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Covid-19 challenge unicampus MVA

Più di 500 progetti presentati per la “Covid-19 Challenge”, che unisce università e finanza
Università Campus Bio-Medico di Roma e Marzotto Venture Accelerator continua a credere nell'innovazione


La “Covid-19 Challenge” promossa da Università Campus Bio-Medico di Roma e Marzotto Venture Accelerator ha avuto un successo strepitoso. Sono arrivate più di 500 proposte per rispondere alla chiamata lanciata dal mondo dell’università e da quello della finanza, uniti per affrontare la fase post-emergenziali puntando sull’innovazione. 

Più di 500 proposte per la “Covid-19 Challenge”

Uni Campus e MVA hanno voluto chiamare all’appello lo spirito innovativo di studenti e imprenditori di tutto il mondo, negli ambiti tematici “Life Science” e “Smart Cities and Communities”. 

Sono arrivate oltre 500 proposte alla “Covid-19 Challenge”, così divise per tematiche:

  • Piattaforme e sistemi di tracciamento, monitoraggio e telemedicina (25%).
  • Tecnologie e sistemi di diagnostica e cura (10%).
  • Sistemi e dispositivi di protezione (18%).
  • Piattaforme di smart working e collaboration (12%).
  • Piattaforme e app per attività economiche, e-commerce e logistica (15%).
  • Soluzioni a supporto dei servizi per il cittadino, e-learning, social engagement (20%).

Ora Università Campus Bio-Medico di Roma e Marzotto Venture Accelerator valuteranno le migliori idee e selezioneranno i progetti che riceveranno 5 milioni di euro in servizi e finanziamenti messi a disposizione da MVA. Una ricca dote, che potrebbe salire fino ai 20 milioni di euro grazie alle disponibilità di nuovi soggetti finanziari.

Nasce un distretto per l’Open Innovation

Il sostegno di CISCO, Enel, FSTechnology, Invitalia, TIM e Unicredit, oltre che all’apprezzamento diffuso di molte altre realtà ha spinto Università Campus Bio-Medico di Roma e Marzotto Venture Capital a trasformare la “Covid-19 Challenge” in una piattaforma permanente di Open Innovation in cui dare ancora spazio alle proposte di ricercatori, spin-off, startup e PMI innovative.

Il modello proposto è quello di un Glocal Phygital Innovation District, quindi un distretto locale che sfrutta la globalità. Per mettere insieme Big Corporate, Centri di ricerca e Venture Capital. Per poi sfruttare sia le reti nazionali che globali dell’innovazione.

«L’idea è quella di creare un vero e proprio distretto dell’innovazione aperta specializzato negli ambiti Life Science & Bioeconomy e Smart Cities & Communities», sottolinea Roberto GuidaAmministratore Delegato di Marzotto Venture Accelerator.

La sfida della “Covid-19 Challenge” si è quindi trasformata in un hub in cui continuare ad innovare, mettendo al centro la sostenibilità.


Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.