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eSIM: cosa sono e come funzionano


eSIM. È un termine che probabilmente avrete iniziato a sentire nelle ultime settimane e probabilmente vi sarete chiesti cosa sono, come funzionano e perché spuntano solo adesso. Insomma, perché tutto d’un tratto la parola eSIM ha iniziato a serpeggiare nelle vostre vite? Cosa è cambiato?

Tranquilli, siamo pronti a rispondere a tutti questi quesiti.

eSIM: cosa sono?

Per capire cosa sia una eSIM e come funziona, bisogna innanzitutto fare un passo indietro e riepilogare il funzionamento della ben più familiare carta SIM. Acronimo di Subscriber Identity Module, altro non è che una smart card, ovvero una carta dotata di chip. Inserita all’interno del nostro cellulare, ci permette di collegarci alla rete del nostro operatore telefonico e di sfruttare servizi come chiamate, SMS e Internet.

eSIM SIM insideLa chiave di tutto – penso l’avrete intuito – è il chip. Oggi occupa il 90% della superficie di una SIM e contiene al suo interno un vero e proprio microprocessore dotato di memoria. In quest’ultima sono archiviati il codice identificativo dell’utente,  internazionale  e a 64 bit, chiamato IMSI, e la chiave segreta di 128 bit, necessaria per l’autenticazione e l’autorizzazione alle varie operazioni.

Quando infatti il vostro telefono deve compiere una qualunque attività che coinvolga la rete dell’operatore non agisce autonomamente, ma ‘chiede’ alla SIM di generare una chiave pubblica, a partire da quella segreta, con cui il vostro operatore è in grado di verificare la vostra identità per poi erogare il servizio richiesto. Tutta questa sicurezza è anche il motivo per cui, quando riavviate il telefono, viene richiesto (a meno di non averlo disattivarlo) il PIN per accedere alla SIM e il PUK (PIN Unblocking Key) per sbloccarla nel caso si sbagli il PIN per tre volte di seguito.

Probabilmente ricorderete che la SIM poteva essere usata anche per salvare un certo numero di contatti telefonici, da portare sempre con sé anche in caso di cambio del telefono. Con il crescere della memoria dei cellulari e della sincronizzazione in cloud ormai i pochi KB di un SIM non sono praticamente più utilizzati per questo scopo ma, attenzione, “non utilizzati” non significa che non possiate adoperare la SIM per salvare qualche numero. La funzionalità infatti è ancora presente.

Dalle SIM alle eSIM

Le SIM negli anni sono diventate sempre più piccole: da vere e proprie tessere grosse quanto una carta di credito, siamo arrivati ora alle Nano SIM, praticamente composte da soltanto il chip senza plastica intorno. Come proseguire da qui?

eSIM evoluzione SIMLa risposta è proprio l’oggetto principale di questo articolo, ovvero le eSIM (embedded-SIM). Diversi produttori si stanno muovendo verso l’integrazione diretta della SIM all’interno del dispositivo. Attraverso un componente dedicato, che in tutto e per tutto si comporta come una vera SIM, è infatti possibile identificarsi senza più bisogno di inserire un componente fisico nel proprio dispositivo. Le dimensioni estremamente ridotte del chip e l’integrazione con il device permetteranno sicuramente una maggiore diffusione della connettività mobile ed una maggiore facilità di cambio di cambio operatore per gli utenti.

Tra le aziende che più stanno spingendo per l’adozione delle eSIM abbiamo principalmente Apple, Google, Microsoft Samsung.

L’utilizzo non è ancora massivo. Per lo più potete trovarle all’interno degli smartwatch (come Apple Watch Samsung Galaxy Watch) e vengono utilizzare per ‘clonare’ il numero del proprio cellulare ed usare il dispositivo in maniera autonoma.

Il secondo utilizzo più diffuso riguarda invece la sostituzione della seconda SIM. Invece di avere due varianti fisiche alcuni smartphone, come iPhone XS, iPhone 11 o Galaxy S20, permettono di affiancare alla scheda tradizionale una eSIM.

Infine abbiamo la categoria dei laptop, tabblet e convertibili, con Microsoft che testa le eSIM sui Surface, Apple su iPad 10.2 LTE e Acer, ASUS e Lenovo sui propri device.

Le offerte eSIM in Italia

Vodafone OneNumber eSIM Apple WatchPer poter utilizzare le eSIM è necessario un operatore che supporti esplicitamente questo formato, un tasto ancora dolente per l’Italia: Vodafone, ad esempio, consente l’utilizzo dell’eSIM presente su Apple Watch utilizzando la tariffa Vodafone OneNumber (5€/mese aggiuntivo rispetto al proprio piano dati), ma, ad oggi, non prevede invece un piano telefonico da usare sui telefoni dual-SIM.

Wind ha messo sul mercato un piano per gli smartphone dotati di eSIM, ma con una limitazione importante: Wind All Digitale 50 Test, con 50 Gigaminuti illimitati a soli 4,99€/mese, rappresentava, come suggerisce il nome, solo una prova, svoltasi l’anno scorso e limitata ad un pool di  soli 500 utenti.

L’unico operatore che al momento permette di sfruttare la propria eSIM è TIM, con attivazione presso punto vendita TIM tramite QR Code. Qui trovate le indicazioni per iPhone, mentre qua trovate quelle per gli altri dispositivi (al momento è presente nello specifico solo Samsung Galaxy Watch, ma è non è detto che il vostro telefono o wearable non sia supportato). Il costo di attivazione è di 10€, mentre la tariffa da associare è a vostra scelta tra quelle offerte da TIM.

Insomma, per ora c’è poco da fare, ma siamo sicuri che nel prossimo futuro le cose miglioreranno e anche in Italia si potrà iniziare a fare la transizione verso questa nuova tecnologia.

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Giovanni Natalini

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Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.
                   










 
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