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Nasce l’Osservatorio Media Digitali contro la disinformazione

Fa parte di un insieme di hub nazionali ideati dalla Commissione Europea

È stato appena istituito l’Italian Digital Media Observatory (IDMO), ovvero l’Osservatorio Media Digitali, per avere un punto di riferimento per il contrasto – e l’analisi – delle fake news e della disinformazione. L’IDMO nasce grazie alla Commissione Europea, che ha ideato la realizzazione di una serie di hub nazionali per analizzare i social media.

Nasce l’Osservatorio Media Digitali in Italia: un progetto per combattere la disinformazione e le fake news

Le fake news sono sempre più diffuse ed è ormai normale imbattersi in bufale e notizie errate visitando i social network e il web in generale. Gli hub nazionali saranno presenti in otto paesi dell’Unione Europea, tra cui appunto l’Italia, e avranno proprio il compito di contrastare e combattere la disinformazione sui social. Oltre a ciò, le fake news saranno anche analizzate, per capire quale impatto abbiano sulla nostra società e come aiutare le persone a utilizzare al meglio i media digitali tramite la e-literacy e il fact-checking.

L’e-literacy è l’alfabetizzazione al digitale. Sono praticamente le competenze, le skills, che un individuo deve avere per poter navigare online senza rischi, comprendendo a pieno l’utilizzo dei social media. Il fact-checking, invece, è la verifica dei dati: si tratta di verificare la veridicità delle informazioni che vengono condivise in rete.

La Commissione Europea ha lanciato questo progetto di creare gli hub nazionali contro la disinformazione con un finanziamento iniziale di undici milioni di euro, stanziandone 1.4 all’Italia. L’Osservatorio Italiano Media Digitali (IDMO), quindi l’hub italiano, sarà coordinato dall’Università Luiss Guido Carli insieme a RAI, TIM, Gruppo GEDI; T6 Ecosystems, Newsguard, Pagella Politica, l’Università di Tor Vergata. Inoltre collaboreranno anche Alliance of Democracies Foundation, Corriere della Sera, Fondazione Enel; Reporters Sans Frontières e The European House Ambrosetti.

Negli ultimi mesi la disinformazione è aumentata del 500%

“Lavoreremo per insegnare a distinguere il vero dal falso. E se qualcuno pensa che il problema non sia diffuso basti pensare che il 20% dei cittadini americani non crede alla scienza; il 50% dei cittadini britannici non crede alla stampa insieme al 48% degli americani; e il 42% degli inglesi pensa che il governo menta. Negli ultimi mesi nel nostro paese la disinformazione è aumentata del 500%. Basta questo per capire la vastità del problema che dobbiamo affrontare.” ha affermato Gianni Rotta, direttore del Luiss DataLab.

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha affermato: “L’ondata di disinformazione e fake news cui abbiamo assistito negli ultimi anni, in Europa e nel mondo, rischia di indebolire il diritto a una corretta informazione, che è alla base dei principi di cittadinanza democratica”.

Il commissario UE all’Economia, Paolo Gentiloni, ha aggiunto che la disinformazione accresce le divisioni nelle nostre società, oltre a minare le basi del normale dibattito democratico. “È nostro compito combattere la disinformazione, nel rispetto dei valori e dei diritti fondamentali europei quali la libertà di espressione e di informazione”.

Combattere la disinformazione, quindi, è diventato un imperativo della nostra società, in cui le singole persone si affidano sempre di più ai social e assorbono le informazioni da essi. L’Osservatorio studierà e monitorerà le fake news, sfruttando anche l’Intelligenza Artificiale per riuscire nel suo intento di individuare con tempestività le notizie non affidabili.

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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