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Lo smart working riduce le emissioni di CO2 e fa bene all’ambiente

CO2 a picco e l'ambiente ringrazia: i benefici dello smart working

Lo smart working ha un chiaro impatto positivo sull’ambiente, secondo lo studio firmato Carbon Trust e commissionato da Vodafone Institute. E’ stata calcolata la quantità di emissioni di CO2 risparmiate grazie al lavoro in remoto, e stiamo parlando di più di mille tonnellate in un anno solo per la sede di Milano di Vodafone Italia.

Carbon Trust è una società senza scopo di lucro fondata nel 2001 con lo scopo di aiutare le organizzazioni a ridurre l’impatto sull’ambiente del proprio operato. Su commissione di Vodafone Institute, ha svolto un interessante studio riguardante l’impatto ambientale dello smart working. Diventato realtà per moltissime persone in seguito alla pandemia, il lavoro da casa o in generale da remoto ha giovato non poco all’ambiente.

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Le emissioni evitabili con lo smart working

La sola sede di Milano di Vodafone Italia in un anno ha risparmiato più di 1000 tonnellate di CO2 in un anno. Tramite un impiego più massiccio dello smart working, l’Italia potrebbe risparmiare fino a 8,7 megatonnellate di CO2 equivalente in un anno.

Se questa cifra non dovesse dirvi niente, sappiate che corrisponde alla produzione di CO2 di 60 milioni di voli da Londra a Berlino. Tale dato è fornito dallo studio Homeworking, condotto in Italia e in altri 4 Paesi Europei.

Le parole di Andie Stephens

Andie Stephens, Associate Director Carbon Trust, ha dichiarato:

“Il rapporto mostra che mentre il lavoro da casa offre un grande potenziale per il risparmio di carbonio, è importante comprendere le sfumature regionali e i modelli di lavoro e identificare le inefficienze che aumentano i consumi al fine di creare scenari di risparmio effettivi. Per realizzare pienamente i benefici ambientali a lungo termine di un aumento dei modelli di lavoro ibridi in futuro, dobbiamo assicurarci di adottare approcci diversi anche fuori casa. In caso contrario, gli uffici che operano a piena domanda di energia pur essendo occupati solo a metà o i sistemi di trasporto che non sono in grado di rispondere all’evoluzione della domanda potrebbero portare a un aumento complessivo delle emissioni di Co2 equivalente”.

Source
Comunicato Stampa

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