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Storia, mito (e dolori) di Flash Player

Il 31 dicembre del 2020 abbiamo dato l’addio ad Adobe Flash Player. Ripercorriamone la storia

Il 31 dicembre scorso, quando Adobe ha bloccato per sempre Flash Player, si potrebbe dire che sia finita un’epoca.

Nei suoi ventiquattro anni di onorato servizio, il mitico software per creare animazioni vettoriali è passato sotto le dita di noi tutti. Difficile infatti pensare a qualcuno che, a prescindere dal suo grado di alfabetizzazione informatica, non si sia mai imbattuto in un sito web o in un gioco elettronico prodotto con Flash Player.

Ripercorriamo dunque la storia del software di casa Adobe, partendo… dal fondo.

Adobe Flash Player bloccato per sempre: le tre date

Tre sono le date cardine che dichiarano la fine del software. La prima è il luglio del 2017, quando (con sorprendente anticipo) Adobe annuncia che Adobe Flash Player sarebbe stato bloccato per sempre. La seconda data coincide con lo stop al supporto per il software e ai relativi aggiornamenti, ed era il 31 dicembre 2020.

C’è poi una terza data, forse meno facilmente memorizzabile ma decisiva. È infatti da quel momento Flash Player è diventato a tutti gli effetti inattivo: stiamo parlando del 12 gennaio 2021.

I motivi della chiusura

La software house statunitense Adobe ha ritenuto opportuno dare l’addio al software essenzialmente per due motivi. Il primo riguarda il cospicuo utilizzo di risorse hardware richiesto da alcune animazioni, e l’altro (su cui torneremo) tocca il tema dei rischi per la sicurezza di chi lo utilizza, sotto forma di malware o di violazione della privacy.

Per capire meglio le funzionalità del software, e il perché Adobe Flash Player sia stato bloccato per sempre, vale la pena di ripercorrerne brevemente la storia.

adobe flash player bloccato

La nascita di Adobe Flash Player

Il progetto Flash Player prende il via nel 1993 grazie alla società FutureWave Software. L’antenato del mitico software si chiamava SmartSketch e veniva utilizzato per il disegno vettoriale dai computer che adottavano il sistema operativo PenPoint.

Solo nel 1996, una volta rilevato da Macromedia, il progetto prende il nome di Flash, e diventa una componente essenziale del Web di quegli anni.

Il passaggio ad Adobe e l’inizio del declino

Alla fine del 2005, nel suo periodo di maggior successo, Flash Player viene acquistato da Adobe per circa 3,4 miliardi di dollari. Ma proprio da allora il software comincia a mostrare i suoi anni: programmi più leggeri e sicuri stavano nel frattempo facendo la loro comparsa sul mercato.

Html5 e WebGL, ad esempio, poco per volta hanno scalzato Flash Player dal ruolo di leader della produzione di contenuti multimediali come video, animazioni o giochi.

Nel 2015 solo il 6% dei siti Internet richiedeva Flash per la visualizzazione dei video.

Apple contro Flash Player

Nel 2007 anche Apple contribuisce alla lenta fine di Flash Player: il primo iPhone non supporta Flash, e in una nota è lo stesso Steve Jobs a elencare i sei motivi della rinuncia al software di casa Adobe, dichiarandolo “inadeguato” a ogni “interfaccia touch”. L’elenco è implacabile: vengono citati puntualmente tutti i più vistosi limiti del prodotto.

adobe flash player

Flash Player: cosa non andava

In effetti, Adobe Flash Player è stato sfruttato per anni da un numero impressionante di utenti, potremmo dire, nonostante tutto.

E quel nonostante tutto comprende almeno tre aspetti. La sicurezza, intanto, come avevamo già segnalato tempo fa: ogni nuova versione correva ad arginare almeno in parte i problemi di vulnerabilità della privacy. Questo perché, per semplificare al massimo, Flash inseriva nell’hard disk dell’utente file simili a cookies, difficilmente intercettabili dai più comuni software anti-malware.

Seconda questione, il peso non piccolo dei programmi che giravano in Flash. La cui conseguenza era la scarsa stabilità della navigazione e il blocco delle pagine web.

Ultimo aspetto, l’usabilità. Molte funzionalità dei programmi in Flash erano precluse o limitate, e alcuni comandi rispondevano in modo anomalo. Per esempio, i pulsanti “avanti” e “indietro” del browser, se cliccati, non facevano atterrare sulla pagina successiva o precedente del sito in cui ci si trovava, ma alla successiva o precedente secondo la cronologia delle visite.

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Adobe Flash Player, nonostante tutto

Per quanto obsoleto e insicuro, Adobe Flash Player prima di essere bloccato ha animato un’infinità di siti. E ha prodotto uno stuolo di fedelissimi fan.

Per questo l’Internet Archive, immensa biblioteca virtuale non profit che dal 1996 intende salvaguardare le risorse del web (e non solo), ha creato una libreria riservata a Flash.

Nella sezione si possono trovare migliaia di animazioni e giochi che hanno fatto la storia della Rete.

Per rendere possibile il recupero è stato utilizzato Ruffle, un emulatore di Flash ancora in fase di sviluppo. Con un limite: Ruffle non è compatibile con la maggior parte dei programmi in Flash creati dopo il 2013.

E così, come ogni oggetto di culto che si rispetti, anche Adobe Flash Player resiste (almeno in parte) a ogni tentativo di imitazione.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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