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Bang & Olufsen fa sentire la sua voce alla Biennale di Venezia

Alla 58esima Biennale d'Arte di Venezia, Bang & Olufsen presenta un prodotto di design, ma che ha allo stesso tempo un'utilità pratica

Bang & Olufsen non ha sicuramente bisogno di presentazioni: azienda danese di rinomanza internazionale per tutto ciò che riguarda audio e video in alta definizione e, soprattutto, qualità. Presente alla Biennale d’Arte di Venezia, Bang & Olufsen ha presentato un nuovo prodotto di design, ma non solo.

Design, ma anche funzionalità concreta

beoplayA9-fronteBang & Olufsen è senza dubbio nota per essere leader nella produzione di sistemi di diffusione audio e video di effettiva qualità tangibile, unita ad un particolare gusto per il design.

E proprio questa sua predisposizione ha fatto sì che trovasse posto di diritto alla 58esima Biennale d’Arte di Venezia presentando in data 8 maggio 2019 il nuovo Beoplay A9 (2019) l’ultima versione dello speaker iconico creato nel 2012.

Installato nell’ambito della mostra di Carpenters Workshop Gallery dal titolo Dysfunctional, il Beoplay A9 (2019) fa bella mostra di sé come oggetto di arredo che si inserisce in maniera elegante nell’ambiente circostante, ma che sa anche mostrare i muscoli quando si tratta di fare il proprio lavoro: diffondere musica.

Caratteristiche principali e prezzo non per tutti

È dotato di una superficie touch e la regolazione del volume avviene semplicemente sfiorandolo; tramite un tap è poi possibile fermare o avviare la musica oppure passare alla traccia successiva.

beoplayA9-bianco

Dal punto di vista costruttivo è composto, ovviamente, da uno speaker e da 3 piedini in legno che permettono all’altoparlante di essere posizionato ovunque nel proprio appartamento.

C’è però anche la possibilità di rimuoverli affinché lo speaker si possa appendere al muro.

Come sempre, però, la qualità si paga e Bang & Olufsen non fa sconti a nessuno quando si tratta di prodotti di qualità.

Il Beoplay A9 è disponibile a partire da 2.500€ in due colorazioni, bianco e nero.

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Matteo Bonanni

Musicista di professione e malato di tecnologia per indole, mischio sempre musica e tecnologia senza soluzione di continuità perché mi piace circondarmi di cianfrusaglie tecnologiche mentre faccio tutto il resto!
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