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Virtual Regatta: un team italiano nella finale Olimpica

Complice la situazione pandemica, gli e-sport hanno guadagnato una notevole notorietà. Il successo di questo fenomeno ha portato alla creazione di speciali Olimpiadi dedicate. E nella finale di Virtual Regatta, simulazione di navigazione, c’è anche un team tutto italiano.

Virtual Regatta: la finale Olimpica è prevista a fine mese

Il crescente fenomeno degli eSport sta ormai allargando sempre di più il proprio bacino di fan e appassionati. I valori sportivi sembrano ormai essersi spostati dai campi di calcio alle piattaforme virtuali. Non è una sorpresa, infatti, che siano nate le Olimpiadi degli e-sport, le cui finali sono previste per il 23 giugno. Una delle discipline più competitive è sicuramente l’eSailing, il cui gioco dedicato è Virtual Regatta. Tra i finalisti compare anche un italiano: Filippo Lanfranchi, del team MCES. Filippo, già campione dei campionati del mondo di eSailing a Bermuda nel 2019, si è qualificato tra i 20 top games del mondo nella classe Laser. Il team MCES è costituito da una realtà multinazionale atta ad integrare gli sport canonici con gli eSport. L’azienda ha anche un braccio tutto italiano, MCES Italia, il cui CEO è Pierfrancesco Iazeolla, esperto di business e marketing sportivo.

Giochi virtuali con valori sportivi reali

La situazione pandemica, con lockdown, chiusure di palestre e centri sportivi, ha aumentato esponenzialmente il fenomeno degli eSport. Il Comitato Olimpico non è restato a guardare, introducendo i Virtual Games: le Olimpiadi dedicate ai gamer. Secondo Cross Border Growth gli sport virtuali interessano 2,7 miliardi di giocatori nel mondo e valgono 175 miliardi dollari. In Italia il fenomeno interessa principalmente le donne, con un’età che difficilmente supera i 30 anni. Ce lo spiega Tommaso Maria Ricci, direttore di MCES Italia, che ha dichiarato quanto segue:

“Nel nostro paese più del 40% della fanbase eSportiva è composta da donne e il pubblico è giovanissimo, con quasi il 60% di Under 30. Grazie a questa rivoluzione tutti possono essere sportivi: il digitale è strutturalmente democratico. Nel mondo degli eSports un atleta con una disabilità motoria può essere bravo quanto un agonista con anni di esperienza sui campi. Gli eSports sconfiggono, senza combattere, il body shaming negli spogliatoi e possono consentire a tanti ragazzi di avvicinarsi all’esperienza dello sport con tutto quello che ne consegue in termini di valori, educazione e formazione. La nostra formula integra appieno lo sport sui campi fisici con le ultime frontiere del digitale, per un approccio integrato a 360 gradi”

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