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Come vanno le diverse Immuni d’Europa?

Le app di tracing sono presenti in gran parte del Vecchio Continente, ma quali sono i risultati?

Da settimane ormai l’Italia ha conosciuto l’applicazione Immuni, dedicata al contact tracing per contenere il contagio da COVID-19. Non si tratta però dell’unico caso europeo, anzi. Selectra, web company dedicata alla connettività, ha analizzato le diverse proposte del Vecchio Continente, per valutare la situazione attuale.

L’applicazione Immuni e le sorelle europee

applicazione-immuni-europa-selectraCi sono diverse proposte in tanti Paesi del nostro continente. Dalla Spagna alla Germania, passando per Austria, Francia, Portogallo e Irlanda, in tantissimi hanno sviluppato la propria app di contact tracing. Nonostante le differenze tra ciascuna, il concetto alla base è lo stesso: tracciare tutti i contatti a ritroso di chi è risultato positivo al virus, soprattutto quelli incontrati per caso.

Cambia quindi il budget, il periodo di lancio, il nome e spesso il tasso di penetrazione, ma il principio è simile. Tramite il Bluetooth tali applicazioni si scambiano segnali criptati quando si incrociano due device, senza necessità di condividere dati personali dei proprietari. Si tratta di stringhe randomizzate, che non si possono ricondurre a persone specifiche, né vengono comunicati a nessuno. Tramite questi si può quindi risalire a tutti i contatti della persona, creando una mappa dei possibili contagiati.

Nonostante le somiglianze però, la reazione del pubblico è stata molto diversa nei diversi Paesi. Il caso più clamoroso è quello di NHS COVID-19, lanciata dal Regno Unito solo pochi giorni fa e già arrivata a 12,5 milioni di download. A caratterizzarla, la presenza di funzioni utili aggiuntive, come la valutazione del livello di rischio di una determinata zona, un counter per la quarantena, la prenotazione di un tampone gratuito e l’accesso agli eventuali risultati. Ancora più recente è Coronalert, arrivata solo il 30 settembre e già scaricata dal 5% dei belgi.

In Spagna l’applicazione per il contact tracing è arrivata ufficialmente solo il 15 settembre ma ha accelerato rapidamente, raggiungendo risultati simili a quelli di Immuni. Tuttavia il pubblico non sembra apprezzare, con molte recensioni negative sugli Store. La distribuzione sarà inoltre aiutata dalla presenza dell’app tra quelle incluse di base nei sistemi operativi Apple e Android.

Alti e bassi in giro per l’Europa

Anche in Portogallo in poche settimane l’applicazione di contact tracing ha raggiunto i livelli di Immuni o quasi, ma non si tratta del dato più alto. L’irlandese COVID Tracker ad esempio ha il record di penetrazione con già il 26% delle popolazione che l’ha scaricata. Questo nonostante raccolga (su base volontaria, è bene sottolinearlo) anche dati personali come sesso, età e indirizzo IP. Ottima anche Corona-Warn-App in Germania, con un tasso di penetrazione del 22% e una media di recensioni di 4,4 stelle su 5.

Non eccezionali invece i risultati austriaci, con solo un milione di download nonostante sia stata tra le prime ad arrivare sugli store. Ancora peggio la situazione francese, con l’app StopCovid scaricata solamente dal 3,5% della popolazione, con una grande diffidenza del pubblico condivisa anche dalle élite politiche.

Un problema che sarà necessario superare al più presto è quello della compatibilità tra le diverse app. I servizi non comunicano infatti fra loro e questo comporta la necessità di scaricare il software locale in caso di viaggi all’estero.

E voi, avete scaricato Immuni? Controllate che sia attivo? Se volete esserne certi potete consultare questa pratica guida realizzata da Selectra.

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Team di redazione

L'account della redazione di Tech Princess e Tech Business.

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