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Videogiochi

Big Time: nel 2022 arriverà il primo gioco basato sugli NFT

Gli asset crittografici potranno essere utilizzati per gli acquisti in game

Big Time Studios, una software house di recente costituzione composta da veterani dell’industria videoludica, è attualmente al lavoro su un nuovo titolo chiamato Big Time. Questo videogioco sarà un action RPG in arrivo in early access il prossimo anno con una peculiarità interessante: giocando si potranno ottenere degli NFT, ovvero oggetti digitali con un valore monetario nel mondo “reale”.

Big Time: il gioco di ruolo basato sugli NFT

Stando a quanto dichiarato da Ari Meilich, il CEO dello studio, Big Time avrà in inizio in una scuola alla “fine dei tempi” gestita da Albert Einstein, a partire dalla quale i giocatori potranno iniziare ad esplorare varie epoche storiche tramite una macchina del tempo.

Il gameplay di Big Time dovrebbe essere fortemente ispirato alla saga di God of War, unito a degli elementi cooperativi presi di peso da giochi come League of Legends o Diablo. Fino a sei giocatori, infatti, potranno partecipare alle varie spedizioni a spasso nel tempo, tra dungeon procedurali e hub di gioco dove sarà possibile scambiare il bottino ottenuto.

Trovandoci davanti ad un MMO abbastanza tradizionale, così come lo hanno descritto i ragazzi del team di sviluppo, non sorprende la presenza di elementi cosmetici acquistabili in game, ma è proprio qui che arriva l’elemento di novità. Questi contenuti cosmetici saranno acquistabili tramite NFT (Non Fungible Token), degli asset crittografici ottenibili tramite le battaglie che affronteremo nel gioco.

Big Time NFT

L’obbiettivo di Big Time Studios insomma è quello di portare gli NFT al grande pubblico, anche a tutti coloro che non hanno nessuna conoscenza della tecnologia di blockchain. L’idea sembra piacere molto agli investitori, dato che lo studio è stato in grado di accumulare ben 21 milioni di dollari sin dal momento della sua presentazione.

Meilich ha specificato che la software house non lancerà la propria criptovaluta, in modo tale evitare conflitti di interessi, spiegando anche il motivo dietro questa scelta, definita da lui stesso anti pay to win: “In molti videogiochi online, vediamo che elementi cosmetici e skin sono ciò che realmente condiziona l’economia di gioco. Se aggiungi una reale scarsità di questi oggetti e l’abilità di scambiarli, penso che verrebbe soltanto buttata benzina sulla compulsione all’acquisto di più oggetti e al collezionismo. Per questo motivo abbiamo deciso sin da subito di non lavorare su un gioco con qualche tipo di componente pay-to-win e includesse solo oggetti puramente cosmetici”.

NFT: di cosa si tratta?

Come abbiamo spiegato prima, gli NFT sono asset crittografici che, come avrete intuito, possono essere utilizzati per effettuare pagamenti. Ciò che differenzia gli NFT dalle altre criptovalute è una caratteristica tanto semplice quanto importante: non sono replicabili in alcun modo.

In certo senso ci troviamo di fronte a degli oggetti digitali da collezione, che aumentano di valore in modo indipendente gli uni dagli altri. Gli NFT però condividono con le criptovalute la tecnologia blockchain, la quale contiene una serie di metadati atti a garantire l’autenticità e la proprietà dell’asset da parte di un singolo individuo.

Come potete sicuramente immaginare il punto di forza degli NFT è quello di eliminare del tutto dalle transazioni intermediari di ogni tipo, permettendo ad artisti, o anche comuni cittadini, come accadrà in Big Time, di comprare o vendere una risorsa fisica tramite la sua rappresentazione digitale in sicurezza. Senza contare che, come abbiamo appena visto, questi asset possono generare facilmente nuovi tipi di mercato e forme di investimento.

Nel caso di Big Time Studios, il loro RPG si baserà sul sistema Ethereum, una piattaforma online decentralizzata per la creazione di contratti intelligenti, ovvero basati su clausole e condizioni che funzionano soltanto se queste trovano riscontro sul piano reale.

NFT nel mondo dei videogiochi

Si può dire, in un certo senso, che gli NFT siano nati proprio a partire dal mondo del gaming. Nel 2017 infatti venne pubblicato sulla piattaforma Ethereum Crypto Kitties, titolo in cui si compravano e allevavano gatti digitali la cui proprietà veniva scambiato proprio tramite NFT.

Inutile dire che il successo fu enorme, al punto che alcuni di questi gatti digitali hanno raggiunto un valore superiore ai 150.000 dollari. Notate che questo è successo all’interno di un ecosistema ludico estraneamente di nicchia e per lo più oscuro al pubblico di massa.

Big Time NFT

Ora pensato cosa potrebbe succedere se ad implementare un sistema del genere fosse un videogioco dal valore produttivo paragonabile a quello di un tripla A. I presupposti per avviare un mercato secondario da miliardi di dollari ci sono tutti.

Facciamo un esempio per capire meglio: pensate ad un titolo che prevede ricompense per il completamento di sfide o eventi particolari. Ora immaginate che per quell’evento sia prevista una ricompensa unica sotto forma di NFT per i primi 10 giocatori che la completeranno. Va da sé che quell’NFT potrebbe potenzialmente raggiungere un valore enorme sul mercato.

E questa è soltanto la punta dell’iceberg. Tuttavia per scoprire tutte le possibili applicazioni dei questi asset nel mondo del gaming dovremo aspettare almeno ancora un anno.

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