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Occhi di gatto: tre sorelle ladre alla ricerca della verità sul padre scomparso

Sheila, Kelly e Tati rubano opere d'arte, tra inseguimenti e pericoli, per scoprire cos'è accaduto al loro padre

“Tre ragazze bellissime, tre sorelle furbissime, son tre ladre abilissime, molto sveglie, agilissime.” Molti di voi l’avranno letta canticchiandola, d’altronde recita così la sigla italiana di uno dei cartoni animati degli anni ’80 più amati e famosi di sempre: Occhi di gatto. Il nostro viaggio nel mondo degli anime anni ’80 continua con la storia di tre sorelle che di giorno sono tre comuni bariste, allegre e vivaci, e di sera si trasformano in ladre delle mille capacità.

Occhi di gatto: la trama

Il primo episodio di Occhi di gatto ci addentra subito nel pieno della storia. Un gruppo di agenti, capitanati dal detective Matthew Hisman, fa la guardia ad una statua di grande valore all’interno di un museo. Questo perché, con un bigliettino, la banda Occhi di gatto li ha avvertiti non solo del furto ma anche anche dell’orario scelto per farlo. Nonostante questi avvertimenti, Sheila, Kelly e Tati Tashikel, le tre sorelle-ladre, riescono nell’impresa di rubare l’oggetto di valore e senza particolari difficoltà. Una scena questa che, nel corso dei 73 episodi, vedremo più e più volte, con esito quasi sempre uguale.

Il mistero del padre scomparso

Chiariamo però: le tre bellissime protagoniste non rubano per il gusto di farlo. Ogni furto ha infatti uno scopo ben preciso. Sheila, Kelly e Tati, le componenti della banda Occhi di gatto, rubano soltanto opere d’arte e di un solo famoso artista degli anni ’40: Michael Heinz. Nel corso della storia si scopre che l’uomo è il loro padre, purtroppo scomparso anni prima. Ritrovando tutte le sue opere d’arte, che sono state rubate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, le tre sorelle sperano di ricostruire il passato dell’uomo e scoprire la verità sulla sua scomparsa. L’uomo, infatti, avrebbe fatto parte della resistenza contro i nazisti e, per vendicarsi, sarebbero stati proprio questi a farlo sparire.

Il detective Matthew e la storia con Sheila

Non sarà però un’impresa facile. Questo anche perché il detective Matthew, il cui incarico è proprio scoprire l’identità delle tre ladre e arrestarle, è anche il fidanzato di Sheila, una delle tre sorelle. Fortunatamente per loro, l’uomo non spicca proprio per perspicacia e, nonostante siano disseminati ovunque indizi che ben fanno comprendere chi possano essere le tre gatte (il più eclatante il nome del bar in cui lavorano di giorno le tre sorelle, Occhi gatto), brancola nel buio per la stragrande maggioranza degli episodi e, anzi, sarà solo un caso a fargli scoprire che la banda è composta da donne e non da uomini. A differenza di Matthew, la collega Alice Mitsuko – segretamente innamorata di lui – sospetta sin da subito delle tre sorelle. È per questo che si dimostrerà all’inizio molto sospettosa e talvolta ostile nei loro riguardi, soprattutto in quelli di Sheila. Si ammorbidirà nel corso della seconda serie dell’anime.

Occhi di Gatto: il finale del cartone animato

Di fronte a questa trama sono due le domande che ci si pone: le tre sorelle riescono a ritrovare il loro padre e capire cosa gli è successo? E Matthew riesce a scoprire la verità sulla sua fidanzata Sheila e la banda Occhi di gatto? La risposta ad entrambe le domande è “non proprio”.

Nell’ultimo episodio dell’anime Occhi di Gatto, le sorelle, attraverso le loro ricerche fatte anche grazie alle opere del padre ritrovate e rubate, arrivano in una villa. Qui si trovano faccia a faccia con un uomo uguale al loro papà che, però, non è realmente lui. Sheila, Kelly e Tati scoprono che è infatti il fratello gemello del loro padre, lo zio. Ma non è l’uomo buono che si aspetterebbero: le sorelle scoprono infatti che è stato proprio lui a tradire il genitore durante la Seconda guerra mondiale, causandone poi la scomparsa. Ed è proprio con questa scoperta che si conclude il cartone animato. Di conseguenza, anche le indagini di Matthew, il suo rapporto con Sheila e la possibile scoperta della sua vera identità rimangono in bilico, senza una reale conclusione. Un finale, dunque, molto aperto e, sicuramente, insoddisfacente da questo punto di vista.

Anime Vs Manga: i misteri svelati nel fumetto

Non solo tante differenze ma anche molte mancanze si registrano nell’anime di Occhi di gatto rispetto ai manga. Questi portano il titolo di “Cat’s Eye“, scritti da Tsukasa Hojo e pubblicati per la prima volta in Giappone dalla Shūeisha su Shonen Jump dal 1981 al 1985 in 18 volumi. In Italia arriveranno un bel po’ di anni dopo, tra il 1999 e il 2000, pubblicati dalla Star Comics.

I nomi

Sicuramente la prima che balza all’occhio di coloro che hanno avuto modo di vedere l’intero cartone animato e di leggere anche i fumetti sono i nomi di tutti i protagonisti.  Sheila, Kelly e Tati in realtà sono nate a Tokyo, ed è per questo che i loro nomi nel manga sono Hitomi (Occhio), Rui (Lacrima) e Ai (Amore) Kisugi. Il poliziotto e fidanzato di Sheila, Matthew Hisman, si chiama invece Toshio Utsumi.

Gli amori

Se la storia tra Sheila e Matthew si trasporta per tutti gli episodi del cartone animato, ben poco si sa delle vicende amorose delle altre due sorelle. Ebbene, nell’anime sono assenti alcuni personaggi che nel manga vengono presentati come spasimanti di Tati e Kelly. Non è tutto: nel corso della storia, Tati si innamora di Paul, un suo compagno di classe; Kelly, invece, vive una storia d’amore con un pittore di nome Michael Montgomery.

Le opere di Heinz
Nell’anime le tre sorelle ladre sono alla ricerca delle opere del loro padre scomparso, Heinz, al fine di scoprire la verità su quello che è stato il suo destino. Tuttavia, non viene chiarito il perché le sue opere siano sparse in giro per il mondo e camuffate sotto firme di un altro artista. Nei fumetti, invece, viene chiarito che il pittore faceva lezione a numerosi allievi che, dopo la sua scomparsa, hanno trafugato tutte le sue opere. Per nasconderle al meglio, alla sua firma è stata sovrapposta quella di Cranaff, che è il primo allievo traditore.

La censura

Come spesso accade negli anime, molte delle scene presenti nel manga vengono eliminate, tagliate. Anche in Occhi di gatto le scene più violente, quelle più piccanti o addirittura di nudo (come alcune docce delle tre sorelle) sono state eliminate dal cartone animato, chiaramente adattato ad una visione dei più giovani.

Il finale del manga

Ma arriviamo al punto focale della storia delle tre sorelle ladre. Abbiamo visto che il manga non chiarisce i dubbi dei telespettatori. Non si sa, infatti, cosa sia realmente accaduto al padre, né se Matthew scopre la verità su Sheila e sulla banda Occhi di gatto. Nel manga si più dire che le cose vanno diversamente, seppur in parte.

Se il mistero sulla scomparsa del padre delle tre ragazze, anche in questo caso, non viene del tutto sciolto, diversa è la situazione riguardante il rapporto tra Sheila e Matthew. La gatta, infatti, decide di rivelare la sua vera identità al fidanzato, poi però fugge negli Stati Uniti. Il detective è sconvolto ma l’amore per Sheila è più forte di tutto, così decide di raggiungerla in America. Quando la ritrova, scopre che ha perso la memoria per colpa di una meningite virale. La memoria non le tornerà, eppure, ascoltando una musica familiare, la ragazza sembra ricordare il passato insieme in un momento molto romantico. Secondo molti lettori, però, Sheila faceva solo finta di aver perso la memoria per dare alla storia con Matthew una seconda chance senza l’ombra del suo passato da ladra.

Occhi di gatto: la sigla

L’anime è stato trasmesso su Italia 1 dal 15 settembre 1985 al 10 luglio 1986. La famosissima sigla italiana del cartone animato porta ovviamente il titolo di “Occhi di gatto” ed è stata scritta da Alessandra Valeri Manera con la musica di Ninni Carucci. È cantata dall’inconfondibile Cristina D’Avena.

I personaggi

Kelly Tashikel (Rui Kisugi) – La maggiore delle sorelle, protettiva e saggia, mente dei piani della banda Occhi di gatto.
Sheila Teashikel (Hitomi Kisugi) – La seconda delle sorelle e fidanzata del detective Matthew.
Tati Tashikel (Ai Kisugi) – La minore delle sorelle, spesso ‘lasciata a casa’ dalle maggiori nelle missioni più pericolose per proteggerla.
Matthew Hissman (Toshio Utsumi) – Detective che cerca di catturare la banda Occhi di gatto e fidanzato di Sheila.
Alice Mitsuko (Mitzuko Asatani) – Collega di Matthew e innamorata di lui.
Capo – è, appunto, il capo di Matthew, sempre nervoso e pronto a rimproverarlo per i suoi fallimenti.
Sig Marloss (Nagaishi) – grande amico del padre delle tre sorelle, ha sempre le informazioni necessarie sulle opere d’arte di Heinz.
Michael Heinz – Padre scomparso delle tre sorelle e grande artista.

Siete desiderosi di un altro po’ di nostalgia anni ’80? Ci siamo avventurati nella storia travagliata di Lady Oscar, tra Sorgenti Maledette con Ranma 1/2, tra i mille pasticci di Pollon, tra le sfide sportive di Holly e Benji e Mila e Shiro. Ma anche molto, molto altro!

Anna Montesano

Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"

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