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FabBRICK, i mattoni sostenibili realizzati con abiti vecchi

L'azienda è stata fondata da Clarisse Merlet, una studentessa di architettura e moda

Clarisse Merlet, una studentessa di architettura e moda a cui sta molto a cuore l’ambiente ha pensato di trasformare i vecchi abiti in mattoni sostenibili dotati della capacità di garantire isolamento termico e acustico. Questi speciali prodotti edili si chiamano FabBRICK, richiamando il termine “brick” che in inglese significa “mattone”, e servono a sensibilizzare l’industria della moda.

FabBRICK, l’azienda che realizza mattoni con abiti vecchi e colla ecologica

Fabbrick mattoni abiti vecchi
Photo Credits: FabBRICK.

Tutto è nato quando nel 2017 la studentesse Clarisse Merlet rimase scioccata nello scoprire l’enorme quantità di rifiuti tessili globali, per non parlare dei rifiuti invece nel settore delle costruzioni. Queste scoperte le hanno dato l’idea di prendere delle risorse già estratte e utilizzarle nella costruzione. Nasce così FabBRICK, l’azienda che sviluppa mattoni decorativi e isolanti utilizzando vecchi abiti. Nell’aprile del 2019 la società ha chiuso un round di crowdfunding di 10.000 euro che è stato utilizzato per sviluppare un macchinario per creare i mattoni e industrializzare il processo di produzione.

Ogni mattone utilizza due o tre magliette di materiale triturato che Merlet acquista da un fornitore in Normandia. Gli scarti sono in cotone, poliestere, elastan e PVC e vengono utilizzati nel processo insieme ad una colla ecologica sviluppata da Merlet. I tessuti vengono prima miscelati e poi pressati in uno stampo per mattoni. Una volta asciugati per due settimane, i mattoni sono pronti per essere utilizzati.

Disponibili in quattro diverse dimensioni, l’azienda afferma che i mattoni sono un eccellente isolante termico e acustico. Funzionano come divisori per le stanze, pareti decorative per i negozi al dettaglio e possono essere utilizzati anche per realizzare oggetti d’arredo e mobili. Merlet sta lavorando anche ad altri scopi per i suoi mattoni, come la costruzione vera e propria di strutture.

C’è chi invece ricicla le mascherine

Photo: Tobia Zambotti

Anche le mascherine sono diventate un vero e proprio indumento o accessorio indossabile, in questo caso usa e getta, e stanno impattando in modo importante sulla salute dell’ambiente. Proprio per questo, Hanuel Kim ha collezionato migliaia di mascherine usate, nel campus della sua università, e le ha usate per creare degli sgabelli. Ogni sgabello è realizzato con circa 1750 mascherine chirurgiche.

Il designer italiano Tobia Zambotti, invece, ha utilizzato le mascherine per imbottire un divano e aumentare la sensibilizzazione riguardo l’enorme quantità di rifiuti generati in quest’ultimo anno. Soprattutto a causa delle mascherine che si trovano per strada, sulle spiagge e nei nostri bidoni della spazzatura.

Source
GreenQueen

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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