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Cultura

Storia dei giochi da tavolo dall’Antico Egitto a oggi

Come si sono evoluti nel corso della storia i giochi da tavolo? In quali categorie si possono suddividere e quali sono i più amati?

Qual è la storia dei giochi da tavolo, immortale e sfaccettato passatempo a cui chiunque di noi ha giocato (e giocherà) in tutte le età della vita?

Prima di ripercorrerla, diamo una definizione di gioco da tavolo. E scopriamo quante categorie può comprendere.

Cosa sono i giochi da tavolo

Si chiamano giochi da tavolo tutti i giochi che richiedono una ben definita superficie di gioco. La quale è di solito contenuta all’interno della confezione del gioco stesso e va, appunto, posata sul tavolo o su altra area piana.

La superficie è detta tabellone o plancia in assenza di nomi specifici per alcuni giochi (due esempi classici: la scacchiera e la damiera).

Altro elemento pressoché imprescindibile è costituito dai pezzi o segnalini (sempre in assenza di termini caratterizzanti un determinato gioco), che vanno collocati sulla superficie di gioco e su di essa si muovono.

Le tipologie dei giochi da tavolo

Dalla definizione potete già immaginare quale enorme vastità di passatempi rientrano nei giochi da tavolo. Cercando di organizzarli in una sommaria classificazione (solo una delle tante possibili) potremmo pensare a sette categorie.

Nella prima sono compresi tutti i giochi di carte o comunque con le carte. Troviamo poi i giochi di percorso (dal mitico gioco dell’oca a Monopoly, per intenderci) e quelli di posizionamento, la cui dinamica è incentrata appunto sul posizionamento delle pedine sul tabellone.

Altra categoria è quella dei wargame (come ad esempio Risiko). Il cui opposto è in un certo senso rappresentato dai party games: semplici, divertenti e perfetti per il dopocena (Taboo e Dixit sono tra i più famosi).

Chiudono l’elenco i giochi alla tedesca (quelli caratterizzati dalla breve durata e dagli elementi strategici, come Carcassonne) e all’americana (di simulazione e dalla lunga durata, come per esempio Talisman o Rising sun).

Superfluo aggiungere che spesso un gioco da tavolo può appartenere a più di una categoria.

gioco da tavolo

Storia dei giochi da tavolo: le origini

La storia dei giochi da tavolo è antichissima. La prima testimonianza risale addirittura a un periodo compreso tra i ventotto e i trentadue secoli prima di Cristo. Si tratta del gioco egizio Senet, una sorta di antenato del backgammon, per la prima volta raffigurato in un dipinto nella tomba di Merknera.

Negli anni Venti del Novecento, nelle tombe reali di Ur (databili tra il 2400 e il 2600 avanti Cristo) sono stati trovati i primi giochi, tra cui il cosiddetto Gioco reale di Ur.

Tuttavia c’è chi fa iniziare la storia dei giochi da tavolo con i dati, la cui terra d’origine è l’asia. Ne conosciamo di rudimentali databili al 4000 avanti Cristo.

Dall’antichità al Novecento

L’umanità ha da sempre giocato, e una puntuale cronistoria dei giochi da tavolo via via nuovi che hanno appassionato donne e uomini renderebbe questo articolo di una lunghezza chilometrica. In estrema sintesi, e prima di avvicinarsi all’età contemporanea, possiamo fissare alcune date chiave.

Nel quindicesimo secolo a.C., sul tetto del tempio egizio di Kurna sono stati incisi diversi giochi da tavolo.

I primi due riferimenti letterari a un gioco da tavolo sono di Marco Terenzio Varrone, nel primo secolo a.C., e soprattutto di Ovidio. Il quale, tra l’1 a.C. e l’8 d.C., nella sua Ars amatoria cita il Ludus duodecim scriptorum, del tutto simile al backgammon e diffusissimo nella Roma antica.

Impossibile non citare la nascita degli scacchi, che hanno origine nel sesto secolo in India. Tuttavia, le regole attuali verranno fissate solo nel quindicesimo secolo in Italia e in Spagna. Un secolo dopo toccherà a un altro classico intramontabile: il gioco dell’oca.

storia dei giochi da tavolo

La storia dei giochi da tavolo: il Novecento

È nel secolo scorso, con la produzione su scala industriale, che il gioco da tavolo diventa il passatempo preferito del ceto medio.

Il Novecento si apre con l’allora celeberrimo The Landlord’s Game che, brevettato nel 1904, è stato riveduto e ha dato vita a svariati giochi simili. Tra cui, udite udite, il Monopoly (che in Italia si chiamerà Monopoli sino al 2009) nel 1935.

Nel 1938 uscirà Scrabble (in Italia noto come Scarabeo), nel 1948 sarà la volta di un altro classico, Cluedo, mentre nel decennio successivo toccherà a RisiKo! (1957).

Se il gioco di carte UNO è del 1971, negli anni Ottanta del secolo scorso a spopolare sono i Fantasy: citiamo solo Talisman (1983) ed HeroQuest (1989).

In questi ultimi anni sono stati elaborati diversi giochi nuovi, avvincenti e pluripremiati (come Dixit, con tutte le sue espansioni), mentre classici come Monopoly e UNO sono stati rivisitati in tutte le salse.

Non mancano i giochi da tavolo di più stringente attualità: tra di loro, non è difficile individuare in Pandemic quello più richiesto da quando imperversa il Coronavirus.

giochi da tavolo

I più amati di sempre

Dopo una carrellata sulla storia dei giochi da tavolo, è doveroso chiudere con una breve lista dei più amati. La Rete pullula delle più disparate classifiche, ciascuna basata evidentemente sui gusti individuali di chi l’ha stilata.

Per attenerci a una certa oggettività, non possiamo che affidarci ai numeri, e dirvi quali sono i cinque giochi da tavolo più venduti di sempre.

Al quinto posto c’è lo Scrabble, con più di 150 milioni di copie vendute. Quarto il Monopoly: oltre 250 milioni le copie vendute e più di 800 milioni i giocatori.

Hasbro Gaming Cluedo Gioco in Scatola, Versione 2020 in...
  • Il classico gioco di crimine e mistero - sei sospetti, un numero incalcolabile di combinazioni, ma una sola risposta
  • Risolvi il mistero della casa - spostati da una stanza all'altra e scopri chi è stato
  • Gioca la tua carta, detective - indaga, organizza trabocchetti, accusa e vinci

Il terzo posto del backgammon è composto dai 100 milioni di copie vendute a cui va sommata l’infinità di copie a cui si è giocato sin dall’antichità e che sono sfuggite al conteggio.

Ragionamento analogo per la dama, a cui va la medaglia d’argento. Vincono a mani basse gli eterni scacchi, mai fuori moda, che del gioco possiedono tutto al massimo grado: fascino senza tempo, regole tutto sommato semplici e possibilità di essere usati con soddisfazione dal più modesto dilettante al campione assoluto, che fa della pratica scacchistica non solo un mestiere ma pure una filosofia di vita.

Perché, come ci insegnano i bambini, un gioco è bello quando lo si prende con la massima serietà.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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