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Cultura

Deep Web e il caso Silk Road: il lato oscuro di internet

Come ben saprete, all'interno del ricco catalogo di Netflix è possibile trovare le più svariate produzioni, dalle serie TV ai lungometraggi, passando per i documentari. A quest'ultima categoria appartiene Deep Web (2015), docu-film scritto e diretto da Alex Winter, che porterà lo spettatore alla scoperta degli anfratti più bui della rete.

In questi 89 minuti abbiamo avuto modo di approfondire le nostre conoscenze sul cosiddetto "dark web" e sulle relative politiche, il tutto attraverso il racconto del caso più clamoroso della recente storia di internet: Silk Road.

Silk Road: la creatura di Dread Pirate Roberts

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Deep Web racconta il lato oscuro di internet attraverso la storia di Ross Ulbricht, informatico statunitense e creatore del portale e-commerce più celebre del darknet: Silk Road. Come alcuni avranno già intuito, stiamo parlando proprio del fantomatico Dread Pirate Roberts, condannato dalle autorità per aver dato vita all'"Amazon delle droghe".

Tuttavia Silk Road era nato con l'intento di seguire principi decisamente più dignitosi, rendendosi emblema del libertarismo e, più in generale, di tutti coloro che ritenevano internet un luogo dove potersi esprimere apertamente, senza dover tenere conto ad alcun governo o autorità che potesse limitare il libero pensiero. Ed è curioso, dunque, notare come nell'apposita pagina su Netflix il documentario sia stato classificato come "Film di gangster", tra le altre cose. Ma Ross Ulbricht è davvero un criminale?

Secondo la legge americana, sì, al punto da essere condannato – il 29 maggio 2015 – all'ergastolo senza condizionale. Ma quali sono i motivi che hanno condotto all'arresto di Ulbricht? Quali ragioni hanno spinto l'FBI ad accanirsi contro un tranquillo boy scout di Austin? Alex Winter risponde a queste e ad altre domande facendo luce sui più interessanti retroscena del caso di Ulbricht, partendo dalle origini di Silk Road fino ad arrivare ai primi processi del 2015, e cogliendo tale occasione per esplorare il cosiddetto deep web.

Protagonisti di questo racconto, oltre ai già citati Ulbricht e alla stessa FBI, sono i cypherpunk. Parliamo degli attivisti che sostengono l'uso e la diffusione della crittografia informatica, al fine di assicurare ai cittadini della rete la privacy e la sicurezza di ciascun account personale contro i governi e i colossi dell'economia mondiale. Un movimento che trova nel più noto Julian Assange uno dei rappresentati più fieri.

Un'onorevole causa, che tuttavia ha spinto i cypherpunk nel mirino delle autorità, guadagnandosi fastidiosi appellativi, tra cui quello di "criminali informatici". Il documentario presenta dunque un duplice punto di vista e ci offre la possibilità di calarsi nei panni di un ipotetico giudice: fino a che punto si può parlare di crimine?

Bitcoin e Tor: la crittografia al servizio dei libertari

Il problema si presenta nel momento in cui entrano in gioco gli strumenti più emblematici del deep web e, guarda caso, i più utilizzati dai cypherpunk: Bitcoin e Tor.

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La prima, come molti già sapranno di questi tempi, è la moneta elettronica più celebre al mondo, la criptovaluta per antonomasia. Tor è invece un sistema di comunicazione anonima basato su un protocollo di rete noto come onion routing. Questi due strumenti rivestono grande importanza non solo per il deep web, ma anche per lo stesso Silk Road. Il sito e-commerce sfrutta il Bitcoin per i pagamenti dei suoi prodotti di contrabbando, mentre Tor risulta l'unico mezzo con cui poter raggiungere il portale.

In tal modo, sia Tor che Bitcoin sono diventati ben presto sinonimi di criminalità, gettando cattiva luce sulla stessa crittografia. Ad offrirci interessanti spunti di riflessione ed eventuali pareri ci pensano diverse personalità provenienti dal mondo dell'informatica, del giornalismo e non solo. Il più grande contributo è giunto da Andy Greenberg, senior writer per Wired, uno dei massimi esperti per tutto quello che concerne il movimento cypherpunk e gli eventi che hanno segnato la storia del 'web sommerso'.

A Greenberg non dobbiamo soltanto il prezioso materiale con cui possiamo approfondire le conoscenze di questo universo. Il giornalista è stato anche il primo ad intervistare il misterioso amministratore di Silk Road, ovvero tale Dread Pirate Roberts. Non a caso è stato scelto dal regista del documentario come consulting producer, permettendo a Winter di offrire uno sfondo più ampio e dettagliato alle vicende di cronaca che vedono protagonisti Ross Ulbricht e la sua famigerata creazione.

Deep Web: riflettere sulle potenzialità della rete

Il lavoro realizzato da Alex Winter e soci è molto più di un piacevole documentario da guardare durante queste fredde giornate invernali. Deep Web è un lucido affresco della società moderna, una perfetta analisi dei cambiamenti più importanti che stanno alterando tutto ciò che ci circonda, a partire dalla rete.

Il regista non vuole che lo spettatore prenda una posizione, né tantomeno che possa appropriarsi di uno dei pareri espressi dagli esperti intervistati. Winter ci invita a riflettere e ad elaborare delle considerazioni sulle potenzialità della rete, positive e negative che siano. Quell'apparente innocenza che affibbiamo a questo mezzo di comunicazione viene qui smontata, annichilita. È a questo punto che ci viene svelato il vero volto di internet, quello di uno strumento che può essere utilizzato anche per scopi tutt'altro che nobili e che si trasforma nel campo di battaglia in cui si scontrano anarchici e governi.

Deep Web è inoltre il risultato di un eccellente lavoro di regia e di montaggio, con una maniacale attenzione ai singoli dettagli che compongono tanto la storia quanto le immagini attraverso cui osserviamo tali vicende. Particolarmente d'impatto la voce di Keanu Reeves, narratore scelto per questo documentario – dopotutto Reeves aveva già lavorato al fianco di Winter (con quest'ultimo in veste di attore) per Bill e Ted's Excellent Adventure.

Il nostro caloroso consiglio è dunque quello di recuperare quanto prima questa rara opera, senza dubbio uno dei migliori documentari attualmente disponibili nel catalogo di Netflix, ma soprattutto una delle più efficaci spiegazioni del misterioso deep web.

Pasquale Fusco

A metà strada tra un nerd e un geek, appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e hi-tech. Scrivo di questo e molto altro ancora, cercando di dare un senso alla mia laurea in Scienze della Comunicazione e alla mia collezione di Funko Pop.

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