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“Renaulution”, la rivoluzione del Gruppo Renault tra elettrificazione e F1

I modelli Renault dal 2021 cambieranno totalmente: ecco la "Renaulution", la rivoluzione del Gruppo Renault

Il Gruppo Renault aveva fatto capire di avere grandi idee per il proprio futuro dopo la nomina a CEO di Luca De Meo, ed ora ha confermato quelle supposizioni. I modelli Renault dal 2021 saranno molto diversi da oggi, così come quelli di tutti  i marchi del Gruppo Renault.  Il futuro del Gruppo è infatti segnato dalla parola rivoluzione, anzi, “Renaulution” citando De Meo.

Un piano strategico strutturato in tre fasi, che cambia totalmente la filosofia del brand: dalla creazione di volumi di vendita alla ricerca di produrre prodotti di valore. Il Gruppo Renault si concentrerà su quattro Marchi, di cui uno inedito, e punterà su modelli emozionali e sull’elettrificazione.

Il riposizionamento del Gruppo Renault, un processo già iniziato

Siamo di fronte all’inizio di una rivoluzione, o meglio di una “Renaulution“. Ma cosa significa questa parola? Secondo de Meo, CEO del Gruppo Renault dal 1° luglio 2020, rivoluzione significa cambiare la percezione e il modo con cui tutto il Gruppo Renault ha lavorato finora in qualcosa di migliore, più appetibile ed interessante.

Un cambio di rotta iniziato già qualche anno fa e visibile con i prodotti attuali Renault e non solo. I modelli Renault del 2021 infatti hanno segnato un miglioramento tangibile in quanto a qualità, di cura nel dettaglio, di attenzione nel prodotto. Prendiamo ad esempio nuova Clio, una delle migliori Segmento B prodotte, che ha segnato un salto di qualità enorme rispetto alla precedente generazione. O basti vedere la vera rivoluzione che ha colpito Dacia Sandero, diventata un’auto moderna e curata a tutti gli effetti.

E da qui i modelli Renault dal 2021 in poi saranno sempre più curati e sempre meno attenti ai numeri di produzione. Infatti anticipiamo un punto importante: il Gruppo Renault al momento è un gruppo industriale che punta ai numeri di produzione per generare valore.

Le parole di Luca de Meo: un cambio totale di business model

Da oggi però si cambia: saranno i prodotti a generale valore, per un cambio totale di business model. “Passeremo dall’essere un’azienda automotive che fa uso della tecnologia ad un’azienda tecnologica che fa uso delle autospiega il CEO Luca de Meo. L’auto non sarà più il fine della produzione Renault, ma sarà anche il mezzo con cui dare servizi ai clienti. Secondo de Meo infatti “entro il 2030 il 20% dei nostri redditi arriveranno dai servizi relativi ai dati e dal trading dell’energia”.

Luca De Meo durante la presentazione dei modelli Renault del 2021 e di Renaulution

Non sarà un processo veloce però. “Vi arriveremo progressivamente, avvalendoci delle risorse offerte da questa grande azienda, delle competenze e dell’impegno dei suoi collaboratori” chiarisce de Meo. “Renaulution è un piano strategico “fatto in casa” che realizzeremo nello stesso modo: insieme”.

La Renaulution a tre step, più razionalità e maggiori sinergie

La Renaulution comunque non sarà un evento veloce ed immediato. De Meo infatti ha posto un piano a tre fasi per tutto il gruppo:

  • Risurrezione: i modelli Renault dal 2021 al 2023 punteranno alla ripresa di margini di guadagno e alla generazione di liquidità.
  • Rinnovamento: dal 2023 il Gruppo Renault punterà al rinnovamento e all’arricchimento delle gamme, aumentando sempre di più la redditività dei singoli marchi
  • Rivoluzione: dal 2025 si cambia tutto. Il modello economico del Gruppo cambierà e migrerà verso la tecnologia, l’energia e diverse forme di mobilità, facendo diventare il Gruppo Renault un pioniere nella ricostruzione della catena di valore di un Gruppo automobilistico.

Non sono solo questi però i punti salienti della nuova strategia Renault per il futuro del Gruppo. Renault infatti pensa anche ad una razionalizzazione dei modelli, delle piattaforme e delle motorizzazioni. Al momento infatti ci sono 6 piattaforme e 8 famiglie di motori diverse all’interno del Gruppo Renault. L’idea di Renault è quella di calare a 3 piattaforme e 4 famiglie di motori, un dimezzamento che abbatte i costi di produzione ma non significa riduzione della qualità del prodotto, anzi.

Poi c’è anche la filosofica del “less is more“, citando Colin Chapman, il fondatore di Lotus. Ora i modelli sono tanti e spesso “sovrapponibili”: il futuro dei modelli Renault dal 2021 è quello di rendere più razionali le gamme, dare ad ogni marchio la sua identità forte e ridurre le perdite. Cosa significa? Concentrarsi su modelli redditizi e di successo, e abbandonare quelli meno “amati” e con i margini di guadagno più bassi.

Il futuro dei modelli Renault dal 2021: la “Nouvelle Vague”

Ma andiamo nel dettaglio e vediamo la strategia dei diversi marchi del Gruppo Renault di cui si è parlato oggi. Partiamo ovviamente dalla Casa più importante di tutto il gruppo, Renault. La Casa francese ha attuato negli ultimi anni un netto cambiamento del prodotto: meno pragmatismo e più qualità, cura al dettaglio e unicità del prodotto. Non dimentichiamo poi che Renault è la Casa leader nella vendita di vetture elettriche, con una quota di mercato da prima della classe in Europa.

Come migliorare ancora questo presente? Con un futuro ancora più sostenibile, ma che dia sempre più importanza al prodotto, nuovo e non solo. Questa è infatti la “Nouvelle Vague”, la “Nuova Onda” che colpirà Renault e farà cambiare molte cose. Per prima sarà l’offerta prodotto a cambiare: via i modelli poco redditizi (pensiamo a Scenic, Talisman, Espace), ed è pronto un riposizionamento del brand.

Renault Clio con la prima generazione, uno dei principali modelli Renault del 2021

L’importanza va soprattutto alle auto elettriche ed elettrificate, con ben 14 nuovi modelli che saranno o 100% elettrici (7 su 14 saranno ad emissioni zero) o per lo meno elettrificati tramite l’ottima tecnologia E-TECH Hybrid.  Il riposizionamento porta anche al lancio di modelli soprattutto appartenenti al Segmento C e D, due tra i segmenti più di successo e capaci di garantire un ottimo ritorno economico alla Casa. Di questo gruppo di auto farà parte anche Renault Mègane eVision, presentata qualche mese fa da De Meo insieme a Dacia Spring.

Nuova Renault Zoe

Ci sono poi due altri dettagli importanti. Il primo è che Renault ha deciso di essere più ecosostenibile non solo creando auto più pulite e rispettose dell’ambiente, ma anche allungando il ciclo di vita dei suoi veicoli. Renault infatti ha annunciato la creazione di un polo Renault Re-Factory a Flins. Cos’è una Re-Factory? Un luogo dove fino a 100.000 auto usate verranno riportate a nuovo ogni anno, e i veicoli commerciali diesel potranno essere convertiti in van elettrici o a biogas. Questo è un modo innovativo per creare valore da qualcosa che fino ad ora era visto come inutile per una Casa che non rimette a nuovo le auto usate, ma vende una sostituta nuova per l’auto più vecchia.

Tecnologia: nel 2022 arriverà My Link con servizi Google

Renault però non si concentrerà solo sulla produzione di auto elettriche ed elettrificate. Ormai il mondo dell’auto va a braccetto con la tecnologia. Sempre aziende tecnologiche entrano nel mondo dell’auto, e così anche le Case tradizionali cercano di essere sempre più tecnologiche. Per Renault tecnologia significa anche sistemi di infotainment, ed ecco infatti un annuncio molto importante.

Nel 2022, i modelli Renault avranno My Link, un sistema di infotelematica tutto nuovo e basato sui servizi Google. Questo sarà il primo sistema costruito su Google lanciato su un’auto di serie, e sfrutta la nuovissima tecnologia Google Built-In. Sistemi sempre più moderni, connessi, ed anche aggiornabili, per non rimanere indietro dopo solo un paio d’anni. Renault poi sta cercando di diventare un’azienda tecnologica, e quindi vuole creare un ecosistema per gestire le proprie auto, i servizi, il car sharing ed altre opportunità.

Questa questione è così importante per Renault da aver creato una sezione dedicata alla creazione di un’ecosistema Renault, la “Sostware Republic“, che punterà ad equipaggiare tutti i nuovi modelli Renault dal 2021 in avanti con i più avanzati sistemi di intelligenza artificiale, cybersecurity e così via.

La tradizione: tornerà Renault R5 in veste elettrica

Innovazione, tecnologia, cambiamenti, rivoluzioni. Tutto bellissimo, ma Renault sa bene che una delle chiavi per il futuro è anche il saper prendersi cura della propria storia e delle proprie radici. Per questo tra i 7 modelli 100% elettrici che dovrebbero arrivare dal 2021 in poi ci sarà anche la nuova R5. Una Renault R5 2021? Forse quest’anno è un po’ presto, ma il direttore del design, Gilles Vidal, ha dichiarato che Renault R5 Prototype è un prototipo che mostra la “Nouvelle Vague” di Renault, ma che non rimarrà una concept a sè stante e verrà presto prodotta.

Renault R5 Prototype, la reincarnazione elettrica dell'icona Renault

Presto quindi vedremo una nuova Renault R5, erede di uno dei modelli più iconici della storia della Règie. Prodotta dal 1972 al 1984, e poi come “Supercinque” dal 1984 al 1996, R5 diventò in pochi anni una delle auto più vendute della storia della Casa, e grazie alle sue vittorie nei Rally anche una delle più iconiche. La R5 del terzo millennio riprende la linea della “mamma”: squadratissima, dotata di fari anch’essi squadrati e con un frontale dominato dalla Losanga e da una enorme scritta Renault in basso. Dietro poi la parentela è chiarissima, con il posteriore inclinato, e i fari verticali a tutt’altezza. Un modello che ricalca le “operazioni nostalgia” di FIAT 500, MINI e, con meno successo, Volkswagen Maggiolino, ma qui sarà in versione solo elettrica.

Un’auto che strizza l’occhio al passato Renault ma è totalmente improntata al futuro, con tanta innovazione e un powertrain elettrico che la rende pronta per il futuro.

Il futuro dei modelli Dacia dal 2021: insieme a Lada per il “polo pratico”

Passiamo dalla glamour e chic Renault al marchio più pragmatico del panorama mondiale, Dacia. Con Sandero, che riprende tantissima tecnologia dai modelli Renault del 2021, abbiamo cominciato a vedere un miglioramento notevole di contenuti, tecnologia e anche condivisione con i più moderni prodotti Renault.

Questo perchè l’utilizzo di piattaforme “vecchie” per avere modelli low-cost, ovvero come ci ha abituato a fare Dacia dalla sua entrata nel Gruppo Renault ad oggi, non basta più. Ormai il pubblico vuole sicurezza e tecnologia ai massimi livelli anche dalle auto più economiche, ed è disposto a scendere a compromessi solo su materiali utilizzati, tarature e poche altre cose. Per questo i modelli Dacia dal 2021 non saranno più “la scelta economica”, ma “la scelta pragmatica”.

Dacia ha la fortuna di avere quote di mercato altissime in tutta Europa, grazie alla sempre maggiore consapevolezza che i suoi prodotti non sono più solo economici, ma anche curati, completi e robusti. Da qui quindi l’idea di cambiare business model, sfruttando anche una partnership con un marchio che qui in Europa dice poco: Lada.

Lada però ha una quota di mercato molto alta in Russia e in altri Paesi asiatici, e infatti Renault vuole creare il “polo pratico“, un gruppo nel gruppo formato da Dacia e Lada. Un mini-gruppo che unendo le forze può creare modelli pratici, pragmatici ma tecnologici e moderni. Come? Utilizzando la condivisione delle piattaforme, delle tecnologie e del know-how. Inoltre dalle 4 piattaforme usate tra Dacia e Lada attualmente si arriverà ad usarne solo una, l’ottima piattaforma CMF-B portata al debutto da Clio ed usata ad oggi su Dacia Sandero.

I modelli Dacia dal 2021: da Sandero al… Segmento D

Quale sarà quindi il futuro dei modelli Dacia? Praticità certo, ma anche tanta tecnologia e anche un modello… più grande. Saranno infatti 11 i tipi di carrozzeria offerti dal “mini-gruppo” Dacia-Lada, a partire da Dacia Sandero 2021 e da Duster, due delle auto più vendute degli ultimi anni. Poi il futuro parla elettrico, con il debutto della piccola elettrica Spring, pronta anche a cambiare il mondo del car sharing. C’è però una sorpresa, perchè tra i 4 modelli che saranno presentati da qui al 2025 ci sarà anche un SUV di medie dimensioni.

Dacia Bisgter, il concept di uno dei primi nuovi modelli Renault del 2021

Per ora si chiama Dacia Bigster Concept, un nome che chiarisce subito di cosa si tratta. Di un SUV più grande del Duster, da qui BigSter. Per la prima volta quindi Dacia sfonda il segmento B e si lancia nel segmento C con un SUV di medie dimensioni, dotato di una linea molto personale e di tanto spazio. Sul frontale di quest’auto lunga ben 4.6 metri (quanto Alfa Romeo Giulia, per intenderci) notiamo anche la presenza di un rinnovato marchio Dacia. Il nuovo corso Dacia sarà accompagnato anche da un nuovo logo? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

Il futuro dei modelli Alpine dal 2021: sportive, elettrificazione e F1

Passiamo ad un marchio che fino a un anno fa sembrava destinato alla chiusura, ma che invece ha le carte in regola per essere “revitalizzato” da Luca De Meo. Il CEO di Renault ha brillato nella sua carriera per lo sprint dato a marchi sportivi e poco considerati fino a quel momento, come Abarth, SEAT fino ad arrivare a Cupra, spin-off creato pochi anni fa e che adesso raccoglie i frutti del lavoro del manager italiano. Arrivato in Renault, il nuovo marchio pronto a ricevere la “cura De Meo” è sicuramente Alpine.

Per De Meo, Alpine ha le potenzialità per diventare “una piccola Ferrari”, ed il piano industriale lo rende particolarmente chiaro. Addio alla produzione di un solo modello, l’eccellente ma poco capita A110, ed ecco un nuovo corso per Alpine, e non solo. La divisione Renault Sport viene infatti incorporata, così come le attività motorsport di Renault, sotto il marchio Alpine. La sede di tutte le attività sarà a Dieppe, storica sede Alpine, e per il marchio ci saranno tre obiettivi fondamentali: auto sportive stradali, sportive elettriche e, ovviamente, Formula 1.

Addio Renault Sport, benvenuta Alpine

I più attenti di voi avranno notato che il reparto Renault Sport è stato cancellato. O meglio, ora le operazioni di Renault Sport saranno prese in carico da Alpine. Questo vuol dire che non vedremo più le versioni RS di Clio, Mègane ed altre sportive simili? Assolutamente no: ci saranno, ma a marchio Alpine.

La Renault R5 Alpine Turbo, la prima piccola Renault a marchio Alpine

Un’operazione che rimanda agli albori delle Renault veloci. Il pensiero va subito alla Renault R5 (si, proprio lei), che nella sua versione “termica” degli anni ’70 aveva visto per prima il marchio Alpine nel 1977. Renault R5 Alpine infatti era una delle prima Hot Hatch, dotata di un motore 1.4 da 93 CV e, dall’81, di un 1,4 turbo da 110 CV, per la nascita della leggendaria R5 Alpine Turbo.

Renault Clio Cup 5, l'ulitma sportiva a marchio RS?

Dopo poco meno di 40 anni quindi torneranno le Renault “by Alpine”. L’attesissima Renault Clio RS di quinta generazione sarà quindi Renault Clio Alpine, o Alpine Clio (ancora non sappiamo le nomenclature). Infine sarà sempre sviluppata dal team di Dieppe, che dalla nascita del reparto Renault Sport datato 1998 regala alle compatte Renault una guida sportiva e gustosa.

Ma Clio non sarà l’unico modello Renault del 2021 a fregiarsi del logo Alpine. Tutto fa pensare che la fantastica Mègane RS sarà “rimarchiata” Alpine, e sia il crossover Captur che il SUV coupè Arkana potrebbero ricevere la “cura Alpine”.

I nuovi modelli Alpine dal 2021 saranno (anche) 100% elettrici

Alpine quindi sarà colei che renderà più sportive le Renault di tutti i giorni. Ma questo non vuol dire che abbandonerà la produzione di auto con il proprio brand. Anzi, dopo il tentativo riuscito a metà con la A110, Renault ha in mente per Alpine un futuro da pioniera dell’auto sportiva elettrica.

Alpine A110S, la sportiva di Dieppe

Questo da fuori sembra un po’ un controsenso: Alpine è da sempre un brand che punta tutto sulla leggerezza. Sia la prima A110 che l’attuale A110 hanno come pregio principale proprio un peso ridottissimo, che regala prestazioni da urlo senza l’uso di motori esagerati ed un’esperienza di guida unica per precisione e coinvolgimento, seconda solo a quella di Lotus.

E non cito a caso la Casa di Hethel: Alpine ha infatti ufficializzato oggi una collaborazione con Lotus per creare una sportiva100% elettrica . Le due Case che più di tutte al mondo si battono contro le auto sempre più pesanti a colpi di alluminio, riduzione dei pesi e “Less is more”, ora si troveranno insieme contro la sfida di creare una sportiva elettrica che incarni lo spirito dei due marchi. Riusciranno queste due storiche Case a domare il peso delle auto elettriche? Lo scopriremo nei prossimi anni.

Questa sportiva Alpine-Lotus non sarà però l’unica auto elettrica che uscirà da Dieppe: nei prossimi anni infatti ci saranno una compatta del Segmento B e un SUV di Segmento C totalmente elettriche, e ovviamente sportive. Saranno la Alpine Zoe e la Alpine Mègane eVision?

Alpine in Formula 1: presentata la A521 e la sua livrea in nero

Ultimo ma non meno importante sarà l’impegno in Formula 1 di Alpine. Come saprete infatti dal prossimo campionato del mondo di F1 il Renault F1 Team sarà sostituito proprio dall’Alpine F1 Team. Una dimostrazione di quanto sia importante per il Gruppo Renault la vetrina della Formula 1, e di quanto sia di primo piano il marchio Alpine all’interno del Gruppo, tanto da “regalarle” il fardello di portare avanti il nome del Gruppo Renault nella Classe Regina.

Alpine A521, la prima auto da F1 di Alpine

Oggi è stata presentata infatti Alpine A521, la prima monoposto di F1 della Casa fondata nel 1955 da Jean Rèdèlè. A500 è la sigla per le monoposto da F1 di Alpine, e 21 rappresenta l’anno di debutto di questa monoposto. La squadra prende il posto del Team Renault, che tanto bene ha fatto nella stagione 2020, cogliendo tre podi con i suoi piloti Esteban Ocon e Daniel Ricciardo, il pilota preferito della nostra Fjona.

Fernando Alonso, il nuovo pilota Alpine F1 per il 2021

Per il 2021 la squadra punta a migliorare ancora il quinto posto nella classifica costruttori dell’anno scorso, e di prepararsi al meglio per la sfida del 2022, quando debutterà il nuovo regolamento tecnico che spariglierà le carte in tavola. Per prepararsi al meglio per queste nuove sfide, Alpine ha reclutato al fianco del confermato Esteban Ocon il due volte Campione del Mondo Fernando Alonso, al ritorno dopo due anni lontano dalla F1. Ma i cambiamenti non sono stati solo in pista: è stato infatti allontanato il CEO del Team Cyril Abiteboul. L’ex team principal francese sarà sostiuito da Marcin Budkowski e, con tutta probabilità, da Davide Brivio, italiano artefice dei successi di Valentino Rossi in Yamaha e più recentemente deus ex machina della vittoria del campionato di Moto GP 2020 da parte di Joan Mir e di Suzuki.

Il nuovo brand di modelli Renault dal 2021: Møbilize, lo specialista della mobilità urbana

Chiudiamo con la sorpresa di giornata, il debutto di un quarto marchio della galassia Renault: Møbilize. Questa sarà la casa di tutti i veicoli destinati alla mobilità urbana del Gruppo Renault. I modelli Renault dal 2021 che vorranno puntare sulla mobilità urbana come ad esempio Renault Twizy saranno marchiati Møbilize.

Un cambio di rotta importante, la creazione di un marchio per la gestione della micromobilità. Ma è un passo assolutamente obbligato. Møbilize infatti non sarà solo una Casa automobilistica, ma anzi sarà il brand che si occuperà del Car Sharing di tutto il Gruppo. Møbilize infatti farà coppia con la finanziaria di Renault, la RCI Bank, per offrire finanziamenti moderni e incentrati sul “pay per use”, e con “Software Republic” per creare app, servizi e piattaforme di sharing che possano al contempo aiutare la mobilità urbana e aumentare il tempo di utilizzo di ogni auto.

Anche per le auto dedicate al car sharing infatti il tempo di utilizzo è pari al 10% della vita dell’auto. Questo significa che il 90% della vita di un’auto viene passato in un parcheggio inutilizzata. Alcuni come Chris Bangle hanno ripensato totalmente l’auto, per favorire il suo utilizzo anche da ferma. Renault e Møbilize invece puntano su algoritmi e app che aiutino l’utilizzo delle auto fino al 20% della loro vita, poichè anche questo è un approccio sostenibile. Se un’auto viene usata di più c’è meno bisogno di altre auto prodotte ed acquistate. Un approccio sostenibile al contrario.

Møbilize EZ-1, la prima auto del brand mobility

Per ora non abbiamo ancora certezze sul futuro a livello di brand di Møbilize. Sicuramente grazie all’inserimento di start-up nei settori della mobilità e dell’energia e della possibilità di sfruttare gli oltre 6.000 punti vendita Renault in Europa la potenzialità è tanta. Renault ha poi presentato un prototipo a marchio Møbilize, EZ-1. È un’auto elettrica, biposto, dotata di ampi vetri e dimensioni contenutissime: la perfetta auto in condivisione.

Mobilize EZ-1, il prototipo per la mobilità urbana del nuovo marchio del Gruppo Renault

EZ-1 poi incarna anche il desiderio di Renault ed in particolare di Møbilize di essere una Casa ad impatto 0. Il 50 % di EZ-1 infatti è riciclato, ed il 95% delle sue componenti è riciclabile all’interno dell’impianto Re-Factory di Flins, un perfetto esempio di mobilità circolare.

Il futuro dei modelli Renault dal 2021: rivoluzionarsi per tornare protagonista

Ecco quindi l’analisi completa della presentazione odierna di Renaulution, la rivoluzione del Gruppo Renault. I modelli Renault dal 2021 cambieranno volto. Saranno più curati, più tecnologici, migliori. Ormai il mondo dell’auto non può più correre dietro ai numeri di produzione sempre più alti ed impossibili da raggiungere. Soprattutto dopo il Covid, il mondo dell’auto deve trovare una nuova chiave per ottenere profitti e proporre auto sempre migliori.

Renault punta su elettrificazione, emozionalità, su una riscoperta unicità dei singoli marchi ma anche su un nuovo modello di business. Auto più longeve, riparabili, dal valore più alto ed un Gruppo che punta a dare servizi migliori, non a vendere più auto. Le esperienze di Luca De Meo hanno sempre fatto ricredere i più scettici, e sembra che anche questa volta sarà la stessa storia. Riuscirà Renault a tornare una società che crea utili e sempre più considerata nel panorama mondiale? Solo il tempo ce lo dirà, ma sicuramente questa “Renaulution” sarà emozionante da vedere.

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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