me è piaciuta così tanto che mi sono ritrovata a disegnare sul volo Londra – Milano accorgendomi a malapena delle due ore passate in aria. Durante la mia trasferta senza PC ho inoltre riscoperto il piacere di prendere gli appunti a mano e di scrivere persino interi articoli usando Samsung Notes. Trasferirli su WordPress poi è un gioco da ragazzi: il software del colosso coreano vi permette di trascrivere tutto con un tap, dopodiché dovrete solo copiare ed incollare il testo.

A disposizione avete anche le Air Actions, praticamente le stesse del Galaxy Note 10. Un plus per controllare a distanza il tablet che però non ho mai utilizzato spontaneamente. Insomma, non sarà questo a farvi amare la S Pen.

Un tablet instancabile

Samsung Galaxy Tab S6 recensione performance

Sotto la scocca troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 855, 6 GB di RAM, 128 o 256 GB di memoria interna e, soprattutto, una batteria da 7040 mAh. Tutto questo si traduce non solo in un hardware performante e adatto a qualsiasi carico di lavoro, ma anche in un’autonomia assolutamente soddisfacente. Con un utilizzo piuttosto intenso sono infatti riuscita a coprire serenamente due giorni, ma potete arrivare anche ad un’intera settimana se pensate di utilizzarlo solo un paio di ore al giorno.

Poco da dire invece sul software. A bordo infatti abbiamo Android 9.0 con la One UI di Samsung. Elegante, fluida ed intuitiva, l’interfaccia della società asiatica è ormai una garanzia. Questo ovviamente non significa che non ci sia spazio di miglioramento: per il futuro spero infatti in qualche differenza in più tra la One UI su smartphone e quella dedicata ai tablet, un po’ come succede oggi con iOs e iPadOS.

Samsung Galaxy Tab S6 recensione fotocamera

Due parole infine anche sulla fotocamera. I due sensori svolgono un lavoro davvero soddisfacente, assicurandovi scatti luminosi, colori estremamente vividi e, all’occorrenza, immagini grandangolari. Certo, le occasioni per mettere alla prova il comporto fotografico non saranno tantissime, ma quando necessario può aiutarvi a portare a casa fotografie più che discreti, almeno in condizioni di buona luminosità. Meno entusiasmanti infatti gli scatti al buio dove la Modalità Notte non eguaglia assolutamente quanto visto sugli smartphone di fascia alta del brand coreano.

Ovviamente non manca una fotocamera frontale, in questo caso da 8 megapixel. La qualità? Più che sufficiente per le videochiamate.

Ha senso un tablet nel 2019?

Samsung Galaxy Tab S6 recensione utilizzo

A questo punto l’avrete capito: Samsung Galaxy Tab S6 mi è piaciuto, ma non ho ancora risposto alla domanda iniziale. Insomma, funziona bene ma cosa me ne faccio esattamente?

Dal punto di vista dell’intrattenimento potete fare davvero qualsiasi cosa: godervi un po’ di musica, guardare un film, rimettervi in pari con le vostre serie TV preferite e leggere un buon libro. Spazio naturalmente anche ai videogiochi ma ricordatevi di tenere in considerazione le dimensioni di questo tablet. Io, ad esempio, ho provato Call of Duty Mobile e, lo confesso, l’esperienza visiva è stata molto più soddisfacente rispetto a quella su smartphone. Il problema è che i controlli che su un terminale più compatto risultano comodi ed intuitivi, qui diventano un po’ meno confortevoli. Il mio consiglio? Se il gaming è qualcosa a cui tenete parecchio, acquistate un controller Bluetooth.

Galaxy Tab S6 si districa bene anche nel mondo del lavoro: leggere le email, navigare su Internet, gestire gli appuntamenti e compilare documenti è un gioco da ragazzi. Avete poi il grande plus della S Pen che vi permette non solo di prendere appunti alla vecchia maniera ma anche di firmare ogni genere di documento direttamente dal tablet.

Può sostituire un PC? In realtà dipende molto da ciò che fate abitualmente. Io, ad esempio, ho sentito la mancanza del mio portatile. Sì, ho scritto qualche articolo, mandato email e passato il tempo in aereo, ma non ho potuto utilizzare i programmi Adobe a cui mi affido normalmente, ho faticato a comprimere le foto per poterle caricare su WordPress e il multitasking, per quanto possibile, non è quello a cui ci ha abituato Windows 10.

Parte dei problemi potrebbe essere risolta con la Book Cover Keyboard, che dovrebbe arrivare sul mercato nelle prossime settimane. Un’integrazione però non esattamente economica visto che il prezzo consigliato al pubblico è di 179,90 euro. 

Quindi, tornando a noi, ha senso un tablet nel 2019? La risposta, secondo me, è sì. Attenzione però a capire bene quali sono le vostre esigenze prima di effettuare l’acquisto perché non tutti i dispositivi sono uguali e sottostimare o sovrastimare le proprie necessità è più semplice di quanto immaginiate.

Samsung Galaxy Tab S6 recensione: comprarlo oppure no?

Samsung Galaxy Tab S6 recensione pro e contro

Ora che abbiamo stabilito che sì, i tablet continuano ad essere un buon investimento, dobbiamo definire il pubblico di questo Galaxy Tab S6.

Partiamo da un importante presupposto: non è per tutti. 829 euro per la versione da 128 GB non sono pochi ma sono indubbiamente giustificati dalla qualità del prodotto. Attenzione però a non prenderlo solo per guardare un bel film. Per quello potete rivolgervi al fratello minore, Galaxy Tab S5e. Samsung Galaxy Tab S6 invece è più adatto ad uno studente che lo usa per studiare e prendere appunti senza avere l’ingombro di un PC, ma anche ad un lavoratore che non vuole portarsi sempre appresso il notebook.

Ricordatevi poi che il vero vantaggio rispetto agli altri modelli è la S Pen. Se scrivete molto, se amate il disegno, se il vostro lavoro prevede la continua firma di documenti, se dovete fare schizzi per un progetto, allora sicuramente Galaxy Tab S6 fa al caso vostro.

Samsung Galaxy Tab S6

  • Ottima qualità costruttiva
  • S Pen davvero soddisfacente
  • Potenza da vendere
  • Autonomia promossa
  • Niente jack per le cuffie
  • One UI da ottimizzare per i tablet
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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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