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Il Parlamento Europeo approva il Digital Services Package

Varati i Digital Services Act (Dsa) e il Digital Markets Act (Dma), presentati a dicembre 2020

Il Parlamento Europeo ha approvato il Digital Services Package, composto dal Digital Services Act (DSA) e dal Digital Markets Act (DMA), presentati dalla Commissione Europea nel dicembre 2020. Una serie di regole per le piattaforme online che si applicheranno a tutta l’Unione. Nel DSA norme a tutela degli utenti online. Mentre nel DMA una serie di norme per garantire la libertà di impresa. Anche limitando i ‘gatekeeper’, aziende come Apple e Google, per citarne alcune.

Il Parlamento Europeo approva il Digital Services Package

Il primo commento sull’approvazione arriva da Margrethe Vestager, che ha seguito queste misure dal principio. “Il Parlamento Europeo ha adottato una misura senza precedenti al mondo: regolamentazioni forti e ambiziose per le piattaforme online. Il Digital Services Act permetterà la protezione dei diritti degli utenti online. Il Digital Markets Act crea mercati online giusti e aperti. Per esempio, il discorso d’odio illegale può essere frenato online. E i prodotti comprati online devono essere sicuri. Inoltre le grandi piattaforme devono trattenersi dal promuovere i propri interessi, condividere i dati con altri business e abilitare nuovi app store. Perché con le dimensioni arrivano le responsabilità: come grande piattaforma ci sono cose che devi fare e cose che non devi fare”.

Particolare importanza economica avrà il DMA, che impatterà direttamente i ‘gatekeeper’. Si tratta di aziende come quelle di Big Tech: Google, Amazon, Meta, Apple e Microsoft. Che dovranno garantire la competizione sulle proprie piattaforme.

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Questo significa per esempio permette di avere più store su iOS per Apple, oppure una gestione diverse dei dati pubblicitari raccolti da Facebook e Instagram. Tutte misure per cui più volte gli antitrust europei sono intervenuti. Ma queste nuove norme non solo danno un framework legale, ma consentono di commissionare multe enormi.

Infatti queste aziende possono incorrere in multe fino a “10% del suo fatturato mondiale totale nell’anno finanziario precedente”. Qualcosa che potrebbe rivoluzionare il modo in cui le aziende Big Tech gestiscono le proprie piattaforme.

I prossimi passi prevedono l’adozione da parte del Consiglio UE, che dovrà firmare i provvedimenti. A questo punto entreranno nella gazzetta ufficiale ed entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Quindi, entro l’autunno di quest’anno saranno attive.

Al momento le aziende Big Tech non hanno comunicato le proprie reazioni alle norme. Se cercate ulteriori informazioni, qui trovate le FAQ scritte dalla Commissione per il DSA e per il DMA.

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Source
Commissione Europea

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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