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Assassin's Creed Valhalla recensione

La recensione di Assassin’s Creed Valhalla. La brutalità dei vichinghi
Storia, brutalità e mistero si uniscono nella nuova avventura di Ubisoft che ci porta nel cuore della cultura norrena


Assassin’s Creed Valhalla recensione

Un po’ pirati. Un po’ guerrieri. Un po’ uomini d’onore. Sono questi i vichinghi di Assassin’s Creed Valhalla, l’ultimo videogioco di Ubisoft, uscito il 10 novembre su PC e console di nuova e vecchia generazione. L’ultima fatica del publisher francese ci aveva già ammaliato a suon di trailer ma ora ne abbiamo la certezza: è davvero un titolo imperdibile, seppur imperfetto. 

L’opera di Ubisoft infatti ci ha regalato un po’ di disappunto. I bug, i rallentamenti e gli occasionali crash su PlayStation 4 ci hanno messo un po’ i bastoni fra le ruote ma alla fine è riuscito a farsi perdonare. Come? Ne parliamo in questa recensione.

Più storia, meno Assassini

Assassin's Creed Valhalla recensioneVe li ricordate i primi Assassin’s Creed? Erano quelli di Altair ed Ezio, quelli delle crociate, dei Papi, dei Borgia e dei grandi personaggi del ‘400. Quelli di Montereggioni, Castel Sant’Angelo e della Basilica di Santa Maria Novella.
Erano quelli che ci catapultavano direttamente nella storia. Non una qualunque. La nostra. Quella del Bel Paese, quella che si studia tra i banchi di scuola.
I primi capitoli della serie erano quindi legati a qualcosa di noto, famigliare, fosse anche solo per i celeberrimi edifici che costellano ancora oggi le nostre città.

Poi qualcosa è cambiato. Assassin’s Creed ha via via perso lo spirito iniziale fino a trasformare completamente l’approccio dei giocatori. La capacità di mimetizzarsi, di agire nell’ombra, di entrare in edifici inaccessibili è finita in secondo piano, così come il credo che aveva guidato le gesta di Altair e di Ezio Auditore da Firenze. La cerchia degli assassini è diventata più scenario che protagonista, trasformandosi in un blando collante che cerca di tenere ancora uniti tra di loro i vecchi capitoli. E lo capiamo. In fondo sarebbe stato difficile proseguire oltre senza scivolare nella banalità. E capiamo anche quanto possa essere comodo utilizzare un brand – Assassin’s Creed – che continua ad avere un grande appeal sui giocatori.
Insomma, non possiamo, in tutta onesta, condannare Ubisoft.
Al contrario, dobbiamo riconoscere al publisher francese un inaspettato ruolo didattico.
Perché sì, forse gli Assassini non sono più gli stessi e il Credo non è più quello di una volta, ma la storia, beh, quella si è arricchita ed allargata a dismisura.

Negli ultimi 6 anni la software house europea ci ha raccontato la Guerra dei Sette Anni, la Rivoluzione Francese e quella Industriale, l’Egitto tolemaico e la Guerra del Peloponneso. Il tutto fornendo una prospettiva personale e allo stesso tempo generale che, a nostro avviso, rappresenta un nuovo approccio all’istruzione. Il nuovo Assassin’s Creed è quasi uno strumento scolastico, capace di unire conoscenza e intrattenimento in modo assolutamente unico. E lo fa anche questa volta. I vichinghi di Ubisoft ci teletrasportano in un luogo e in un tempo di cui probabilmente sappiamo ancora molto poco e lo fanno, come sempre, partendo da una sola persona, un solo guerriero: Eivor.

Storia di un clan

Assassin's Creed Valhalla recensione trama
Tra le attività che potete svolgere in-game ci sono anche gare di bevute, di poesia e giochi dell’epoca

Eivor non ha sesso. Almeno all’inizio del gioco. Dopo aver vissuto il giorno peggiore della sua vita sarete chiamati a decidere il suo genere. Scegliete in totale serenità perché non inciderà in alcun modo sull’evolversi degli eventi.
Ma quali eventi?
Eivor appartiene al clan vichingo del corvo e vive tra i fiordi norvegesi. Una serie di nuove alleanze e accordi tra i regni la spingeranno però ad allontanarsi dalla sua terra, trasferendosi con il fratello Sigurd in Inghilterra.
Divisa in quattro regni, l’isola britannica è terreno di scontri tra i sassoni e i cosiddetti danesi, ossia i vichinghi.

Il vostro compito? In realtà ne avrete parecchi. Dovrete infatti creare un nuovo insediamento per tutti i membri del clan che vi hanno seguito in Inghilterra ma anche stringere alleanze, combattere guerre, detronizzare re ed incoronarne altri. A tutto questo poi si aggiungono i compiti che vi verranno affidati da Basim e Hytham, due membri della confraternita degli Assassini.

Vi sembra tutto molto impegnativo? Lo è. Questa volta infatti non sarete da soli ma dovrete prendervi cura del vostro villaggio, aiutare i suoi abitanti, costruire negozi e nel frattempo trucidare brutalmente i vostri nemici. Tutto questo vi aiuterà a calarvi nei panni di Eivor e ad immergervi nell’Inghilterra del IX secolo.

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  • Stile di combattimenti viscerale – stringi in ciascuna mano un'arma diversa, che sia un'ascia, una spada o uno scudo,...
  • Un mondo aperto medievale – naviga dagli scoscesi e misteriosi fiordi della norvegia fino agli incantevoli ma...

Assassin’s Creed Valhalla recensione: fascino ed inquietudine

Assassin's Creed Valhalla recensione ambientazioneA questo punto diventa impossibile non parlare dell’ambientazione di Assassin’s Creed Valhalla. Come anticipato, Ubisoft ha svolto un lavoro di ricerca eccellente per offrire ai giocatori una ricostruzione dettagliata di ogni luogo, uso e costume dell’epoca. Niente è lasciato al caso, nemmeno il modo di esprimersi dei personaggi che – ve lo confessiamo – risulta molto più elaborato e convincente nella versione originale piuttosto che in quella doppiata in italiano.

Il vostro viaggio nelle terre del nord vi consentirà di ammirare rovine romane, castelli rudimentali, piccoli insediamenti e grandi città. Non mancano poi aree rurali, caverne da esplorare (e in cui perdersi) e persino zone maledette da bonificare.

La varietà di ambientazioni vi lascerà davvero a bocca aperta e vi terrà impegnati per decine di ore, dilettando al contempo i vostri occhi.  La direzione artistica infatti ha portato sul mercato l’Assassin’s Creed più spettacolare di sempre, con scorci davvero suggestivi che lasciano rapidamente il passo ad ambienti tetri e ansiogeni. Tutto ovviamente curato nei minimi dettagli ed arricchito da giochi di luce che riescono a convincere persino sulla vecchia generazione, priva dell’ormai noto ray tracing. Una nota di merito va anche a flussi e specchi d’acqua, curatissimi e ben studiati per aggiungere realismo tanto allo scenario inglese quanto a quello norvegese.

Ubisoft però non ha riservato il massimo dell’attenzione solo ai grandi panorami. I protagonisti sono davvero ben studiati, ricchi di dettagli che vanno dai pori della pelle di Eivor alla possibilità di contare le ciglia. Peccano invece le capigliature: un po’ troppo statiche e grezze rispetto a tutto il resto.

Nel complesso comunque il lavoro svolto dall’azienda d’oltralpe vi lascerà di stucco.

La brutalità dei vichinghi

Assassin's Creed Valhalla recensioneAssassin’s Creed non meriterebbe questo nome se non ci fosse qualche decesso lungo la strada. Dimenticate però le eleganti uccisioni di Ezio: i vichinghi sono brutali. Gli scontri sono sanguinosi, violenti e sorprendentemente ricchi di mutilazioni. Vedrete teste volare e arti cadere, ma anche avversari trafitti dalle loro stesse armi in scene che poco hanno da invidiare al buon Tarantino.

A farvi compagnia in questo bagno di sangue saranno arco e frecce, un’arma primaria e lo scudo per parare i colpi degli avversari. La strategia da utilizzare è quella che abbiamo ormai imparato a conoscere negli ultimi episodi: si colpisce duro e si schiva molto. Anche ai livelli di difficoltà più bassi sarà vitale imparare ad eludere gli avversari, spostarsi rapidamente o usare lo scudo per bloccare tempestivamente gli attacchi peggiori, così da destabilizzare i nemici ed esporli ai vostri attacchi.
Dovrete poi imparare a sfruttare le mosse speciali che non guadagnerete salendo di livello ma che dovrete trovare esplorando l’ambiente. La mappa di gioco infatti include anche i libri della conoscenza, da cui dovrete apprendere tecniche nuove che possono tornarvi particolarmente utili in battaglia. Non aspettatevi però qualcosa di magico o sovrannaturale: sono tutte mosse legate in primis all’uso della forza bruta e delle vostre abilità fisiche. Da qui il loro legame con la barra dell’Adrenalina, che potrete riempire nel corso degli scontri o tramite speciali funghi sparsi nei diversi ambienti di gioco.

Eivor potrà inoltre contare su un solido equipaggiamento, che potrete potenziare trovando le giuste risorse e persino qualche runa che ne aumenti l’efficacia. Ritroviamo poi l’albero delle abilità che in Assassin’s Creed Valhalla risulta davvero ricco e stratificato, così da definire con precisione lo stile di combattimento della vostra eroina (o del vostro eroe).

Non è perfetto

Assassin's Creed Valhalla recensione bugNon è tutto oro però quel che luccica. Qualche pecca qua e là l’abbiamo trovata. Partiamo proprio dal sistema di combattimento che abbiamo trovato magistrale nella gestione degli scontri 1 vs 1 ma che perde qualcosina quando i nemici iniziano ad essere parecchi. A rendere difficili le battaglie ci pensa anche la lenta risposta dei comandi. Non sempre, sia chiaro, ma vi capiterà di tentare una parata e vedere Eivor che non muove un muscolo, soprattutto se lo fate pochi secondi dopo un attacco. Nel dubbio il gioco privilegia sempre il comando legato all’arma principale rispetto alla parata e questo vi espone a qualche ferita di troppo.

Le battaglie caotiche, che normalmente sono Assalti ad avamposti avversari o Razzie nei monasteri, incidono anche sulla fluidità del gioco, con qualche lag occasionale che potrebbe decidere l’esito della battaglia. La situazione però è migliorata rispetto ai giorni precedenti il lancio quindi confidiamo in qualche aggiornamento software definitivo. Rimane poi da considerare la piattaforma di gioco: su PC, PlayStation 5 o Xbox Series X|S le prestazioni potrebbero essere migliori.

Qualche piccolo problema infine l’abbiamo rilevato nei movimenti. Eivor tende ad arrampicarsi su tutto, anche quando non volete, a non centrare piccole botole quando cercate di calarvi al piano inferiore o ad essere troppo irruenta nella distruzione di elementi che sono ad un passo da lei, mancando di fatto l’obiettivo.

In generale quindi Assassin’s Creed avrebbe avuto bisogno di un po’ più di pulizia generale, che avrebbero reso l’esperienza di gioco ancora più coinvolgente.

Assassin’s Creed Valhalla recensione: acquistarlo oppure no?

Assassin’s Creed Valhalla è un po’ come Odyssey: bellissimo ma molto lontano dalla saga originale. Le meccaniche stealth si sono assottigliate per lasciare spazio a combattimenti corpo a corpo più impegnativi e forse più scenografici. In fondo, è quello che avevano chiesto gli utenti ed è difficile incolpare Ubisoft di questo.

Messi da parte i ricordi quindi abbiamo tra le mani un prodotto che ha qualcosa da insegnare sul fronte storico, che riesce a stupire con i suoi panorami mozzafiato, che ci immerge nella cultura norrena e ci travolge con la brutalità degli scontri e delle occasionali torture. Alla storia di Eivor poi si aggiunge quella di una vecchia conoscenza: Layla Hassan. Chi è? Si tratta della persona che utilizza l’Animus, la macchina che consente di rivivere il passato usando sequenze di DNA. Agli albori toccava a Desmond, oggi a Layla, alle prese non solo con i misteri del IX secolo ma anche con quelli contemporanei. Non vogliamo però svelarvi altro. Sappiate solo che la Terra è in pericolo e Layla dovrà risolvere questo ostico problema.

Tornando a noi: a Valhalla non manca praticamente nulla se non la già citata pulizia generale. Non possiamo quindi che consigliarvi di assaporare personalmente la nuova avventura di Ubisoft. Non ve ne pentirete.

Assassin's Creed Valhalla

Pro Pros Icon
  • Accuratezza storica
  • Ambientazione immersiva
  • Storia avvincente
  • Mosse e abilità speciali
Contro Cons Icon
  • Non è più un vero Assassin's Creed
  • Qualche bug e rallentamento
  • Movimenti migliorabili

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
                   










 
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