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Shooting Brake, non chiamatele Station Wagon: cosa sono e perchè si chiamano così | Auto for Dummies

Molti tipi di carrozzerie e generalmente tipi di auto hanno nomi molto chiari e facili da comprendere. Familiare, sportiva, scoperta. Ci sono però alcune auto poco diffuse, con carrozzerie particolari e affascinanti, che compongono il caleidoscopio del mondo dell’auto, come le Shooting Brake. Un tipo di automobile con una storia affascinante, prima scomparso e ora ritornato in auge nei listini. Un’automobile che ispira con un nome intrigante e delle linee che uniscono la praticità e la sportività. Benvenuti ad Auto For Dummies, la rubrica che vi fa conoscere il mondo dell’auto in maniera semplice. Oggi ci occupiamo delle sportive… pratiche, le shooting brake. Pronti?

Shooting Brake, un nome che viene da lontano

Iniziamo subito dal nome, davvero particolare: shooting brake. Com’è chiaro fin da subito, si tratta di un termine anglosassone. È infatti nato in Inghilterra intorno al 1890, quando l’auto era ancora un progetto pioneristico e Karl Benz cercava di perfezionare la sua autonomobile.

Lo Shooting Brake quindi non definiva un’auto, bensì una carrozza. A quel tempo erano già diffuse le carrozze di tipo Brake, che altro non erano che enormi e pesantissime zavorre. Queste servivano a calmare i cavalli più impetuosi e veloci, nel tentativo di renderli più mansueti tramite l’enorme peso. Da qui quindi il termine Brake, che in inglese significa appunto “freno”, dal verbo break, “rompere”: rompere la velocità del cavallo. Da qui brake poi è passato a definire anche i freni, e proprio per lo stesso motivo, poichè “rompono” la velocità di un mezzo a motore. Il nome Brake poi divenne così diffuso che andò a sostituire il più antico e poco raffinato “wagon”, carrozza, nel dizionario comune.

Shooting Brake 1890

Abbiamo quindi capito da dove arriva Brake, il nuovo nome delle carrozze. Ma Shooting? Anche questo termine nacque in Inghilterra, dove da secoli si pratica molto la caccia. Come oggi i cacciatori acquistano SUV capaci di raggiungere i percorsi sterrati dove trovare i migliori animali, anche alla fine dell’800 serviva una carrozza compatta, capace di arrivare anche sulle strade più anguste. Dovevano però essere anche capienti, in modo da trasportare diverse armi, trappole, ma anche munizioni, viveri e le eventuali prede catturate. In poco tempo nacquero le Shooting Brake, ovvero carrozze dedicate allo “shooting”, alla caccia. Carrozze dotate di molto spazio interno, tanti vani dove riporre le proprie armi e estremamente versatili.

Che cos’è una Shooting Brake?

E come per moltissimi nomi di carrozze tramutatisi in nomi di auto, come berlina, coupé, cabriolet e così via, anche la carrozza Shooting Brake andò a definire un tipo di auto pratica e spaziosa. Le prime brochure di vendita di un’auto con questa carrozzeria dei primi del ‘900 definivano così le caratteristiche delle prime Shooting Brake. “Offre sedili per 8 persone e al conducente, e possono essere trasportati anche quattro fucili, una grande quantità di cartucce, cesti con le provviste e un buon “premio”.

Shooting Brake Rolls Royce

Visto che le automobili erano un bene per i più ricchi, nei primi decenni di automobilismo c’era una grande fetta della clientela appassionata di caccia, per cui queste auto così spaziose e pratiche erano un tipo di automobili molto di moda. Con l’abbassamento dei prezzi e l’allargamento della clientela, si potrebbe pensare che un tipo di auto così nobile sarebbe caduto subito in disuso. In realtà, le shooting brake conobbero una incredibile popolarità tra le famiglie, che ne apprezzavano la quantità di spazio a disposizione. E infatti, dagli anni ’30 cominciò a diffondersi un nuovo nome per le shooting brake, “Estate car”, che ancora oggi definisce nel Regno Unito le automobili familiari, le station wagon. Questo deriva dagli “estate”, ovvero dalle tenute di campagna, dove le famiglie si recavano in villeggiatura o per i weekend.

In poco tempo, visto che sempre più famiglie e meno cacciatori compravano queste auto spaziose e pratiche, il nome Shooting brake cadde in disuso, sostituito da Estate, o Station Wagon, ancora oggi usato anche in Italia. Questa linea temporale è confermata anche dal termine francese che definisce le familiari ancora adesso: “break”, derivato proprio da Shooting Brake, ma “francesizzato”.

La seconda vita delle Shooting Brake, l’unione tra coupè e wagon

Il termine Shooting Brake non venne più usato per definire le automobili familiari, ma dopo qualche decennio di assenza, tra gli anni ’50 e ’60 tornò in auge per definire un tipo di automobile tutto nuovo. Niente più auto per la famiglia, ma un nuovo tipo di auto totalmente differente, più sportivo e affascinante.

Di solito infatti le station wagon sono auto con linee e prestazioni molto tranquille, senza sportività o guizzi particolari. Auto come la FIAT 1100 Familiare, la Morris Minor Traveller e altre Station Wagon del tempo, erano carine ed eleganti, ma di certo non sportive. In Inghilterra poi la passione per la caccia non era mai sopita, e la voglia di andare a caccia con un’auto dall’estetica e dalle prestazioni sportive era tanta da parte di tanti clienti. Perciò diverse carrozzerie indipendenti cominciarono a realizzare le nuove Shooting Brake, con la tipologia per cui sono famose ancora oggi. Una delle più famose “convertite” è la Aston Martin DB5 Shooting Brake, realizzata dalla carrozzeria Radford in una manciata di esemplari: semplicemente spettacolare.

Shooting brake Aston Martin DB5

Automobili che nascono come coupè, ma che adottano una linea posteriore da station wagon, creando l’unione di estetica, sportività e praticità. La definizione più giusta e più condivisa di Shooting Brake è infatti “automobile che unisce coupè e station wagon”, o “station wagon con due sole porte”. Questa tipologia di auto ebbe un grandissimo successo tra gli anni ’60 e ’70, con diverse creazioni di carrozzieri indipendenti o di Case automobilistiche che sono rimaste nella storia.

5 tra le shooting brake più belle e memorabili di quegli anni

Abbiamo scelto 5 shooting brake da farvi conoscere per comprendere questo mondo. Essendo un modello molto in voga nel Regno Unito, diverse di queste auto vengono proprio dall’Inghilterra o da Paesi del Nord, e quindi alcune di queste auto non sono proprio di dominio pubblico.

Shooting Brake Jensen Interceptor

Non possiamo che partire da una delle Shooting Brake più famose di tutte, la mitica Jensen Interceptor. Realizzata dalla piccola Casa inglese Jensen, la Interceptor era un vero e proprio Frankestein di competenze che arrivavano da tutto il mondo. La splendida linea della carrozzeria era realizzata dall’italiana Touring Superleggera, il telaio, l’handling e l’assemblaggio erano inglesi, mentre i motori erano degli enormi V8 americani Chrysler Big Block da 5.9 a 7.3 litri.

Shooting Brake Jensen Interceptor laterale

Il risultato fu un’auto che nel 1966 offriva 254 CV, superava i 215 km/h, un’estetica spettacolare, con il posteriore “a boccia di pesce” con il lunotto enorme in vetro e che offriva tantissima praticità. La Interceptor fu anche la prima automobile non fuoristrada ad avere la trazione integrale, con la versione FF, lanciata sempre nel 1966. Prodotta fino al 1976, è rinata recentemente, nel 2010, e pochi esemplari all’anno vengono prodotti dotati di clima, aria condizionata e un motore da oltre 400 CV.

Shooting Brake reliant scimitar

Contemporaneamente alla potentissima Jensen, in Inghilterra si produceva anche un’altra shooting brake più piccola, la Reliant Scimitar GTE. La Reliant è una Casa inglese famosa per aver prodotto quel “meraviglioso” scatolotto di vetroresina e sole tre ruote che è la Robin. Famosa per la comparsa in diverse puntate di Mr. Bean in forma di furgone blu sempre maltrattato dal nostro Bean ma soprattutto per la tendenza a ribaltarsi facilmente, vendette moltissimo ma fu anche la rovina di Reliant, che con la Robin perse molta della credibilità raggiunta con la Scimitar.

Shooting Brake reliant scimitar frontale

Questa era una Coupè mossa da un motore V6 di origine Ford, con una linea muscolosa e molto apprezata in patria. Il vero boom lo fece però la versione GTE: dietro alle portiere trovava posto un tetto allungato, che si concludeva in fondo con un portellone posteriore. Lanciata nel 1968, era la prima Coupè-Wagon ad ottenere grandi numeri di vendite, e con lei il nome Shooting Brake tornò nel gergo comune.

Shooting Brake Volvo 1800 ES

Per la prossima Shooting Brake viaggiamo in Svezia, per conoscere la Volvo 1800ES. Volvo, oggi come nel 1972, era una Casa responsabile e matura, produttrice di alcune tra le migliori berline e familiari del mondo. In gamma all’epoca però aveva anche una sportiva, anzi una gran turismo veloce, confortevole e bellissima, la P1800. Nata nel 1961, la P1800 univa l’affidabilità e la qualità costruttiva delle altre Volvo con una guida sportiva e una linea davvero inconfondibile, e nel 1972 a Goteborg lanciarono la 1800ES.

Volvo 1800 ES

Basata interamente sulla base della coupè lanciata già 11 anni prima, la 1800ES sfoggiava un posteriore lungo e una coda morbida e sinuosa. Per accedere al vano bagagli, poi, si doveva aprire il lunotto in vetro: un dettaglio che è rimasto in altri modelli Volvo, come la C30 e la 480. La 1800ES è stata prodotta per soli due anni, ma in quel poco tempo ha segnato una svolta nelle Case europee, che da lì cominciarono a pensare anche loro a questo tipo di auto.

Shooting Brake Lancia Beta HPE

Come ad esempio Lancia, che nel 1975 lanciò la prima Shooting Brake italiana, la Beta HPE. Abbiamo già parlato di Beta HPE nella puntata dedicata alle Hot Hatch anni ’70: lì potete trovare qualcosa in più sull’esperienza di guida. Beta HPE, acronimo che sta per High Performance Estate, Familiare ad Alte Prestazioni, era un’auto modernissima e diversa da ogni altra sul mercato italiano. Univa infatti uno stile molto anglosassone con l’eleganza e la sportività sommessa tipica di Lancia.

Shooting Brake Lancia HPE

La sua linea posteriore inconfondibile, con il lunotto a veneziana, i fari piccoli e il lunotto inclinato convinsero tantissimi clienti, conquistati dall’unione tra sportività e praticità. Beta HPE offriva infatti un vano di carico molto ampio, 4 posti comodi e una praticità sconosciuta a qualsiasi Giulia GT, 124 Coupè o 2002 Tii. Alla guida poi era precisa, comoda ma molto veloce e divertente, grazie ai motori capaci dai 100 ai 150 CV. Prodotta dal 1975 al 1984, la HPE è una delle auto più coraggiose di Lancia, all’epoca già in orbita FIAT, e che sfortunatamente non ha mai avuto un’erede.

Shooting Brake BMW Z3 Coupè

Per 15 anni non si sono più viste shooting brake, fino all’arrivo della BMW Z3 Coupè nel 1999. Un’auto che quando uscì fece a dir poco discutere per via delle sue linee. Il cofano lunghissimo ripreso dalla scoperta Z3 di base e l’abitacolo piccolo piccolo e appollaiato sulle ruote posteriori la rendevano molto particolare. I più cattivi dicevano che fosse “uguale alle scarpe di un Clown”, mentre i suoi fan adoravano queste proporzioni così classiche. Basata sulla coeva Z3 spider, Z3 Coupé dal punto di vista commerciale fu un mezzo flop. Ne furono vendute poche, sia perchè l’estetica era da “odi et amo”, sia per il prezzo, altissimo.

Shooting Brake BMW Z3 Coupè M

Del resto, Z3 Coupè era disponibile solo con i motori 6 cilindri più potenti, il 2.8 da 193 CV, il 3.0 da 231 o la indemoniata Z3 M da 321 CV. Il passo cortissimo e la potenza importante la rendeva davvero impegnativa da guidare, sfruttabile solo da manici esperti. La praticità era però ottima, grazie al portellone posteriore ampio e al vano di carico da oltre 400 litri, e la vista posteriore, con i passaruota così bombati e il posteriore raccolto, la rendono unica. BMW ha continuato a proporre una Shooting Brake anche con la successiva Z4. La Z4 Coupè, non meno particolare e bella dal punto di vista estetico, venne prodotta dal 2006 al 2008, offrendo anche stavolta solo motori 6 cilindri in linea da oltre 250 CV, emozioni e praticità.

Le Shooting Brake di oggi: station wagon con un tocco di stile in più

La Z4 Coupè è stata l’ultima a potersi definire in questo modo per diversi anni, fino all’arrivo sul mercato della Ferrari FF. Nel 2013 infatti Ferrari sostituì la sua Gran Turismo V12, la 612 Scaglietti, con un’auto totalmente diversa. Dotata di due porte e portellone posteriore, offriva 4 posti, un bagagliaio spazioso e un motore da oltre 600 CV, ma soprattutto la trazione integrale, la prima Ferrari a farlo.

Shooting Brake Ferrari FF

Anche la successiva GTC4 Lusso ha seguito la stessa impostazione, carrozzeria coupé-familiare e motore V12. Insieme a queste auto, delle vere Shooting Brake, sono nate delle altre shooting brake, molto differenti dal canonico significato del termine. Dal 2004 infatti, anno di nascita della Mercedes-Benz CLS, sono nate le cosiddette Coupè a 4 porte. Automobili con linee da coupé sportiva, ma con 4 porte, 4 posti comodi e una praticità simile alle classiche berline. Dopo CLS, sono nate altre coupé a quattro porte, ed oggi in listino ce ne sono diverse, come la Porsche Panamera, la BMW Serie 4 Gran Coupè, la Peugeot 508 e la piccola Mercedes CLA. Tutto molto bene finora, ma nel 2012 qualcosa è cambiato.

Shooting Brake Mercedes CLS

Mercedes lanciò la versione familiare della CLS di seconda generazione. Non poteva chiamarla CLS SW, e doveva differenziarla dalla Classe E Wagon, simile per dimensioni, prezzo e anche base meccanica. Come fare? La Stella a quel punto ha riesumato il termine Shooting Brake, e nacque così la CLS Shooting Brake. Questa è quindi una Wagon con 5 porte, abbandonando quindi le 2 porte tipiche delle altre wagon sportive, ma essendo derivata da una coupé a 4 porte si è meritata questo nome. Da CLS, tutte le Wagon con linea del tetto discendente e sportiva sono definite Shooting Brake, rivoluzionando la tradizione.

Mercedes-Benz CLA Shooting Brake

Da quel momento, diverse Case produttrici di berline-coupé hanno lanciato la propria Shooting Brake. La stessa Mercedes ha lanciato la versione familiare della CLA, che ha ottenuto tantissimo successo. La stessa Porsche definisce la Panamera Sport Turismo e la nuova Taycan Cross Turismo in questo modo, e l’ultima in ordine temporale ad essere lanciata è stata la Volkswagen Arteon, che da quest’anno sfoggerà anche un’inedita variante chiamata proprio Shooting Brake. Oltre alle Case produttrici, diverse carrozzerie hanno ricominciato a produrre Shooting Brake in tiratura limitatissima. Come ad esempio la copertina di oggi, l’incredibile Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake. Un’auto dall’estetica incredibile, e prodotta in soli 99 esemplari nel 2017.

Quali altri tipi di carrozzerie vorreste analizzare?

Nonostante sia un nome e un tipo di carrozzeria sempre più usato, nominato e gettonato, non tutti conoscono il significato di Shooting Brake. Un’automobile nata da lontano, lontanissimo, con origini nobili e sportive, che cerca di offrire oggi un connubio tra praticità, spazio e sportività. Per oggi il nostro viaggio nel mondo dell’auto finisce qui. Ora la palla passa a voi: quale altro tipo di carrozzeria vi piacerebbe che analizzassimo? Fatecelo sapere nei commenti e sui nostri canali social! Noi ci vediamo venerdì prossimo con una nuova puntata di Auto for Dummies. Ciaoo!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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