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Cultura

C’è vita dopo il ban su Facebook?

La pagina di Donald Trump è bannata da mesi, ma i suoi sostenitori e detrattori la frequentano ancora abitualmente

L’ex-Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato uno dei primi politici di primo piano a ricevere un ban dai social network. A causa delle sue dichiarazioni incendiarie, che hanno contribuito a dare il via alle rivolte del 6 gennaio scorso a Washington, diverse piattaforme hanno deciso di bloccarne l’attività. Tuttavia, la modalità scelta da Facebook sta avendo delle conseguenze impreviste.

Com’è la pagina Facebook di Donald Trump dopo il ban?

Ci sono infatti differenze nell’approccio scelto dai diversi social network nei confronti dell’ex-Presidente. In generale tutti quelli che sono intervenuti hanno tolto la possibilità ai suoi profili di pubblicare contenuti o commentare, ma la situazione cambia in merito ai post passati. Ad esempio, visitando la pagina Twitter @realDonaldTrump ci si trova davanti a una schermata vuota, con solo la scritta “Account sospeso“. Nessuna foto, nessun post, nessuna possibilità di interagire.

Sul social di Mark Zuckerberg invece la situazione è molto diversa. Il ban di Facebook a Donald Trump si è limitato a impedirgli di pubblicare nuovi contenuti, ma ha lasciato aperta la pagina dell’ex-Presidente. È lì, congelata in attesa di una potenziale riapertura, come una fotografia, scattata in uno dei momenti più traumatici della storia recente americana.

Si possono quindi consultare tutti i post pubblicati dall’ex-Presidente sul social network in questione, ma soprattutto si può ancora interagire con essi, con reazioni o commenti. Ed è proprio in questo modo che l’attività dei sostenitori è proseguita nelle ultime settimane, dopo il ban di Donald Trump da Facebook e diverse altre piattaforme. Confrontando gli ultimi post si può notare un numero sproporzionato di commenti e reazioni per l’ultimo prima della ‘cacciata social’ rispetto agli altri.

Questo perché ancora oggi, a quasi quattro mesi dai fatti di Washington, sono in molti a recarsi sulla pagina e, in cerca di un modo per contattare Donald Trump, scelgono proprio quel post. Al momento ha circa 700.000 commenti, una cifra che continua a crescere. In media i post precedenti si attestavano intorno ai 70.000 e simili rapporti si possono trovare nel numero di reazioni.

Ma cosa scrive la gente sulla pagina?

donald trump ban facebook pagina

Non c’è una risposta netta a questa domanda. In un certo senso, la pagina dell’ex-Presidente è anche una fotografia di quanto fosse stato divisivo prima e durante il proprio incarico. Sotto il post in questione infatti, modificando la visualizzazione per vedere i commenti più recenti, si possono trovare sia messaggi di sostegno che di attacco.

Proprio mentre stavamo scrivendo questo pezzo (a testimonianza di quanto il flusso sia ancora assolutamente attivo), ad esempio, qualcuno ha scritto “Ti amiamo Presidente Trump e ci manchi moltissimo abbiamo bisogno che tu torni a salvare l’America“. Viceversa, solo pochi minuti prima un altro commentatore ha dichiarato: “84 milioni di hater di Trump lo hanno detto forte e chiaro: SEI LICENZIATO. PORTATE QUEL FIGLIO DI P*****A FUORI DI QUI“.

Al di là delle valutazioni politiche però, che lasceremo per un’altra sede, questa situazione si è trasformata in un interessante esperimento sul mondo dei social network. È una condizione unica, che permette di valutare l’impatto del ban da Facebook e da altri social network di una figura di massimo rilievo come quella di Donald Trump. Quanto è possibile rimanere al centro dell’attenzione una volta esclusi dalle principali piattaforme? Quanto proseguirà questo flusso di commenti e reazioni su una pagina ormai inattiva (salvo cambiamenti)?

Sarà interessante scoprirlo nei prossimi mesi, analizzando l’evoluzione di tutto questo. Potremmo imparare moltissimo sul comportamento umano in rapporto ai social network, uno dei fattori più importanti da comprendere per la nostra società.

Source
LATimes

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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