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kit anti-vampiro

Kit anti-vampiro venduto all’asta per 2.500 sterline. E no, non è un videogame
Quando la realtà supera l’immaginazione anche dei migliori sviluppatori di videogiochi


Hansons Auctioneers ha battuto all’asta per 2.500 sterline un kit anti-vampiro di inizio ‘900. Una scatola imbottita di seta rossa con un ovale raffigurante la risurrezione del Cristo sotto il coperchio. Un lupo inciso nell’avorio che regge un rosario, tre crocefissi, una bottiglia contenente denti di squalo, tre ampolle per l’acqua santa, pinze, un coltello da tasca d’argento con l’impugnatura in madreperla. Poi una pistola a percussione ed una copia del Nuovo Testamento datata 1842. Un mix fra la dote di un sacerdote e l’arsenale di un videogame dalle atmosfere gotiche.

Questo oggetto oggi viene venduto per il suo fascino ma è stato costruito per la superstizione. Il banditore d’asta Rik Alexander spiega che “questo tipo di scatole nasce nell’Ottocento. Erano kit presi sul serio in quel periodo in cui la superstizione e la paura erano parte della vita di tutti i giorni. Tutti gli oggetti avevano uno scopo e ogni elemento di metallo doveva essere d’argento”.

Tutta colpa di Bram Stoker

Il kit anti-vampiro venduto da Hansons Auctioneers tuttavia nasce più avanti, nel periodo edoardiano (Edward VII fu re d’Inghilterra dal 1901 al 1910). Se anche alcuni oggetti come i Vangeli del 1842 sono più antichi, altri sono stati costruiti ad inizio ‘900 come il coltello d’argento. Questo fa pensare che il kit anti-vampiro sia stato assemblato nel periodo in cui il terrore per i vampiri acquista un nome: Dracula.

kit anti-vampiro dracula bram stoker

Se le superstizioni sui vampiri risalgono addirittura al medioevo, questa scatola in particolare è stata costruita per proteggersi dall’arrivo in Inghilterra del Conte immaginato da Bram Stoker nel suo romanzo del 1897. In quelle pagine si legge di come Dracula si nutra della vita altrui e possa essere fermato solo da una pugnalata nel cuore con decapitazione simultanea.

Il kit invece offre una serie di strumenti che possono fermarlo quando si trasforma in lupo, come la pistola. Oltre ad un corredo di simboli religiosi per tenerlo lontano dalla propria finestra durante le notti più scure. Una serie di superstizioni che si sono sviluppate nel corso di secoli per tradizione orale e nell’ultimo secolo grazie ad una serie di libri e film che ha approfondito e modificato il tema “lotta al vampiro”. E che sono passati per osmosi anche nel mondo dei videogiochi.

Kit anti-vampiro: realtà contro videogame

Il vampirismo ha affascinato il mondo dei videogiochi da quando la grafica ha permesso di animare un mantello e dei canini appuntiti. Abbiamo avuto giochi che ci hanno trasformato in Signori delle Tenebre senza bisogno di strani segni sul collo (che sarebbe difficile spiegare al proprio partner) oppure videogame in cui armarci di un kit anti-vampiro digitale per eliminare qualche mostro prima che si trasformi in pipistrello.

Alcuni ci hanno permesso di fare entrambe le cose, come l’immenso mondo fantasy della serie “The Elder Scrolls”. Che ha raggiunto il culmine quando ha introdotto dentro Skyrim, in uno dei nostri DLC preferiti di sempre, l’esercito di cacciatori di vampiri della Dawnguard. Molti dei giocatori avranno scelto di diventare vampiri, a seconda del proprio role play. Ma è interessante vedere come fosse diverso il kit anti-vampiro di quel gioco in cui il cristianesimo non esiste.

skyrim dawnguard

Infatti, rispetto al kit venduto all’asta da Hansons Auctioneers non ci sono tutti i riferimenti religiosi. Esiste tutta una sotto trama che coinvolge le divinità e i daedra del mondo di Skyrim. Ma in Dawnguard non è la religione che uccide i vampiri. L’introduzione principale del DLC sono le balestre, che però non necessitano di paletti di legno per uccidere i signori delle tenebre. Gli unici elementi del mito dei vampiri rimasto sono la sete di sangue e la luce solare, che i vampiri del gioco cercano di eliminare.

I videogame ambientati in mondo simile al nostro sono invece più vicini al kit battuto all’asta. Il videogioco per Xbox di Buffy l’Ammazzavampiri, basato sull’omonima serie, usa paletti di legno trovati ovunque oltre che la balestra. Ma Buffy usa anche la Pistola ad Acqua XV S, che spruzza acqua santa per bruciare i nemici non-morti. Se Buffy esistesse nel nostro universo, siamo sicuri che avrebbe trovato 2.500 sterline da spendere per l’arsenale messo all’asta.

Kit anti-vampiro: anticaglia o strumento di protezione?

Buffy però non sarebbe l’unica a pensare a quel kit anti-vampiro come ad una collezione d’armi, invece che una rarità da collezionisti. Oltre alle migliaia di pagine e le centinaia di ore di televisione e film sul vampirismo (e più videogiochi di quanti abbiamo tempo di completare) ci sono documenti storici che provano come il terrore per queste bestie della notte fosse reale. Se anche questo kit anti-vampiro è nato in risposta a Bram Stoker e oggi ci spaventiamo con film e videogiochi, la paura non nasce con l’autore inglese.

Stoker sembra si sia ispirato alla storia di Vlad l’Impalatore, che governò la Valacchia (attuale Romania) dal 1456 al 1462. Al di là dell’impatto storico delle sue campagne contro l’Impero Ottomano, quello che molti ricordano del monarca è la crudeltà con cui impalava su una picca di legno i propri nemici. E leggenda vuole che cenasse in mezzo ai nemici agonizzanti, intingendo il cibo nel loro sangue.

Ma l’autore di Dracula avrebbe potuto prendere ispirazione anche da eventi molto più vicini nel tempo. Mercy Brown, giovane donna di Colorado Springs, nel 1892 morì di tubercolosi insieme a gran parte della sua famiglia. Gli abitanti della cittadina però sospettarono che ci fosse qualcosa di più sinistro di una malattia virulenta. Riesumarono il corpo della ragazza, trovandolo quasi intatto. Il fatto che fosse stata seppellita in una cripta di pietra durante un rigido inverno nel New England non fu una spiegazione soddisfacente per i suoi concittadini. Che decisero dovesse trattarsi di un vampiro: le tolsero il cuore dal petto e lo bruciarono, per poi dare le ceneri in pasto al fratello come cura. Il fratello morì poco dopo ma in qualche modo riuscirono ancora a dare la colpa alla povera Mercy. Forse non l’avevano cotta abbastanza.

mercy brown tomba kit anti-vampiro

Un kit anti-vampiro al giorno leva il medico di torno

Le superstizioni riguardo il vampirismo nacquero nel medioevo ma continuarono ad avere peso anche fino al ‘900. E se Bram Stoker ha tramutato il folklore in letteratura, è probabile che siano stati Alexander Fleming e la penicillina a trasformare la paura per i vampiri in semplice curiosità.

Infatti, molti storici sono d’accordo nel dire che il mito del vampiro nacque in risposta all’impossibilità di spiegare molte malattie contagiose. I bubboni della peste facevano sanguinare le bocche delle vittime: chiaro segno di vampirismo. La rabbia trasformava gli uomini in lupi mannari e la gotta li deformava in mostri. La malattia i cui sintomi sono più simili ad un bacio sul collo di Dracula però è la porfiria. Questa malattia rara rende fotosensibili: la luce del sole infastidisce e provoca piaghe sanguinolente a chi soffre di questa sindrome.

Vampiri contemporanei

Il kit anti-vampiro battuto all’asta è andato ad un acquirente britannico che è rimasto anonimo. Quindi non c’è modo di sapere il motivo per cui lo ha comprato, anche se immaginiamo sia solo per curiosità. Dopotutto i vampiri non esistono, giusto?

vampiri moderni new orleans
I vampiri di oggi fanno volontariato (PHOTO CREDIT: Whashington Post)

Secondo uno studio etnografico del dottor John Edgar Browning, la risposta è un po’ più complicata. Browning ha raccontato al Washington Post della sua esperienza fra i vampiri di New Orleans. Sono una cinquantina nella città e oltre 5.000 in tutti gli Stati Uniti. Persone che hanno constatato che il sangue o le emozioni delle altre persone li tengono in salute e che si nutrono del sangue di “donatori” volontari. La BBC ha chiesto al medico e professore della UCLA Tomas Ganz se esiste davvero una patologia curabile attraverso il consumo di sangue. Ganz ha risposto che c’è in gioco un forte effetto placebo, intensificato dalla ritualità e dalla esclusività del bere sangue. Quindi la risposta è un chiaro no. Ma le comunità dei vampiri in giro per il mondo sostengono che non ci siano abbastanza dati a riguardo perché le loro problematiche non vengono prese sul serio.

Vampire The Masquerade: Bloodlines 2

Il fatto che ci siano persone che si autodefiniscono vampiri in mezzo a noi non dovrebbe farci paura. Anche perché le testimonianze degli studi che abbiamo citato raccontano di persone che non sono violente, pur essendo letteralmente “assetate di sangue”.

Tutt’altra pasta rispetto ai vampiri moderni immaginati da Vampire The Masquerade: Bloodlines, il gioco di riferimento per tutti gli amanti del vampirismo che sta tornando dopo anni per un secondo capitolo. La “mascherata” dietro cui si nascondono serve a coprire un sadismo davvero infernale. (Il trailer che segue è piuttosto cruento, guardatelo solo se siete adulti e non vi spaventa il macabro).

L’edizione speciale First Blood di questo gioco arriva con il suo kit anti-vampiro apposito: un mantello tenebroso, una pistola e una sciabola da guerra civile. Noi non vediamo l’ora di giocare al nuovo Bloodlines 2. Ma dormiamo sogni tranquilli, sapendo che quei crudeli mostri sono solo frutto dell’immaginazione degli sviluppatori di Paradox Interactive.

I vampiri moderni esistono ma non sono pericolosi. Nessun bisogno di un kit anti-vampiro: non entreranno volando dalla finestra ridendo e parlando con un accento est-europeo vagamente razzista. La scatola acquistata per 2.500 sterline non trasforma nel moderno Van Helsing. È solo una curiosità da mostrare quando si organizza una cena. Una cena in cui sarebbe meglio annusare il proprio bicchiere per assicurarsi che il liquido rosso sia effettivamente vino.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.