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La nostra recensione di Ace 3, il nuovo tracker Fitbit per i più piccoli

Abbiamo testato per voi il Fitbit Ace 3, versatile tracker per bambini dai sei anni in su

La nostra recensione del Fitbit Ace 3, il tracker per bambini dai sei anni in su. E quando diciamo “nostra” non adoperiamo il plurale maiestatis, perché chi scrive ha testato l’orologio per qualche giorno e poi lo ha dato in prestito alla figlia di otto anni. Vediamo come è andata.

Fitbit Ace 3: per bambini e per adulti

La recensione del Fitbit Ace 3, che vi abbiamo presentato come tracker di nuova generazione per bambini dai sei anni in su, non può che partire dal legittimo dubbio di chi legge: un indossabile per bambini? E dove sono le garanzie? Presto detto: nell’account famiglia.

Per utilizzare Ace 3 occorre infatti creare un account famiglia Fitbit, dopo aver scaricato l’app ufficiale.

Dall’account famiglia è possibile creare una vista genitore e una vista bambino. La vista genitore permette ai papà e alle mamme di tenere sott’occhio le attività dei figli, di verificare ogni tentativo di connessione e di moderare le richieste di amicizia.

La vista bambino consente ai bambini dai sei anni in su di verificare sull’app le statistiche, le medaglie conseguite al raggiungimento di determinati obiettivi e i vari quadranti orologio intercambiabili.

Chiunque crei un account famiglia può assegnare ad altri il ruolo di bambino o di tutore.

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Installazione e configurazione

L’installazione dell’app, la configurazione dell’account e quella del tracker tramite Bluetooth (così come le successive sincronizzazioni) sono rapide e intuitive. La compatibilità di Ace 3 è garantita con oltre 200 dispositivi iOS e Android.

Una volta creato un account ad hoc per il proprio figlio, viene inviata all’indirizzo mail inserito in fase di registrazione una mail riassuntiva. Dove è spiegato come passare dalla vista bambino a quella genitore, e come eliminare un account bambino.

Unici due minimi problemi: la mail contiene due link, uno all’articolo della guida Fitbit sull’account famiglia e un altro all’informativa sulla privacy per l’account bambino. Ma il primo non funziona e il secondo rimanda a una pagina in inglese.

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Fitbit Ace 3: la recensione al polso di un adulto

Nel paio di giorni di test “adulto”, si sono potuti anzitutto apprezzare l’estetica e i materiali di costruzione di Ace 3. Si tratta di un tracker in colorazioni sobrie (nel nostro caso, nero con fibbia rossa), facile da indossare, con il cinturino in silicone flessibile e un’impermeabilità garantita sino a cinquanta metri di profondità.

Lo schermo touchscreen e i due pulsanti laterali di notevoli dimensioni rendono l’utilizzo e il passaggio da una schermata all’altra quanto mai semplici.

Altro aspetto importante, i genitori hanno facoltà di intervenire sugli obiettivi quotidiani, che di default sono fissati a 60 minuti di attività al giorno e 250 passi all’ora (oltre che a 9 ore di sonno per notte).

Il tracker è chiaro nell’utilizzo e simpatico nella schermata orologio, disponibile in una ventina di versioni. È sufficiente far scegliere al bambino quella che preferisce sull’app, e attivarla sul wearable tramite sincronizzazione.

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Fitbit Ace 3: la recensione al polso di un bambino

Ma la parola finale spetta a mia figlia, la vera destinataria anagrafica di questo tracker.

Pur non particolarmente smanettona, ha subito intuito la logica del doppio tasto laterale e dello schermo touch. Ha scoperto in breve tempo tutte le funzionalità e la loro lettura sull’app. Nello specifico, la vista bambino dà accesso alla sezione Attività e benessere, a sua volta suddivisa in Attività quotidiana (col minimo di attività e passi già visti), Allenamento (dove si può scegliere quanti giorni settimanali sono dedicati all’attività fisica) e Sonno. Quest’ultima sottocategoria prevede non solo un numero minimo di ore, ma anche l’impostazione dell’orario in cui coricarsi (con eventuale invio di promemoria) e quella del risveglio.

Il sonno e l’attività fisica sono monitorati da un accelerometro a tre assi.

Postilla: il bambino particolarmente curioso non potrà accedere alla vista genitore. Perché, a differenza del passaggio contrario, in questo caso occorre inserire la password scelta al momento della creazione dell’account famiglia (che, si spera, resta in possesso dei soli genitori).

Le statistiche dell’attività giornaliera sono visibili direttamente al polso, così come sono attivabili il timer, il cronometro e – per i bambini che possiedono uno smartphone (non mia figlia) – gli avvisi di chiamata.

Fitbit Ace 3 Tracker per bambini da 6 anni in su, Divertenti...
  • Fino a 8 giorni di autonomia
  • Con medaglie virtuali, quadranti orologio animati e avatar personalizzati, i bambini hanno tutta la motivazione per...
  • Fitbit Ace 3 registra tutti i passi e minuti attivi giornalieri: scopri come ogni movimento, salto o calcio al pallone...

Per concludere

Ace 3 è un tracker semplice, pratico, economico (79,90 euro sullo store ufficiale). Ha un’autonomia sino a 8 giorni con una ricarica completa della batteria, ed è disponibile anche nella colorazione blu con fibbia verde. A breve saranno acquistabili i cinturini Minions intercambiabili al prezzo di 29,95 euro.

Forse qualche dubbio sull’opportunità dell’utilizzo di un wearable da parte di bambini piccoli (diciamo almeno dai sei agli otto anni) rimane. Ma è pur vero che questo potrebbe essere un primo approccio – intelligente e sicuro – alla tecnologia, che (ci piaccia o no) ormai ci pervade.

Ed è soprattutto un buon metodo per incentivare i più giovani a un esercizio fisico quotidiano. Divertendosi, e anche con lo sprone degli adulti, che possono inserire nell’Ace 3 simpatici promemoria per farli muovere. I dati sull’obesità infantile sono sempre più allarmanti, e sarebbe un piacevole paradosso se fossero proprio gli oggetti tech – tra i primi accusati quando si dice che i bambini di oggi non fanno movimento – ad aiutare i nostri figli a dimenarsi.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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