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Misfits, i supereroi che ci meritiamo – Perché guardarla?

Una piccola chicca britannica che ci ha visto molto lungo.

Misfits è stato un piccolo caso nella grande community di amanti delle serie TV. Correva l’anno 2009 e il panorama del piccolo schermo era all’alba di una rivoluzione. Consapevole o meno di questo, la serie ha catturato l’attenzione di tantissimi appassionati, alla ricerca di nuove voci ed è rimasta come un piccolo classico, nonostante le complicate vicissitudini. Se non la conoscete o non l’avete ancora vista, siamo pronti a raccontarvi perché dovreste guardarla.

Misfits, i supereroi in cui nessuno crederebbe

Periferia inglese. In un centro per i servizi sociali si trovano cinque ragazzi, chiamati a questi compiti per via di alcuni reati compiuti. Improvvisamente si scatena una tempesta, piovono fulmini dal cielo e uno li colpisce. È qui che cambia tutto, per i ragazzi e per l’intera società.

Quell’evento infatti ha donato ai cinque misfits (termine traducibile letteralmente con “disadattati”) delle capacità eccezionali. Ognuno di loro, o quasi, ha infatti acquisito dei superpoteri: c’è chi riesce a leggere nel pensiero, chi a generare una fortissima attrazione in chi tocca, addirittura chi riesce a viaggiare nel tempo. Tuttavia, la storia è un po’ più complessa della classica chiamata a lottare con le forze del bene, da tradizionali supereroi. Sono giovani, adolescenti e in difficoltà e capire come rapportarsi a queste nuove capacità non sarà facile.

Quando agli inizi degli anni ’10 cercavi di spiegare alla gente che cosa fosse Misfits per quanti giri di parole potessi provare alla fine ti ritrovavi sempre a dire “Skins, ma con i superpoteri“. Perché alla fine rendeva bene l’idea, passava il tono che la serie si è presa, il suo essere british e soprattutto metteva bene in chiaro il suo voler “dare un colpo al cerchio e uno alla botte” che costituiva l’anima dello show.

Perché era interessante e inatteso quel mix tra voler raccontare i giovani (soprattutto di determinate fasce della società inglese) e al contempo unirci una visione originale dei supereroi. E se oggi il riferimento a Skins potrebbe sfuggire a molti spettatori, si può ritrovare un simile paragone con progetti come Euphoria. Ma sempre e comunque con un taglio proprio, spesso richiamato ma mai ripetuto.

Una serie che viaggia davvero nel tempo

A vederla adesso forse è difficile comprendere la lungimiranza di questo show. Certo, è immediato apprezzare l’importanza di alcune scelte di casting. Nathan Stewart-Jarrett, Antonia Thomas, Ruth Negga, Joseph Gilgun e molti altri hanno trovato qui una prima casa. E anche Robert Sheehan e Iwan Rheon, prima di diventare rispettivamente “quello di The Umbrella Academy” e “quello cattivo di Game of Thrones” erano “quelli di Misfits“.

Ma c’è molto di più di semplici azzeccate decisioni per gli interpreti dei protagonisti. Quello che Misfits è riuscito a fare è stato anticipare un approccio fresco alla fantascienza e alla serialità cosiddetta di genere. Pur se con qualche imprecisione, questo show ha raccontato storie tipicamente relegate a prodotti più di nicchia. L’idea era fare avvicinare il classico drama, aggiungerci un pizzico di comedy e calarci sopra una ciotola intera di sci-fi e supereroi.

È un qualcosa a cui oggi siamo quasi abituati (anzi, qualcuno inizia a pensare che siamo stufi). The Boys, Stranger Things, lo stesso sopracitato The Umbrella Academy hanno tutti poi seguito e costruito questo trend. In qualche modo, anche Rick and Morty e Game of Thrones derivano da questa tendenza ad aprire le porte del mainstream al genere più concreto. E se è dura sostenere che siano in qualche modo ispirati a Misfits, è indubbio che questa serie li abbia battuti sul tempo.

Perché magari nella lettura vi è sfuggito, ma questo show è arrivato nel 2009, più di undici anni fa. È facile oggi proporre a un pubblico affamato di questi contenuti una storia che rilegga il ruolo del supereroe. Provarci quando al cinema erano usciti solo Iron Man e L’incredibile Hulk, gli Avengers erano ancora un sogno lontano e forse si iniziava a pensare a un nuovo film di Superman richiedeva tutto un altro coraggio.

Misfits e il suo cast in rotazione

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Sfortunatamente, come accennavamo in apertura, questo show ha avuto alcune complicazioni di produzione, soprattutto relativamente al cast. Un fattore che purtroppo va tenuto in conto quando sei un progetto emergente così particolare. E così nel corso delle stagioni i protagonisti sono cambiati moltissimo, a volte per ragioni narrative, altre per questioni esterne alla serie stessa.

Tuttavia, questo non vi deve far desistere, anzi. Le prime stagioni con il team originale sono indubbiamente straordinarie, ma lo show mantiene la propria potenza fino in fondo, attestandosi sempre su ottimi livelli. Come tante serie TV inglesi, parliamo di pochi episodi a stagione, che vi assicuriamo vi troverete a divorare rapidamente. Preparatevi a risate, sorprese e anche un po’ di commozione. E indubbiamente tantissimo amore per Nathan, protagonista di una delle scene più belle di tutti i tempi. Non riuscirete più a guardare un cardigan nello stesso modo.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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