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Sekiro: Shadows Die Twice, la nostra prova alla Gamescom

Ci siamo avventurati nel decadente mondo di Sekiro per scoprirne tutti i segreti.

Dopo Devil May Cry V, un altro titolo che attendevamo tantissimo di provare in questa Gamescom 2018 era Sekiro: Shadows Die Twice, gioco creato da From Software in collaborazione con Activision. La presentazione all’E3 ha sorpreso tutti, infatti molti pensavano a un Bloodborne 2 o a un ritorno della saga storica di Tenchu, mentre la verità è una nuova IP che unisce aspetti di entrambi i titoli appena citati.

La nostra prova è durata una mezz’ora, durante la quale abbiamo potuto analizzare per bene il combat system e alcune particolari caratteristiche del gioco. Iniziamo subito col dire che Sekiro è un action puro: non ci saranno livelli, statistiche, equipaggiamento di potenza scalabile da trovare in forzieri (almeno non nella demo provata) e tanti altri aspetti tipici degli action RPG e dunque anche dei vecchi Dark Souls. From Software decide di osare con questo gioco e prova a creare qualcosa di nuovo, mantenendo però un collegamento con le radici delle sue produzioni. All’interno del titolo non mancherà infatti un sistema di falò, qui sostituiti da alcune statue che fungono da checkpoint. Se utilizzate, ripristineranno la nostra salute e l’equivalente delle fiaschette Estus in nostro possesso, ma allo stesso tempo faranno tornare tutti i nemici sconfitti nell’area.

Bloodborne incontra Tenchu

Sekiro Stealth From Software

Il sistema di combattimento è brutale e difficile come ci si aspettava dai creatori del genere souls-like: il nostro personaggio sarà armato solo di una katana, supportata dal braccio meccanico dotato di diverse armi. Nella demo da noi provata eravamo in possesso di shuriken, utili per infastidire i nemici e togliere poco danno, di un’ascia, in grado di spezzare le difese nemiche, e di un lanciafiamme a corta distanza, capace di prendere in contropiede gli avversari e bruciarli; inoltre, se attaccheremo con la spada mentre la nube di fuoco è nell’aria, la nostra lama farà danno elementale per alcuni secondi.

Il combattimento in sé rimane impegnativo e appagante e i nemici non andranno mai sottovalutati, pena una morte prematura. La differenza con i titoli precedenti di From Software sta nella maggior dinamicità di Sekiro e nella fondamentale “barra della parata”, aggiunta che rende unico il sistema di combattimento. Nel gioco infatti non avremo la barra della stamina e potremo attaccare e schivare senza limiti, il problema sarà che i nostri avversari faranno un ottimo uso delle skill difensive e per aver ragione di loro dovremo spezzare la loro guardia colpendoli ripetutamente, stando sempre attenti al loro contrattacco, oppure colpendoli in momenti precisi delle loro animazioni. Riempita la suddetta barra, potremo compiere un’esecuzione che ucciderà istantaneamente i nemici minori, mentre ferirà quelli più forti togliendo loro una barra di vita.
Bisogna stare attenti perché anche il nostro personaggio resterà stordito se la sua barra della parata verrà riempita, se invece riusciremo a parare con il giusto tempismo potremo interrompere la sequenza di attacco avversaria e contrattaccare. Come si evince, il combat system è basato tutto su scontri all’arma bianca dai ritmi molto serrati, che sembrano voler simulare nel modo più fedele possibile gli epici scontri fra samurai.

Gli scontri corpo a corpo, però, non saranno l’unico mezzo con cui potremo eliminare le corrotte creature del mondo di gioco ispirato al Giappone feudale. La mobilità in Sekiro è molto ampliata, il nostro personaggio potrà saltare sui tetti degli edifici o attaccarsi alle sporgenze con un rampino. In questo titolo l’elemento verticale è molto più importante nell’esplorazione dei livelli. Potendo aggirare i nemici in questo modo, saremo in grado anche di ucciderli istantaneamente, se riusciremo a prenderli alla sprovvista.

Le meccaniche stealth ci consentiranno di muoverci silenziosi come ninja per eliminare gli avversari senza che se ne accorgano, risparmiandoci di rischiare la pelle in troppi scontri diretti. Queste meccaniche prevedono anche un sistema d’individuazione, dove i nemici allarmati avranno un indicatore giallo sulle loro teste e saranno più guardinghi, mentre una volta che ci avranno scoperti l’indicatore diventerà rosso e verremo attaccati. In un’area abbiamo persino dovuto avanzare nascondendoci fra arbusti sporgenti ed erba alta per evitare di essere mangiati da un serpente gigante.

Boss Fight senza esclusione di colpi

Sekiro Monaco corrotto

La demo si è conclusa quando abbiamo trovato il boss di fine livello, un monaco corrotto armato di Naginata. Questo scontro ha messo ancor più in risalto tutte le caratteristiche del combat system elencate prima; il nemico ci ha attaccato con pattern vari e diversificati e ci ha fatto un enorme danno per ogni colpo non parato. Il boss era dotato di tre barre d’energia e avevamo due modi per eliminarlo: nel modo classico, ossia colpendolo il più possibile, o riempiendo per tre volte la sua barra della parata per togliergli una barra d’energia a ogni esecuzione.

L’unione fra stealth e combattimento corpo a corpo funziona bene e fornisce a Sekiro un sistema nuovo e unico, molto profondo e sfaccettato. Il sistema della morte è poi il fiore all’occhiello, infatti questa prova ci ha fatto capire il motivo per cui il gioco è sottotitolato “Shadows Die Twice”: una volta morti potremo resuscitare istantaneamente, ma solo per una volta e con metà barra della vita. Se moriremo subito ritorneremo all’ultimo punto di checkpoint, mentre se riusciremo a sopravvivere e a uccidere qualche nemico potremo invece ricaricare l’abilità di resurrezione del nostro personaggio.

Anche il level design si è dimostrato ottimo in questa demo, con zone molto diverse tra loro che offrivano tante possibilità di movimento in orizzontale e verticale, mentre la direzione artistica è sempre ad alti livelli, stavolta rendendo bene il contrasto fra i paesaggi naturali del Giappone feudale e i personaggi corrotti e decadenti che andremo a incontrare. L’unica pecca è un comparto visivo sottotono, infatti graficamente Sekiro non fa urlare al miracolo, anzi, forse Bloodborne era addirittura superiore a livello tecnico.

La nostra mezz’ora di gioco ci ha fatto venire ancora più voglia di sviscerare tutti i misteri del nuovo titolo di From Software: le premesse, da quel che abbiamo visto, sono ottime e già da questa demo possiamo dire che il combat system non deluderà i fan storici della software house. Non ci resta dunque che attendere il 22 marzo 2019, data in cui Sekiro: Shadows Die Twice uscirà.

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Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).
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