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Videogiochi

Linda Guillory: la collezione da oltre 4.000 console

La donna detiene una delle collezioni più vaste al mondo

Linda Guillory detiene una collezione di console invidiabile, senza dubbio una più grandi e variegate al mondo. La donna, che di lavoro fa l’ingegnere elettronico, ha vinto ben due premi per il suo piccolo museo, ovvero il trofeo per la più grande collezione di sistemi da gioco LCD e per la più grande collezione di console di gioco in genere. Linda ha iniziato la sua raccolta ad otto anni e da quel tempo non si è mai fermata.

Linda Guillory e la collezione di 4000 console

La passione per il collezionismo ha colpito Linda già in tenera età. A soli otto anni infatti Linda si innamora del gioco di basket Red Conic, che gli viene regalato dai suoi genitori. Da quel giorno la donna non si è più fermata ed ha progressivamente ampliato la sua collezione fino a farla diventare una delle più grandi al mondo. Nella casa museo di Linda trovano spazio diverse generazioni e brand altrettanto variegati, con tanto di edizioni speciali di diversi sistemi.

Linda Guillory collezione console

Alcuni esempi particolarmente rari in questo senso sono Coleco Pacman, Galaxy II e Grand Prix Turbo, ma si tratta soltanto di qualche nome nello sterminato catalogo di Linda. Ad oggi il numero totale di dispositivi da gaming accumulati dalla nostra collezionista ammonta a circa 4.000 unità, di cui 2.430 sono console fisse e portatili, mentre 1599 sono console dotate di uno schermo LCD.

Non è un caso che questa sconfinata raccolta le sia valsa due premi diversi: ci troviamo di fronte ad una delle collezioni più vaste e variegate a tema videoludico del pianeta. Per assemblare questo museo casalingo, Linda ha effettuato diversi viaggi in Giappone, così da recuperare e scegliere di persona i dispositivi atti a soddisfare la sua vena collezioniste.

Linda Guillory collezione console

Questi viaggi, spiega la donna, sono stati fondamentali per accertare l’autenticità di quanto acquistato, per non parlare dello stato di conservazione delle varie macchine da gioco, elemento centrale per entrare a far parte della collezione Guillory. Tra i piani futuri di Linda c’è anche quello di unire la sua passione con la didattica, organizzando corsi di programmazione dedicati ai bambini.

Il collezionismo nel gaming ha un futuro?

Chiunque abbia vissuto l’era del gaming sin dai suoi albori conosce bene la sensazione che si prova tenendo in mano la custodia di un nuovo gioco appena comprato, per poi giocarlo, finirlo e aggiungerlo alla propria collezione personale, come un pezzo di memoria insostituibile. La domanda però ora sorge spontanea: l’avvento dei giochi in digitali significherà la fine del collezionismo fisico?

Certo, mentre scriviamo questo articolo è innegabile che il videogioco nella sua forma materiale è ancora in grado di dare un senso di sicurezza e stabilità che i grandi archivi online delle nostre piattaforme preferite faticano a garantire. Una sorta di cimelio, o una prova visibile e concreta di ciò che è stato per noi quell’esperienza di gioco.

Detto questo, è innegabile che nel prossimo futuro la tendenza a creare le proprie piccole collezioni casalinghe di videogiochi andrà a scemare, con i grandi produttori di software da gaming che cominceranno a puntare con molta più decisione sul comparto digitale. E’ altrettanto vero però che molti dei produttori stanno cominciando a lavorare sua una strada parallela, quella delle collector’s edition fisiche, dedicate appositamente a chi ama collezionare una prova fisica del proprio giocato.

Questo singolo tanto importante fattore è abbastanza per mantenere in vita il piccolo collezionista che risiede in buona parte degli appassionati del gaming, senza contare che tutti coloro che hanno interesse verso le radici del fenomeno videoludico saranno sempre disposti a pagare fior di quattrini per accaparrarsi la copia più rara di un determinato prodotto.

A questo proposito è impossibile non citare la copia di Super Mario 64, da poco battuta all’asta per la bellezza 1.5 milioni di dollari. Il collezionismo fisico dei videogiochi sembra destinato a rimanere in vita ancora a lungo quindi, e finché sul mercato ci saranno pezzi rari da recuperare e realistico immaginare che i collezionisti esisteranno ancora a lungo.

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