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Apple: lo smart working continua (almeno) fino al 2022

Anche perché 4 americani su 10 sono disposti a cambiare lavoro per lavorare da casa

Apple rimanda la riapertura dei suoi uffici al 2022, continuando con lo smart working per assicurarsi di poterlo fare nella massima sicurezza. Ma l’impossibilità di continuare il lavoro da remoto potrebbe spingere alcuni lavoratori a lasciare Cupertino. Infatti un recente studio mostra come 4 lavoratori USA su 10 siano disposti a cambiare lavoro pur di mantenere lo smart working.

4 lavoratori USA su 10 disposti a cambiare lavoro per lo smart working

Uno studio recente dell’Università di Chicago evidenzia come il 40% degli americani sarebbe disposto a cambiare occupazione pur di mantenere il vantaggio del lavoro flessibile. La possibilità di lavorare anche da casa offre un vantaggio economico che va ben oltre al semplice risparmio del costo del tragitto verso l’ufficio. Il risparmio di tempo, la possibilità di seguire i figli se sono a casa da scuola oppure semplicemente la comodità di restare nelle mura domestiche vale la ricerca di un altro lavoro per queste persone.

Secondo l’università americana, molti di questi lavoratori migrerebbero verso startup che offrono per vocazione maggiore flessibilità lavorativa. Questa percentuale alta conferma lo studio di Apple di luglio, che evidenzia come il 36% dei propri dipendenti lascerebbe Cupertino per lo smart working. Addirittura il 90% non apprezzava la proposta di lavoro ibrido come era stata formulata.

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Se moltissime aziende di varie dimensioni stanno contrattando con i lavoratori un bilanciamento dello smart working, le grandi della tecnologia sembrano più caute. Facebook e Amazon vogliono tornare a lavorare in sede ma non spingono in questo momento. Google vuole lasciare aperta la possibilità dello smart working ma ha di recente proposto un taglio di stipendio per chi sfrutta questa possibilità. Apple si trova nella strana situazione di aver costruito un campus futuristico che però resta semivuoto da un anno e mezzo.

Una situazione resa ancora più complicata dal prezzo astronomico degli affitti nella Silicon Valley, che i lavoratori potrebbero evitare di pagare se lavorassero qualche chilometro più lontano e in smart working. Ma le risorse umane di Apple puntano al rientro, previo vaccino per tutti i dipendenti.

Nei prossimi mesi, dovranno decidere del futuro dello smart working a Cupertino. Ma per il momento, si concentrano tutti sul lancio di iPhone 13.

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Source
Corriere della Sera

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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