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Dopo aver affrontato insieme la storia dell’auto inglese più famosa di sempre e aver visto l’impatto che ha avuto nel mondo del cinema, dei videogiochi e della TV, oggi parliamo dei giorni nostri e di un argomento concreto: quale MINI scegliere? I modelli che la casa costruttrice britannica offre sono ormai parecchi, dalla MINI Cooper alla MINI Countryman, e capire quale faccia al caso vostro può essere complesso. Ma come, non ce n’è solo una?

Questa domanda ha avuto la stessa risposta per 50 anni, dal ’59 al 2006. Infatti (tolte versioni cabrio o “Estate”/Station wagon derivate dall’auto originale) sia la MINI classica che la prima sua reincarnazione sotto l’egida di BMW ha avuto una sola interprete.
Negli ultimi 15 anni, però, il marchio MINI si è evoluto. Adesso siamo infatti arrivati a 5 modelli all’interno della gamma, ognuno con la propria personalità distinta, e con una precisa clientela a cui si rivolgono.

Ma ciancio alle bande, e andiamo ad esplorare nel dettaglio tutti i 5 modelli della gamma MINI!

I punti in comune: family feeling, piattaforme e infotainment

Pur essendo 5 modelli piuttosto distinti, in realtà tutte le MINI, dalla 3 porte alla Countryman, hanno delle cose in comune.
La prima cosa che salta all’occhio è il design.

Due grandi “occhioni” frontali ed una griglia centrale di discrete dimensioni: questi due elementi di design sono segni distintivi della Casa di Oxford fin dal 1959.
Anche il parabrezza poco inclinato, il tetto parallelo al terreno e l’interno con il grande “tondo” che ingloba il sistema di infotainment al centro della plancia. Questi sono caratteristiche tipiche del design MINI, che si ritrovano su tutte le auto della gamma.

Le somiglianze estetiche saranno anche molte, ma sono ancora più grandi le somiglianze meccaniche.
Tutte le MINI, infatti, sono costruite sulla stessa piattaforma, la UKL di BMW su cui si basa anche la nuova Serie 1, per citarne una.

Questo permette di avere una base meccanica piuttosto raffinata (sospensioni indipendenti sulle quattro ruote su tutte) ed una dinamica di guida molto curata su ogni modello della gamma.
Infine, il sistema di infotainment è lo stesso per tutte le MINI prese in esame.
Disponibile in varie misure e con varie features, la base per tutte è l’eccellente BMW iDrive, chiamato qui MINI Connected.
Il sistema bavarese è tra i migliori sul mercato per fluidità, grafica e funzionalità, e su MINI viene ripreso in toto dalle sorelle tedesche, con un make-up estetico che lo rende più divertente e giovanile.

MINI 3 porte: la più classica, la più pura

Partiamo con la nostra guida su quale MINI scegliere partendo con la più classica delle MINI: la 3 Porte, chiamata Hatch nei mercati anglofoni.
Questa versione è la prima uscita sul mercato della nuova famiglia di modelli MINI.
La F56 (questo il suo nome di progetto) ha visto la luce nel 2014, andando a sostituire la apprezzata R56, prodotta dal 2006 fino, appunto, al 2014.
Ha ricevuto un restyling nel 2018, che le ha donato nuovi cambi, leggeri miglioramenti ai motori e diverse componenti estetiche.
Questo modello LCI (acronimo usato nel mondo BMW per indicare la versione che ha subito un restyling) sarà quello di cui ci occuperemo oggi.

Dimensioni ed estetica: la più grande 3 porte di sempre… ma è sempre piccola

Questa nuova F56 è la più grande “Hatch” della storia MINI. È infatti lunga 3,82 m, quasi 20 cm più lunga della prima MINI moderna, la R50/53, e quasi 80 cm più della “nonna” del 1959.
Rimane, però, eccezionalmente piccola: una Volksagen Polo, infatti, è più di 20 cm più lunga!

L’eleganza e la ricercatezza nello stile rimangono punti cardine dell’esperienza MINI.
Il frontale, infatti, è indiscutibilmente MINI, con la calandra cromata di generose dimensioni e i grossi fari tondi, con luce diurna circolare a LED di grande effetto. Di ottima fattura anche i fari Full LED optional, tra i più potenti nel suo segmento.

Lateralmente troviamo l’ormai classica linea di cintura orizzontale, con il listello cromato a rimarcarne l’andamento lineare. Questa fa pendant con il tetto completamente parallelo all’asfalto e regolare, collegato ad una coda compatta e ad un parabrezza molto meno inclinato della norma.
Tocco di classe ormai tipico delle MINI 3 porte sono le portiere senza cornici dei finestrini, sportive ed eleganti.

MINI Cooper S

Al posteriore, inoltre, troviamo due grossi fari verticali, come da tradizione, che con il restyling di un anno fa hanno guadagnato una firma luminosa che riprende la Union Jack, la bandiera inglese. A prima vista può sembrare pacchiano od esagerato, ma di notte danno alle nuove MINI un aspetto tremendamente riconoscibile, elegante ed evocativo.

Non ci sono dubbi: se si vuole una vera MINI, per quanto questa nuova versione sia molto diversa dall’antenata o dalle precedenti, bisogna rivolgersi alla 3 Porte, la vera portatrice sana dei geni MINI.

L’abitabilità: nella botte piccola c’è il buon vino… per due

Sfatiamo un mito molto diffuso.
Fin dalla prima MINI by BMW, nel 2001, si dice che dentro le MINI siano piccole, poco spaziose e non guidabili da persone alte.
Beh, vi possiamo assicurare che non sia così: anche ben sopra il metro e 80 d’altezza, infatti, la posizione di guida è perfetta.
Lo spazio c’è eccome, sia in altezza (aiutati dalle proporzioni curiose e dall’altezza tutt’altro che risicata del tetto) che il larghezza. Il sedile è posizionato in basso, molto più di altre rivali, come la 500, e le regolazioni di volante e sedile permettono di cucirsi addosso una bella posizione di guida, distesa e piuttosto sportiva.
La visibilità è ottima grazie agli ampi finestrini, e le grandi portiere permettono anche a chi non è troppo in forma di trovare posto senza fatica.

Il tasto dolente, com’è intuibile, arriva dietro i sedili anteriori.
Se, infatti, i due occupanti anteriori godono di grande spazio e comodità, lo stesso non si può dire per i due passeggeri posteriori.
Il problema, per i nostri due occupanti, non è a livello delle spalle nè a livello della testa: in queste due direzioni, infatti, la 3 Porte garantisce un ottimo livello di spazio, superiore alle aspettative.
I problemi si trovano per piedi e gambe.
I vani per i piedi, infatti, sono piccoli e divisi da un grosso tunnel centrale con un’ingombrante porta bicchieri, e lo spazio per le ginocchia è ok solo se davanti siedono persone sotto 1,70 m. Se chi è davanti è più alto… lo spazio è accettabile, ma nulla di più.

Il bagagliaio segue questo trend. Il vano è molto regolare e sfruttabile, lo spazio all’atto pratico risulta superiore alle aspettative, e per un weekend in due basta.
I 185 litri, però, non possono fare miracoli: se avete dei bambini, un normale passeggino difficilmente troverà posto.

Gli interni: un ambiente lounge di qualità

Fin dal 1959, gli interni della piccola inglese sono un esempio di stile, con elementi che troviamo ancora oggi, come il grosso elemento circolare al centro della plancia dove si trovava il tachimetro, rimasto fino all’ultima serie di MINI moderna.

Se però, fino alla precedente generazione, il grosso “tondo” ospitava soprattutto il tachimetro, oggi la situazione è leggermente diversa.

Il quadro strumenti è stato spostato in toto dietro al volante, in una posizione più tradizionale.
In questa posizione, però, gli strumenti risultano essere un po’ troppo piccoli e difficili da leggere: una caratteristica comune ad ogni MINI odierna.
Al posto del tachimetro trova posto uno dei diversi sistemi di infotelematica, mutuati direttamente dalle “cugine” BMW.
E questo “prestito” non potrebbe essere più vantaggioso: infatti, il sistema MINI Connected (alias BMW iDrive) è tra i migliori sistemi di infotaiment in circolazione.

Fluido, veloce, intuitivo e pieno di funzionalità, è comandabile sia tramite touchscreen che con l’ormai iconico rotore centrale posto tra i due sedili anteriori.

Lo stile ricercato ed elegante che troviamo all’esterno, si ritrova anche una volta seduti all’interno.
Le linee, infatti, sono curate e raffinate, con materiali di buon livello pressochè ovunque, anche se non eccelsi.
Come ogni MINI, la base è piuttosto scarna, mentre attingendo dalla lista degli optional si possono avere chicche da auto di segmento superiore.
Ad esempio, lo schermo centrale arriva ad oltre 10 pollici, ci sono diverse variante di sedili in pelle, tutte di ottima qualità, e il livello dell’illuminazione interna è davvero notevole: può essere persino riprodotta con l’illuminazione interna la Union Jack su parte della plancia.

Su strada: citofonare “Go-kart feeling”, è ancora in casa

Se per molti MINI fa rima con eleganza, ricercatezza e stile, per alcuni fa rima con “go-kart feeling“.
Fin dagli anni ’60, infatti, le piccole MINI si rivelavano sorprendentemente belle da guidare, reattive ed agili come poche, come testimoniato dalle 3 vittorie al Rally di Montecarlo.

Le versioni del Nuovo Millennio non si sono fatte pregare, e hanno riportato negli anni 2000 il “go-kart feeling” della nonna. Ovvero, un’agilità e maneggevolezza rare, unite ad uno sterzo diretto e comunicativo, motori pronti e comandi e sospensioni tendenzialmente rigidi.

Di tutte le MINI in esame, la 3 Porte è quella che più di tutte mantiene questa essenza.
Pur essendo stata “civilizzata” dagli ingegneri inglesi, l’agilità e la maneggevolezza delle MINI del passato è ancora presente. Il passo cortissimo, le sospensioni indipendenti sulle quattro ruote e un peso relativamente contenuto rendono la Hatch agile nel misto stretto, dove però è meno incisiva delle precedenti, e una incredibile stabilità sul veloce, con uno sterzo comunicativo, diretto e preciso, con un feedback restituito al guidatore che ti connette con l’auto.
Il retrotreno qui è più stabile e prevedibile che nelle precedenti generazioni, dove il sovrasterzo in rilascio era compagno fedele e a volte piuttosto scortese. Qui in curva la stabilità è davvero encomiabile, ma se si vuole sfruttare un po’ il tiro-rilascio (ancora ben presente), anche a controlli inseriti questi ti lasciano divertire non poco, anche sulle One e Cooper.

Quando si vuole andare tranquilli, però, questa F56 stacca di netto le sue sorelle più vecchie.
Le prime MINI, infatti, erano tanto divertenti da guidare quanto piuttosto scorbutiche nella vita di tutti i giorni.
Qui, l’assetto è si composto ma non più spaccaschiena, soprattutto sulle versioni “normali”, e anche i vari comandi (sterzo, freni, frizione) sono più morbidi e lineari. L’insonorizzazione, infine, ha fatto passi da gigante: ora a velocità autostradali non si è lontani dai livelli della BMW Serie 1, per restare in casa.
Un risultato incredibile considerando l’aerodinamica non proprio efficientissima!

I motori: tutti turbo, tutti prestanti e poco assetati

Un’altra cosa per cui sono famose le MINI è il consumo. Tra una dinamica di guida che porta a spingere più del dovuto, motori non proprio parchi e aerodinamica “da mattoncino” i consumi di alcune Cooper S di pochi anni fa sono superiori alle odierne Porsche 911.

Attenzione a non commettere un comune errore. Su tutti i motori BMW e MINI, infatti, compare la dicitura “TwinPower Turbo“. Questo, però, su moltissimi motori (tutti quelli montati sulle MINI) non significa “biturbo“. Significa invece che tutti i motori sono dotati di turbina a geometria variabile!

Questa generazione, però, costituisce una piacevole eccezione.
Sono 2 infatti i motori disponibili per la MINI Hatch, alimentati solo a benzina, tutti turbo e declinati in diverse potenze.
Per quanto riguarda i motori gasolio, dal 1 giugno 2019 non sono più disponibili su MINI 3 e 5 porte e sulla Cabrio. Il 1.5 3 cilindri turbodiesel di One D e Cooper D e il poderoso 2.0 4 cilindri da 170 CV della Cooper SD sono caduti vittime della odierna crociata contro i motori diesel, ma ancora disponibili su Clubman e Countryman.

Si parte quindi con l’ottimo 1.5 3 cilindri benzina, declinato in tre potenze: la One 55kW, da 75 CV (versione specifica per neopatentati), la One da 102 CV e la Cooper da 136 CV.
È un motore molto efficiente, che vibra pochissimo e già sulla One da 102 CV è piuttosto scattante (lo 0-100 è sotto i 10 secondi).
La MINI Cooper, però, è una versione quanto mai trasversale: i consumi sono bassi (i 15 km/l sono raggiungibili senza alcuna fatica), le prestazioni sono ottime (lo 0-100 è coperto in 7,9 secondi) e la leggerezza del 3 cilindri la rende davvero divertente da guidare.
La differenza tra Cooper e Cooper S non è più così marcata come in passato riguardo al piacere di guida.

Un gradino più su ci sono le MINI Cooper S e John Cooper Works. Sono dotate del motore 2.0 4 cilindri turbo da 192 e 231 CV, e si rivolgono ad un pubblico decisamente sportivo.
Non ha più quella fame di giri del 1.6 con compressore volumetrico della R53 o la spinta “ignorante” del 1.6 turbo della R56. La coppia (di 300 e 320 Nm su S e JCW) è infatti disponibile fin da 1500 giri, e la potenza massima è a 5000 giri: regimi e comportamento molto “diesel-style“.
Le Cooper S e JCW sono più capaci, fluide e molto più lineari nella spinta, forse meno adrenaliniche ma più efficaci e veloci che mai.

Per quanto riguarda i cambi, oltre al classico (e ottimo) manuale a 6 marce di serie su tutte, troviamo come optional un classico cambio automatico a 8 rapporti della Aisin sulla JCW (non il migliore sulla piazza), mentre su One, Cooper e Cooper S troviamo un nuovo cambio automatico a doppia frizione e 7 marce, molto veloce, fluido e preciso.

Quale MINI scegliere: la 3 Porte

La 3 Porte, è senza dubbio la più MINI di tutte. Piccola, leggera, maneggevole e super stilosa. È senza dubbio un’auto che non può essere l’unica di una famiglia, e le sole 3 porte e lo scarso spazio per passeggeri posteriori e bagagli non la rende adatta a tutti.

Per chi, però, cerca un’auto estremamente bella da guidare e da vedere, maneggevole ed elegante, può essere la scelta giusta.

Il motore migliore? La MINI Cooper è la più equilibrata: consuma il giusto, è davvero scattante e divertente ed ha buon rapporto qualità prezzo. Se non ci si fa prendere la mano con gli optional, infatti, la Cooper parte da circa 23 mila euro, con una dotazione già piuttosto completa. Ricordatevi, però, di spendere almeno 850 euro per il pacchetto di fari Full LED anteriori e posteriori: senza la Union Jack posteriore, non è la stessa cosa!

Per chi vuole la vera essenza MINI, ci sono Cooper S e JCW, che però non hanno più quel grande plus in quanto a guida rispetto alla Cooper.

MINI 3 Porte

Pro Pros Icon
  • Estetica riuscita e personale
  • Divertente e comunicativa nella guida
  • Migliaia di possibilità di personalizzazioni
  • Spazio abbondante davanti...
Contro Cons Icon
  • ...ma risicato dietro e per i bagagli
  • Troppi optional a pagamento
  • Limitata praticità

Consigliata a: Giovani, chi ama guidare, chi vuole un’auto piccola ma non vuole rinunciare a prestazioni e dotazioni

Prezzi: a partire da 18.000 euro per la One 55kW.

MINI 5 porte: sempre lei, ma più pratica (e meno stilosa)

Dopo aver parlato approfonditamente della Hatch, vediamo insieme la MINI più controversa oggi in commercio: la MINI 5 Porte.

Molti si chiedono: “Perchè l’hanno fatta?“, e la risposta è visibile anche nelle rivali. Delle competitor, infatti, l’unica a offrire anche le 3 porte è la Fiesta. Tutte le altre segmento B, hanno solo varianti a 5 porte.
Le 5 porte rendono l’auto più pratica, comoda e fruibile, senza, di solito, togliere sportività o fattore estetico.
Per questo, la MINI Hatch si allunga di 15 cm, si fa crescere due piccole porte posteriori e qualche cm per bagagli e passeggeri posteriori.

Dimensioni ed estetica: piccola, ma grande… e le cornici?

La lunghezza cresce a 3 metri e 98, il passo aumenta rispetto alla sorellina di più di 7 centimetri e, di conseguenza, le proporzioni estetiche cambiano.
La MINI 5 Porte fino al montante anteriore è praticamente identica alla sorella più piccina, dopo quest’ultimo però le cose cambiano parecchio.
La portiera anteriore, infatti, si accorcia per fare posto ad una piccola porta posteriore che da accesso ai 3 posti posteriori (uno in più della 3 Porte, che si ferma a 4 posti).

Le portiere stesse, però, guadagnano la classica cornice metallica attorno ai finestrini, che, a causa delle forme rigorose di tetto e montanti, sono piuttosto squadrate ed appuntite.
Questo dettaglio che sembra secondario cambia molto l’estetica dell’auto, che acquista un look meno sportivo e più… normale.

Il posteriore rimane invariato, con i fari posteriori “a Union Jack” di grandi dimensioni e lo scarico centrale nella Cooper S.
In definitiva, una volta “fatto il callo” con le porte posteriori, è perfettamente riconoscibile come una MINI, anche se le dimensioni più importanti la rendono meno cattiva e più familiare ed accogliente.

Abitabilità: più spaziosa dietro, ma non è un Fiorino

Ovviamente tutto questo lavoro di adattamento delle 5 porte è stato fatto con un solo obiettivo in mente: aumentare spazio e praticità.
Nonostante non siano particolarmente ampie, le porte posteriori permettono un’accessibilità più facile ai posti posteriori. Inoltre, nella vita di tutti i giorni, la presenza delle porte posteriori permette di appoggiare borse, giacche e piccoli oggetti sui sedili posteriori.

L’aggiunta delle piccole porte, però, non migliora di troppo la situazione sui posti posteriori.
I 7 cm di passo in più, infatti, aumentano solo di poco lo spazio per le gambe dei passeggeri, rendendo i viaggi sui sedili posteriori comodi solo se gli occupanti non sono eccessivamente alti. Inoltre, lo spazio in larghezza non è aumentato, rendendo così possibile l’alloggiamento di 3 persone dietro solo nel caso si tratti di bambini.

Un ultimo problema nasce con l’aggiunta delle due porte posteriori, proprio di tutte le segmento B a 5 porte. Per alloggiarle, infatti, è stato necessario accorciare le porte anteriori, che ora risultano piuttosto piccole.
Nessun problema se andate in palestra e siete di corporatura minuta, ma se superate il metro e 85 e/o avete una taglia XL, troverete l’entrata piuttosto stretta.
Infine, a causa dell’avanzamento del montante centrale, i più alti in alcune occasioni avranno la visibilità ostruita da quest’ultimo.

Il bagagliaio infine cresce di ben 67 litri, arrivando a 278, una misura che permette una ottima versatilità nella vita di tutti i giorni.

Gli interni: praticamente invariati rispetto alla 3 Porte

All’interno la MINI 5 Porte, com’è intuibile, riprende al 99% gli arredi della 3 Porte.
Quindi ritroviamo lo stesso ambiente lounge e di classe, con l’aggiunta dei due pannelli porta posteriori, dotati di alzacristalli elettrici di serie su tutte le versioni.

Ripreso dalla 3 Porte è anche il “ring“, l’anello luminoso centrale multifunzione posto all’esterno dell’alloggiamento dell’infotainment.

Questo apparentemente semplice “tubo” di LED luminosi ha molteplici funzioni molto interessanti.
Oltre a poter dare luminosità all’abitacolo, questo ring indica, tra le tante cose, il livello del volume, la temperatura della climatizzazione, i giri del motore e la distanza dagli ostacoli quando si attivano i sensori di parcheggio.
Inoltre, si illumina di blu quando arriva una chiamata, e può essere settato in modo da creare giochi di luce molto carini.
All’inizio può sembrare una cavolata, ma si rivela una feature non solo bella, ma anche discretamente utile.

La guida: simile alla sorella, ma non uguale

Alla guida, le somiglianze con la 3 Porte sono molte.
La meccanica, infatti, è praticamente la stessa, e le risposte di sterzo, cambio e telaio sono pressochè invariate.
L’assetto è leggermente più morbido sulle versioninormali” per garantire un po’ più di confort.
La Cooper S, invece, mantiene l’assetto molto rigido della più piccola sorellina.

Il passo più lungo la rende leggermente meno agile tra le curve, ma migliora ulteriormente la stabilità alle alte velocità.
Inoltre, l’aumento di passo ha reso l’auto meno brusca e scorbutica, rendendo le reazioni al tiro-rilascio molto più semplici e meno imprevedibili, ma anche più ampie e divertenti da sfruttare.

I motori: gamma invariata

La MINI 5 Porte è disponibile con le stesse motorizzazioni della 3 Porte, ad eccezione della John Cooper Works, che non è proposta con questa carrozzeria.
Quindi il 1.5 3 cilindri da 75, 102 e 136 CV e il 2.0 da 192 CV sono presenti sulla piccola inglese, con l’assenza dei diesel che si protrae anche sulla più spaziosa delle piccole MINI.

Quale MINI scegliere: la 5 Porte

Per via della sua natura più versatile e la probabilità di viaggiare spesso con molti passeggeri, il consiglio che vi diamo è quello di considerare i motori più potenti e di non considerare la 55kW, che con molti passeggeri soffrirebbe e non darebbe una esperienza di guida troppo soddisfacente.
Inoltre la 5 Porte pesa mediamente 70 kg in più rispetto alla 3 Porte, non tanti ma abbastanza da mettere in difficoltà i motori meno potenti a pieno carico.
Anche qui la Cooper da 136 CV rappresenta un bel compromesso tra prestazioni, costi di gestione e consumi, ed è quella che consigliamo.
I prezzi, infine, sono di circa 900 euro superiori ad una 3 Porte equivalente.

Nel caso in cui, però, faceste molti km su autostrada o tangenziale e viaggiaste spesso a pieno carico, vi consigliamo di guardare tra le automobili a km0 disponibili in concessionaria con motori diesel.
La MINI Cooper D (dotata di un 1.5 3 cilindri turbodiesel da 116 CV) e Cooper SD (2.0 4 cilindri da 170 CV), infatti, fino al 1 giugno erano disponibili su 3 e 5 Porte.
Grazie alla loro grande coppia, già disponibile a bassissimi giri, se viaggiate molto e con tante persone a bordo possono essere una scelta davvero azzeccata.

La MINI 5 Porte è una ottima compagna di tutti i giorni se avete sempre desiderato una MINI ma per la scarsa praticità non avete mai potuto averne una e non oggi non ha bisogno di troppo spazio.
Rispetto alla precedente Clubman (quella con la porticina laterale) è decisamente più pratica, e le due porte posteriori aiutano molto nella vita quotidiana. Se dovete portare bambini o amici in giro per la città senza rinunciare al go-kart feeling, la 5 Porte può essere la scelta giusta.
Lo spazio, però, non è così tanto, e le porte anteriori taglia S possono mettere in difficoltà i driver più grossi.
Se cercate una MINI davvero spaziosa, meglio guardare a Clubman e a Countryman, ma se lo spazio a disposizione è giusto per voi, è un compromesso che vi accontenterà sicuramente.

MINI 5 Porte

Pro Pros Icon
  • Divertimento di guida invariato rispetto alla 5 porte
  • Stile che rimane iconico
  • Aumenta la praticità...
Contro Cons Icon
  • ...ma rimane piccolina
  • Leggermente meno agile nello stretto
  • Visibilità ed accessibilità anteriore ridotte per i più alti

CONSIGLIATA A: Mamme sportiveggianti, chi vuole una MINI piccola con un pizzico di praticità in più

Prezzi: a partire da 19 000 euro per la MINI One 55kW.

MINI Cabrio: la MINI più sfiziosa, insospettabilmente razionale

La terza MINI in esame è la più sfiziosa e meno sensata della gamma Made in Oxford, ovvero la MINI Cabrio.

La piccola cabriolet è derivata dalla 3 Porte, di cui riprende grandissima parte delle sue caratteristiche.
Concentriamoci, quindi, sulle piccole differenze e alle eventuali rinunce da fare per pensare di avere come auto di tutti i giorni una piccola scoperta come la MINI Cabrio.

Esterni: da sempre tra le scoperte più equilibrate a capote chiusa

Le cabrio a 4 posti hanno sempre avuto un problema: con la capote aperta, sono belle ed affascinanti, con la capote chiusa, invece, gran parte del loro fascino svanisce.
Da quando è stata proposta da BMW nel 2004, invece, la MINI Cabrio è tra le scoperte non spider (che, ricordiamo, sono le auto con tetto rimovibile con 2 soli posti) più belle ed equilibrate.

Infatti, la capote si va ad integrare molto bene con la linea dolce ma molto geometrica delle MINI “col tetto”, andando a creare un’estetica molto piacevole.
Il tetto è rigorosamente in tela, con diversi colori e trame. Molto caratteristica e d’effetto la trama della capote che riprende la Union Jack, disponibile a 650 euro.

Interni: pochissime differenze con le sorelle chiuse

All’interno, le differenze tra la Cabrio e le altre MINI sono davvero risibili.
Si aggiunge al solito corredo interno che già conosciamo una piccola plancetta posta sopra allo specchietto retrovisore centrale dove trova posto il comando per alzare e abbassare la capote.

La capote si apre in 18 secondi e fino ad una velocità di 30 km/h, con la chicca di poter essere aperta solo parzialmente, per godere di una sorta di tetto apribile tradizionale, ma di tela.
La capote è di ottima qualità e fattura, capace di isolare benissimo dall’esterno quando in posizione chiusa.
Il lunotto, inoltre, è termico, e il climatizzatore è capace di capire quando la capote è chiusa o aperta, e di regolare di conseguenza i flussi.

Per il resto, gli interni sono pressochè invariati, con le caratteristiche comuni alle altre MINI “compatte”.
Ad esempio, l’ingresso e l’accensione del motore keyless è di serie su tutte le versioni.
L’accensione poi è demandata ad una levetta rossa molto scenografica al centro dei comandi a bilanciere per “dar fuoco alle polveri”.

Abitabilità e spazio: rinunce per i passeggeri posteriori e per la visibilità

Per quanto riguarda lo spazio a bordo e l’abitabilità, per i passeggeri anteriori le rinunce sono pari a zero.
Lo spazio a disposizione per guidatore e passeggero, infatti, non viene minimamente attaccato dalla presenza della capote.

Non si può dire lo stesso per i passeggeri posteriori. I leveraggi e i motori che muovono il tetto, infatti, sono posizionati ai lati della parte posteriore dell’abitacolo, riducendo un po’ lo spazio in larghezza a disposizione dei passeggeri. Per piedi e testa, invece, lo spazio a disposizione è praticamente invariato rispetto alla 3 Porte.

Ciò che cambia di più, però, è la visibilità. I finestrini posteriori ed il lunotto, infatti, sono più piccoli della 3 Porte, e la capote, quando ripiegata, si adagia sopra il bagagliaio, andando ad ostruire la vista posteriore del guidatore.
Nulla di drammatico però in confronto al piacere di poter viaggiare praticamente 365 giorni all’anno col vento tra i capelli!

Il bagagliaio, infine, non è minuscolo. Sono infatti 160 i litri a disposizione, accessibili tramite una ribaltina esteticamente splendida.
Questo cofanoal contrario” rivela uno spazio limitato in altezza per via della presenza della capote ma capace di alloggiare un trolley da cabina senza grandi problemi.
Infine, se la capote è chiusa si può alzare la parte inferiore della capote per avere 30 cm in più di altezza per infilare i propri bagagli!

I motori: niente neopatentati “aperti”

I motori sono gli stessi della 3 Porte, ad eccezione dell’assenza della One 55 kW. Niente versione per i neopatentati quindi, si parte dalla One per poi arrivare alla JCW, da sempre proposta in versione cabrio.

La guida: più pesante, ma rimane davvero divertente

Alla guida, la MINI Cabrio non perde il suo go-kart feeling, che però viene edulcorato dalla presenza della capote.
Infatti, la Cabrio pesa mediamente oltre 100 kg più di una 3 Porte equivalente. Questo la rende un po’ meno agile tra le curve e leggermente meno reattiva, ma tra le cabrio rimane tra le più divertenti da guidare.
Il telaio, infatti, nonostante la perdita del tetto rimane decisamente rigido e preciso, così come lo sterzo e l’assetto, entrambi mediamente rigidi.

Nella guida di tutti i giorni, la piccola Cabrio inglese non costringe a grandi sacrifici, anzi.
L’esperienza di utilizzo è la stessa della 3 Porte, con il valore aggiunto di potersi godere la guida en plein air quando si vuole.

Quale MINI scegliere: la Cabrio

La MINI Cabrio non costa poco: servono infatti almeno 24.300 euro per portarsi a casa una One con 102 CV.
Non è sicuramente una scelta razionale, è uno sfizio che però non costringe a rinunce particolari rispetto alla 3 Porte.

Se non si ha grande necessità dei posti posteriori e si abita in una zona d’Italia con grandi periodi di sole e, possibilmente, il mare a fare da contorno è tra le scoperte più versatili e capaci.
È anche l’unica piccola cabrio con una capote integralmente removibile, plus non da poco se si cerca un’auto di questo genere.
Da scegliere possibilmente con un motore piuttosto potente, per via dell’aggravio di peso, magari la MINI Cooper S per godersi il suo sound di scarico.
Se però il vostro utilizzo ideale è quello di lunghe passeggiate sul lungomare e su strade panoramiche, il piccolo 1.5 della One da 102 CV spinge bene la Cabrio ed è abbastanza silenzioso da potervi mettere in contatto con la natura cirostante.

MINI Cabrio

Pro Pros Icon
  • Esperienza en plein air unica in questa fascia di prezzo
  • Guida sempre divertente e coinvolgente
  • Tra le cabrio, la più pratica nella vita di tutti i giorni
Contro Cons Icon

Consigliata a: chi abita in zone soleggiate e possibilmente marittime, a chi vuole togliersi lo sfizio di una cabrio senza troppe rinunce

Prezzi: a partire da 24.300 euro per la One 102 CV

MINI Clubman: a metà tra una Station Wagon e una compatta, con stile da vendere

La prossima MINI di cui andiamo a parlare è la più particolare della gamma, ovvero la Clubman.

Lunga 4,27 m, larga ben 1 metro e 80 e alta 1,44 m è considerata da MINI come la Station Wagon della gamma.
Le dimensioni, però, la mettono in competizione con le compatte di Segmento C come Volkswagen Golf, Audi A3 e la stessa BMW Serie 1.
Vediamo cosa può offrire questo piccolo incrocio tra una berlina media e una SW!

L’estetica: o la ami o la odi

La versione “familiare” della MINI è sempre stata, fin dal lancio della prima generazione del 2008, molto chiacchierata.
C’è chi amava quell’estetica così particolare e squadrata, mentre chi semplicemente non la sopportava, ritenendola tutto stile e niente sostanza.

Per questa nuova generazione, MINI ha cambiato molte cose: al posteriore ci sono, finalmente, due porte normali. Addio quindi alla particolare soluzione di un singola porta posteriore incernierata al contrario, mai capita fino in fondo.

Il frontale riprende da vicino l’estetica delle MINI più piccole, ma è evidente la differenza in larghezza.
Sono infatti 7 i cm in più in larghezza, che si notano nel frontale e nello spazio che si crea tra mascherina e fari anteriori. Il risultato è un frontale certamente riconoscibile, ma più largo e un po’ “strambo“: bisogna farci un po’ l’abitudine, ma poi sarà sempre la solita MINI.

Il profilo è decisamente più riuscito rispetto alla generazione precedente.
Qui l’estetica squadrata dell’inglesina si sposa molto bene con una versione familiare, andando a creare un look da wagon sportiveggiante molto interessante. La linea dei finestrini cromata e praticamente parallela a tetto e asfalto porta alla zona posteriore, dove la Clubman svela la sua più grande peculiarità: il portellone posteriore.

Infatti, la SW inglese porta in dote un portellone posteriore sdoppiato sui due lati, con i due sportelli apribili separatamente.
È inoltre l’unica MINI dotata di fari orizzontali, e la prima ad avere i fari su due livelli.
Infatti, non tutti sanno che la parte montata sugli sportelli è solamente adibita a luce di posizione, disponibile anche in versione Full LED e Union Jack-style.
Sul paraurti posteriore, invece, è presente una seconda linea di fari (alogeni) comprendente luci di frenata, retromarcia e frecce.

L’estetica risultante da questa soluzione particolare del doppio sportello posteriore spacca in due le considerazioni: o la ami, o la odi. A voi trovare il vostro posto all’interno di questa disputa.

Gli interni: per la prima volta, una console centrale!

Per quanto riguarda gli interni, le somiglianze con tutte le altre MINI ci sono, ma qui per la prima volta l’ambiente cambia un po’.

Infatti fanno la loro comparsa delle bocchette dell’aria quadrate, la forma della plancia è diversa, e debuttano una console centrale più ampia e un tunnel centrale con bracciolo e portabicchieri.
Questi due elementi sono una prima assoluta su una MINI, e rendono l’abitacolo più maturo e meno giocherellone.
Anche i materiali utilizzati sono di qualità maggiore, con un uso più ampio di plastiche morbide e finiture di pregio come alluminio e legno.

Per quanto riguarda quadro strumenti, optional disponibili e infotainment, però, le differenze con le sorelle più piccine sono decisamente meno.
Come le altre, infatti, l’infotainment permette di avere Apple CarPlay anche in versione Wireless, ma non Android Auto.

Per tutti gli utenti Android potrebbe essere certamente una scocciatura, anche se la bontà del sistema iDrive non fa rimpiangere il sistema di Big G.
BMW, inoltre, ha detto a più riprese che non esclude che prima o poi anche Android Auto possa saltare a bordo delle sue auto.

Abitabilità e spazio: stile che non sovrasta la funzionalità

Da fuori, a vedere la MINI Clubman si potrebbe pensare ad un’auto che sull’altare di uno stile ricercato ha sacrificato spazio e praticità.

In realtà, le forme così squadrate della wagon britannica consentono un buon sfruttamento degli spazi a disposizione, sia a favore dei passeggeri che dei bagagli.
Al posteriore, infatti, le ampie portiere danno accesso ad un ampio divano capace di ospitare due persone molto comodamente, e anche in tre non si sta scomodi.

Al posteriore, poi, troviamo un bagagliaio da 360 litri, gli stessi della BMW Serie 1 a trazione posteriore, ed è molto regolare nelle forme.
È quindi eccezionalmente sfruttabile, tranne che per un dettaglio. Il doppio portellone, infatti, se si ha poco spazio di manovra rende quasi impossibile l’apertura e e operazioni di carico.

All’anteriore i due occupanti trovano davvero tanto spazio a disposizione, una seduta bassa e distesa come le altre MINI e un’ottima visibilità in quasi tutte le direzioni.
Quasi però, perchè il doppio portellone ha la chiusura esattamente al centro del lunotto, ostruendo un po’ la vista posteriore.
All’inizio crea qualche problema, ma con un po’ di abitudine diventa più una peculiarità che un inconveniente.

I motori: resistono strenuamente i diesel, e la JCW è la più potente di sempre

Dal punto di vista dei motori disponibili, la Clubman riprende parte della gamma delle MINI più piccole, ma apporta alcune modifiche.
Per quanto riguarda i motori benzina, la gamma è pressochè invariata. Troviamo infatti le One e Cooper con il 1,5 da 102 e 136 CV e la Cooper S.
Quest’ultima, però, è disponibile sia con trazione anteriore che con trazione integrale All4.
Questo sistema di trazione integrale è usato per la prima volta su una MINI non SUV, ed è condiviso anche dalla JCW.

Questa versione vitaminizzata della “6 porte” inglese è anche l’auto più potente della Casa. Il suo 2.0, infatti, dopo il restyling diventa biturbo, e capace di erogare ben 306 CV e 450 Nm di coppia, ed è accoppiato ad un cambio automatico Aisin a 8 marce.
È lo stesso motore della BMW M135i, e permette alla Clubman John Cooper Works di raggiungere i 250 km/h e accelerare da 0 a 100 in 4.9 secondi, rendendola così la MINI più veloce mai prodotta.

MINI Clubman Cooper D

Su questa Clubman, però, fanno il loro grande ritorno i motori diesel, tutti ripresi dalla produzione BMW.
Troviamo infatti la One D, dotata di un 1.5 tre cilindri diesel da 116 CV, la Cooper D, dotata di un 2.0 4 cilindri da 150 CV e la Cooper SD, dotata del 2.0 biturbodiesel da 190 CV.
Sono tre motori ottimi, e soprattutto i due 4 cilindri sono capaci di dare grandi prestazioni con consumi molto bassi.
MINI Cooper D, S e SD sono disponibili anche con trazione integrale All4 e con cambio automatico a 8 marce.

La guida: molto più matura e meno giocherellona

Alla guida, la Clubman è un’auto decisamente diversa rispetto a quelle che abbiamo visto finora.
È infatti il modello più votato al confort di tutta la gamma MINI, soprattutto sulle versioni non-S.

L’assetto è tendenzialmente morbido, molto più incline al rollio rispetto alle sorelle più piccole.
Anche lo sterzo è più demoltiplicato, più leggero e meno preciso, in modo da poter assecondare meglio una guida più tranquilla.
In questa direzione va anche la cura maggiore riservata all’insonorizzazione, che qui raggiunge un ottimo livello, allineato alla migliore concorrenza premium.

Ma attenzione: queste parole non vogliono dire che non sia più divertente e piacevole da guidare.
La Clubman è una MINI per persone più mature, che hanno bisogno di un’auto comoda e piacevole da guidare tutti i giorni, ma che non vogliono scendere a compromessi per quanto riguarda il confort.
Anche le versioni sportive, per quanto comunicative e divertenti da guidare, non hanno quell’immediatezza nelle risposte e quel go-kart feeling esasperato delle più piccine.
Queste ultime sono dirette al pubblico interessato a Golf GTI, Mercedes A35 AMG o Audi S3: auto veloci e divertenti, ma comode e capaci di assecondare un utilizzo quotidiano.

Quale MINI scegliere: la Clubman 

La Clubman è un oggetto particolare, un’auto che esteticamente non appartiene ad una categoria ben precisa.
Per contenuti e capacità, però, la piccola SW made in Oxford è capace di rivaleggiare ad armi pari con le compatte come Volkswagen Golf, Mercedes Classe A e anche con la stessa BMW Serie 1, che oggi è quantomai più simile a lei.

Per il suo target di auto daily, consigliamo di puntare alle versioni intermedie, considerando la One a benzina solo se si ha intenzione di utilizzare l’auto esclusivamente in città.
Per chi fa molti km (da 20 000 in su) consigliamo senza dubbio uno dei due 2.0 turbodiesel.
Le Cooper D e SD, infatti, per chi percorre spesso autostrade o statali sono una scelta perfetta, che unisce bassi consumi (nell’ordine dei 17/18 km/l per entrambe) a prestazioni di tutto rispetto, e un divertimento di guida sempre presente.

MINI Clubman

Pro Pros Icon
  • Spazio in abbondanza
  • Stile unico e iconico
  • Comoda e ancora divertente da guidare...
Contro Cons Icon
  • ...anche se meno comunicativa e diretta
  • Doppio portellone che costringe a compromessi

Consigliata a: chi vuole una daily car bella e particolare, a chi ha sempre amato le MINI ma necessita di spazio, a chi ama distinguersi anche con l’auto di tutti i giorni

PREZZI: a partire da 23.900 euro

MINI Countryman: la MINI più versatile e spaziosa

Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio attraverso il mondo MINI, e chiudiamo, è il caso di dirlo, col botto.
L’ultima MINI che andiamo ad analizzare insieme, infatti, è la Countryman.

Fin dal suo debutto nel 2011, la Countryman ha venduto centinaia di migliaia di esemplari in tutto il mondo, divenendo una delle MINI più amate anche in Italia.
Nella sua ultima incarnazione, nata nel 2017, la crossover della Casa inglese si propone come la MINI adatta anche alle famiglie.

Estetica: uno dei crossover più piacevoli 

La MINI Countryman è sempre piaciuta molto perchè nel suo essere un crossover riesce a rimanere indiscutibilmente MINI.
Lunga 4,30 m, larga 1,82 e alta “ben1 metro e 55, è la MINI più grossa di sempre, la vera “Maxi MINI” della gamma.

Infatti il frontale con i due grossi fari e la mascherina cromata centrale rende il frontale assolutamente riconoscibile. Anche il tetto perfettamente orizzonatale e flottante, i montanti dritti e il posteriore con i grossi fari verticali posteriori tradiscono il DNA MINI, inglobato perfettamente in un’estetica giovane, moderna e molto di successo come quella del crossover.

La Countryman, però, subisce più di tutte le altre MINI la presenza o meno di un bell’allestimento.
Se una MINI 3 Porte base, infatti, esteticamente rimane piacevolissima, una Countryman base perde molto del suo fascino.

Interni: stesse forme e qualità della Clubman 

La MINI Countryman riprende da vicino gli interni dell’altra “Maxi MINI”, la Clubman.
La plancia infatti è praticamente invariata, così come i rivestimenti e i sedili.
Parlando proprio di sedili, le MINI fin dagli anni ’80 si sono distinte per delle sellerie davvero ricercate e quasi inedite nel proprio segmento.

La Countryman non fa eccezione in questo, anzi.
Scegliendo, infatti, i sedili in pelle Chester, si ha accesso a dei sedili di qualità altissima, impreziositi da delle impunture di gran livello e da cadenini a contrasto.

Un’altra chicca si può avere come optional all’interno della Countryman.
Nel bagagliaio, infatti, è possibile montare come optional a 120 euro una piccola panchetta imbottita estraibile posta sotto il vano di carico, che permette a chi volesse sedersi sul bordo del vano di carico di avere una comodità in più.

Abitabilità e spazio: in 5 si sta comodi

Un aspetto sul quale non brillava la precedente Countryman era lo spazio a disposizione di passeggeri e bagagli.
La nuova Countryman, da questo punto di vista, è un deciso passoavanti rispetto alla precedente generazione.
Per guidatore e passeggero anteriore lo spazio è molto simile a quello presente sulla Clubman, con un po’ più di spazio per la testa e una posizione di guida decisamente più alta, anche se mediamente più in basso e distesa delle rivali dirette.

Per i passeggeri posteriori, invece, la Countryman si rivela davvero spaziosa.
Il divano infatti è regolabile nell’inclinazione degli schienali, e anche il terzo posto centrale non è sacrificato.
Questa configurazione fa sì che a livello di comodità per i passeggeri sia la MINI più spaziosa in listino, la più adatta a svolgere il compito di unica auto di famiglia per una nucleo familiare non troppo numeroso.

Anche il bagagliaio parte da 450 litri con i sedili posteriori, ed è capace di arrivare fino a 1350 litri con i sedili abbattuti.
Anche il vano di carico per spazio, regolarità nella forma e presenza di accessori utili come ganci o doppiofondo rende la Countryman la più versatile e pratica delle MINI.

I motori: ripresi dalla Clubman, ma c’è anche ibrida!

La gamma motoritradizionale” della MINI Countryman è ripresa dalla “sorellinaSW in toto.
Troviamo quindi i benzina da 102 a 306CV e i diesel da 116 a 190CV, con la trazione integrale disponibile su Cooper D, S, SD e John Cooper Works.

La vera differenza nella gamma è un’altra: è disponibile infatti, sulla Countryman, l’unica ibrida del marchio inglese.
Stiamo parlando infatti della MINI Countryman Cooper SD All4 Plug-in Hybrid, uno dei nomi più lunghi della storia dell’auto, che caratterizza la versione ibrida plug-in della crossover inglese.
La meccanica di questa versione è ripresa dalla BMW 225xe Active Tourer, e si fregia del motore benzina della Cooper (1.5 3 cilindri da 136 CV) che muove le sole ruote anteriori, accoppiato ad un motore elettrico da 88 CV posto sull’asse posteriore.
Il risultato è una potenza combinata di 224 CV e una trazione integralemista“, capace di spingere gli oltre 1800 kg della ibrida inglese da 0 a 100 in meno di 7 secondi.

Se volete uno sguardo più approfondito su questa versione, vi rimandiamo alla prova su strada della ibrida inglese effettuata da Fjona qualche mese fa!

La guida: tra le crossover, una delle più divertenti

Al volante, la Countryman non tradisce le attese.
Certamente, aspettarsi un assetto rigidissimo e reazioni fulminee nei cambi di direzione sarebbe ingiusto, ma quando ci si vuole divertire, il crossover inglese riesce a dare delle belle soddisfazioni.

Non raggiunge i livelli di piacere di guida di alcune rivali, ma è al vertice del segmento per la capacità di unire una guida divertente e coinvolgente con un livello di confort e di raffinatezza di ottimo livello.
Lo sterzo infatti è diretto e preciso per il tipo di auto, e rollio e beccheggio non sono molto accentuati anche sulle versioni meno sportive, avendo un comportamento molto simile alla Clubman.

Ciò che regala un assetto più morbido del normale per il marchio è una gran comodità su buche, pavè, tombini e tutto ciò che si trova in città.
Anche in autostrada si trova a suo agio, nonostante l’aerodinamica non sia esattamente a suo favore.
Proprio questa importante resistenza all’avanzamento, unito ad un peso non esattamente piuma, portano la Countryman a consumare più del previsto.
Il rumore all’interno dell’abitacolo è contenuto e i viaggi con tante persone e bagagli vanno via lisci come l’olio.

MINI Cooper S

Anche in fuoristrada leggero se la cava discretamente, grazie ad una trazione integrale molto ben studiata.
Certo, non stiamo parlando di un Suzuki Jimny, ma strade bianche e “marroni” sono perfettamente alla sua portata.

Quale MINI scegliere: la Countryman

In questo caso, sia per la predisposizione ad essere usata con tutta la famiglia sia per la massa e l’aerodinamica non bassissime, ci sentiamo di consigliare una motorizzazione diesel, che con la loro maggiore coppia motrice non faranno mai sentire di avere poca spinta.
Per quanto riguarda i motori benzina, se la destinazione di utilizzo è prettamente cittadina possono fare al caso vostro, ma in ogni altro caso ci sentiamo di consigliare le motorizzazioni a gasolio.

Attenzione, però: se il vostro utilizzo quotidiano prevede statale e autostrada e poi l’arrivo in centro città può essere molto interessante la versione ibrida Plug-in.
Grazie ai 30/40 km di autonomia reale data dalle batterie da 35 kWh, infatti, potrebbe persino essere un’ottima scelta per chi dovesse fare quel chilometraggio giornaliero in sola modalità elettrica, con un risparmio in termini economici e di impatto ambientale da non trascurare.
Peccato per il prezzo non proprio basso: parte da circa 24 mila euro, ma ci sono versioni top di gamma con i motori più potenti che si avvicinano e talvolta superano i 50 mila euro!

Ma non disperate: da qualche mese è disponibile una versione particolarmente allettante della MINI Countryman, la Baker Street Edition.
Questo allestimento (disponibile su One e Cooper, sia benzina che diesel) è particolarmente vantaggioso, poichè porta con sè un allestimento estetico accattivante (giocato sul contrasto bianco-nero) ma soprattutto un gran numero di optional, ad un prezzo davvero interessante.
Fari Bi-Led, Infotainment Professional, cerchi in lega da 17″ e clima bizona sono solo alcuni degli optional inclusi, per un prezzo di partenza di 23 400 euro per la One, quasi 1000 meno della “base”!
Per una disamina più approfondita, qualche mese fa Fjona ha provato nel dettaglio questa Countryman “carica” di accessori, che vi consiglio di guardare, sennò lebbotte!

MINI Countryman

Pro Pros Icon
  • Spaziosa e pratica, la più adatta alle famiglie
  • Guida piacevole e coinvolgente
  • Qualità ad alti livelli
Contro Cons Icon
  • Consumi non bassissimi per massa e aerodinamica
  • Costo elevato
  • Estetica un po' dimessa nelle versioni meno ricche

Consigliata a: chi cerca un’auto da famiglia a 360 gradi, a chi vuole un crossover particolare e riconoscibile e non vuole rinunciare al piacere di guida

Prezzi: a partire da 24.800 euro

Quale MINI scegliere: noi ve lo abbiamo detto, e voi?

Abbiamo finito il nostro viaggio alla scoperta delle grandi possibilità di entrare nel mondo MINI, partendo dalla piccola 3 Porte per arrivare alla Countryman.
Le opzioni adesso sono molteplici, capaci di adattarsi sia a chi vuole un’auto piccola per la città che a chi vuole un’auto adatta alla famiglia.
Negli oltre 20 anni di gestione BMW, il marchio MINI è arrivato ad una completa maturazione, pronto ad affrontare le nuove sfide proposte dall’elettrificazione.

E voi invece? Cosa ne pensate? C’è qualche modello MINI che vi interessa particolarmente? Ne possedete già uno di quelli presi in esame? E come vi trovate? Fatecelo sapere!


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Giulio Verdiraimo

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Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!