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Women20: al via oggi a Roma il G20 delle donne

Sarà una tre giorni di dibattiti internazionali che ruotano attorno al tema della parità di genere

Il Women20 inizia oggi a Roma, e si concluderà giovedì 15.

Sarà una tre giorni di incontri internazionali in cui si discuterà di lavoro e imprenditorialità femminile, di opportunità create dallo sviluppo digitale, ruoli decisionali, stereotipi e violenze.

Con un denominatore comune che fungerà da bussola dell’intero summit: la parità di genere.

Lo spiega bene la presidente di Women20, Linda Laura Sabbadini, statistica italiana. E prima in Europa ad aver utilizzato le statistiche per studi di genere. Linda Laura Sabbadini ha detto che durante Women20 verrà tracciata “la roadpam per l’uguaglianza”.

Scopriamo qualcosa in più sull’evento che da oggi e per tre giorni si terrà nella nostra capitale.

Cos’è Women20

Diciamo subito che Women20, con una definizione che forse non piacerebbe troppo alle dirette interessate, viene anche indicato come “il G20 delle donne”, a sottolinearne l’importanza.

E proprio durante un G20, quello del 2014 in Australia, è nato Women20 (W20 in sigla). Il suo obiettivo, ambizioso e prezioso, è quello di ridurre del 25% il divario occupazionale di genere entro il 2025. E più in generale quello di affrontare, e ridurre, tutte le differenze di genere.

La prima riunione del W20 è avvenuta nell’ottobre del 2015 a Istanbul, sotto la presidenza turca del G20. Dal 2016 si è proseguito sotto le presidenze del G20 di Cina, Germania, Argentina, Giappone e Arabia Saudita.

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Il Women20 targato Italia

Anche quest’anno il Women20 è organizzato nella capitale della nazione che ospita il G20.

Tocca infatti a Roma, il prossimo ottobre, accogliere i capi di Stato e di governo di 19 Paesi, a cui si aggiungono i rappresentanti dell’Unione europea: si tratta di un insieme di Stati che rappresenta l’85% del Pil mondiale.

E sempre a Roma, da oggi a giovedì 15, prende il via per l’ottava volta il Women20. Tre mesi prima del G20, questo summit istituisce un ideale dialogo col forum internazionale che si svolgerà il prossimo ottobre.

Gli ambiti d’azione di Women20

Gli argomenti trattati dal Women20 in partenza oggi si divideranno in cinque aree, come campeggia sul sito ufficiale della manifestazione.

Per quanto riguarda il lavoro, la spinta è quella di ridurre il divario occupazionale e retributivo.

Altro tema, legato al precedente: dare nuovi impulsi all’imprenditoria femminile.

C’è poi l’accesso al digitale. Le donne sono sottorappresentate nell’industria tecnologica, dove i ruoli apicali sono riservati agli uomini nel 79% dei casi.

Fondamentale argomento è la violenza di genere, che Women20 definisce come una “pandemia mondiale”, ricordando un dato raggelante: una donna su tre subisce una qualche forma di violenza durante la propria vita.

Infine, l’ambiente. Considerato non solo dal punto di vista delle minacce che derivano dal cambiamento climatico. Ma anche come opportunità per nuove occupazioni, soprattutto per le donne.

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Le parole di Linda Laura Sabbadini

Linda Laura Sabbadini, presidente di questa edizione di Women20, spiega che al summit “saranno presenti scienziate, economiste, donne che lottano per i diritti della propria terra, una rappresentanza ampia per rimettere le donne al centro del cambiamento”.

La Sabbadini ricorda poi l’impatto del Covid. Se la pandemia ha avuto un effetto devastante per chiunque, ha inoltre contribuito ad aggravare le differenze di genere. Una nota dell’Onu ci dice che “le donne sono il 24% più vulnerabili nel perdere il lavoro e nel subire cali più marcati del reddito. Il divario retributivo di genere, già elevato, si è ampliato, anche nel settore sanitario”.

La strada è ancora lunga. I numeri parlano di una partecipazione delle donne in ruoli di prestigio di circa un quarto rispetto al totale. Solo il 26% dei seggi parlamentari in tutto il mondo, ad esempio, è coperto da donne. E si sale di appena un punto, dal 26 al 27%, se consideriamo la percentuale di donne manager.

La Sabbadini traccia dunque la strada di Women20: “La parità, l’empowerment femminile sono degli obiettivi strategici di fondo, l’interazione tra la politica e la società civile è centrale per raggiungerli. Abbiamo l’opportunità di realizzare il pieno potenziale delle donne. Non solo aumenterà la crescita sostenibile, ma sarà anche un imperativo per l’esistenza di società creative e inclusive, sostenute da una cittadinanza attiva. L’uguaglianza è una grande sfida che si può vincere”.

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La dichiarazione di Mario Draghi

In occasione dell’incontro dello scorso 6 luglio per G20 Empower (forum per la promozione della rappresentanza delle donne nell’economia) il premier Mario Draghi ha detto tra l’altro: “Siamo ancora lontani dal raggiungere una reale parità di genere. Governi e imprese devono lavorare insieme per superare queste disparità: i primi rafforzando i servizi per l’infanzia, le imprese trovando il modo di adattare i propri luoghi di lavoro alle esigenze delle madri lavoratrici.

Dobbiamo pretendere più informazioni da parte delle aziende sul divario salariale di genere. Le aziende dovrebbero garantire che sia preselezionato per le candidature un numero sufficiente di donne qualificate. I governi possono fare di più per aumentare il numero di donne nella scienza e nei settori correlati in rapida crescita. Le decisioni che assumiamo oggi determinano come la nostra società evolverà in futuro. Sta a noi dare potere ad una nuova generazione di donne e costruire un mondo migliore e più equo.”

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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