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Mila e Shiro: quando la pallavolo è (quasi) tutto
A differenza di ciò che si pensa, in questo anime degli anni '80 non si parla solo di pallavolo. Ecco tutto quello che ci insegna


Cari nostalgici, benvenuti nella nostra nuova rubrica. Nelle prossime settimane ripercorreremo insieme la nostra infanzia, portando ogni sabato un anime che ci ha tenuto compagnia nel corso degli anni Ottanta e Novanta. Allacciatevi le cinture perché faremo un tuffo nel passato, nella cultura pop e nella nostra infanzia.

“Attack!”. Un grido di battaglia che ha segnato un’intera generazione.
Inutile negarlo: tutti coloro che, negli anni ’80 e ’90 attendevano con ansia il pomeriggio per guardare Mila e Shiro due cuori nella pallavolo, hanno più volte cercato di emulare gli attacchi della campionessa nipponica con tanto di ‘urlo motivazionale’ (ma spesso con esito ben differente). D’altronde, anche Mila Azuki, all’inizio della sua avventura sportiva, di pasticci ne ha combinati un bel po’, ma con tanto sacrificio e dedizione – elementi fortemente radicati nella cultura nipponica – è riuscita a raggiungere il proprio obiettivo.

Mila Azuki, da diamante grezzo a campionessa della pallavolo: la trama

Mila AzukiUna premessa doverosa per introdurvi uno degli anime degli anni ’80 più amati di sempre.
Il 21 giugno 1985, circa 35 anni fa, si concludeva in Giappone uno degli spokon più appassionanti e seguiti, Attacker YOU!, creato da Makimura Jun e Koizumi Shizuo e pubblicato dalla casa editrice Kodansha. La protagonista dell’anime è Yu Hazuki (che in Italia diventa Mila Hazuki), un’adolescente che si trasferisce a Tokyo. Qui vive con suo padre, un fotografo recentemente ritornato dal Perù, e il fratellino Sunny, che la seguirà poi in tutte le sue sfide. Mila si iscrive alle scuole medie ed è qui che entra subito in contatto con la pallavolo. Sta proprio assistendo ad una partita quando un incidente la porta a invadere il campo nel pieno della partita in atto. Episodio che la pone subito in rivalità con Nami Hayase, ricevitrice della squadra della scuola. È proprio grazie a questo imprevisto che Mila scopre di avere un forte talento per questo sport. D’altronde è la cugina di quella Mimì Ayuhara che, ancor prima di lei, ha insegnato dedizione e sacrificio (spesso anche troppo) nella pallavolo sul piccolo schermo.

Mila non è di certo la più disciplinata delle alunne e delle giocatrici. La sua grande potenza nelle schiacciate la porta a credere che sia tutto ciò che le serve per diventare una campionessa e arrivare alle Olimpiadi di Seoul del 1988. Non la pensa allo stesso modo Diamon, il terribile allenatore dell’Hikawa, che è disposto anche a usare la violenza pur di metterla in riga. Di difficoltà la nostra Mila dovrà affrontare non poche: allenamenti duri, infortuni, rivalità ostiche e rivelazioni che le cambieranno la vita, come quella riguardante sua madre. Mila è convinta sia morta, questa almeno la versione datale da suo padre. La verità è che sua madre è viva ed è Kyushi Tajima, ex giocatrice di pallavolo e commentatrice sportiva, che l’ha abbandonata perché il marito le aveva imposto di scegliere tra famiglia e carriera.

Dall’esordio studentesco alla nazionale

Mila e ShiroIl talento di Mila e la disciplina di Nami Hayase porta la squadra dell’Hikawa a conquistare la finale del campionato studentesco, dove però perde contro la formazione in cui gioca Kaori (Eri in originale) Takigawa, grande campionessa già a 15 anni e vera promessa della pallavolo. Mila riesce, non senza grandi difficoltà, ad entrare in una squadra professionistica (la Seven Fighters) facendosi amiche ma anche qualche rivale come Yoghina Yokono e Sori Shinoda. La squadra riesce a vincere il campionato ed il torneo open, e Mila viene convocata in nazionale. È qui che scopre della madre, rivelazione che la sconvolge al punto tale da abbandonare gli allenamenti. Sarà Shiro, il suo fidanzato, a consolarla e rimetterla in carreggiata. Mila torna allora al ritiro della nazionale e riallaccia i rapporti con la madre.

La nazionale olimpica del Giappone, dopo l’amichevole vinta contro l’URSS, viene divisa in due squadre: solo quella che vincerà tre amichevoli tra loro avrà più speranze di portare giocatrici alle Olimpiadi di Seul 1988. Alla fine è proprio la squadra di Mila a vincere. Viene formata una squadra per il Torneo delle quattro nazioni. La serie si chiude con Mila in battuta per la prima partita contro la Cecoslovacchia.

Mila e Shiro, non solo pallavolo: amicizia, sacrificio e amore

E se l’anime ci insegna sì il sacrificio e la determinazione di raggiungere il proprio obiettivo costi quel che costi, è vero anche che affronta tanti altri argomenti. Uno di questi è l’amore. D’altronde già il titolo ci indica che i cuori nella pallavolo sono due. Se uno è quello della scatenata protagonista, l’altro è quello di Shiro, atletico e affascinante giocatore della squadra di pallavolo maschile dell’Hikawa. Le sfide in campo, dunque, si alternano a quelle del cuore, anche perché conquistarlo non sarà facile.

Ma non si può parlare di Mila e Shiro due cuori nella pallavolo senza citare forse il tema più importante: quello dell’amicizia. Ciò che la protagonista e le sue compagne di squadra portano sul piccolo schermo è il messaggio di una sana competizione che si erge su una forte fiducia reciproca e un incoraggiamento costante. L’anime ci porta a vivere la squadra come una famiglia pronta a sostenersi in ogni difficoltà. E anche quando ci si ritrova di fronte persone ostili/nemiche – vedi inizialmente Nami, poi ancor di più Yoghina e Tullia – la parola d’ordine rimane “non arrendersi”, perché tutto può cambiare.

Mila e Shiro, grosse differenze tra anime e manga

Bisogna tuttavia sottolineare che il manga e l’anime presentano alcune differenze importanti, in alcuni casi quasi sconvolgenti. In particolare riguardano le parentele di Mila. Partiamo infatti col dire che nel manga Mimì Ayuhara non è la cugina di Mila, ma neppure la sorella o una parente alla lontana. In effetti, le due neppure si conoscono. In merito invece alla famiglia, nel manga Mila non ha un fratello di nome Sunny e sua madre è veramente morta. La differenza forse più importante riguarda però Shiro: tra le pagine dello spokon, infatti, non c’è alcuna storia d’amore, anzi, i due sono solo amici. Sunny, la madre e la stessa Yoghina sono personaggi creati ad uso esclusivo dell’anime.

Adattamento italiano: sigla, e personaggi principali

L’anime è stato trasmesso per la prima volta nel 1986 da Rete 4. La sigla si intitola “Mila e Shiro due cuori nella pallavolo“, con testi di Alessandra Valeri Manera, musica e arrangiamento di Ninni Carucci è interpretata da Cristina D’Avena.

Mila (Yu) Hazuki  – protagonista – All’inizio della storia ha quattordici anni e frequenta la scuola media Hikawa
Shiro Takiki (So Tachiki)  – Giovane promessa della pallavolo maschile, nell’anime diventa il fidanzato di Mila
Kaori (Eri) Takigawa  – Promessa della pallavolo nipponica, rivale e amica di Mila
Nami Hayase  –  Titolare della squadra di pallavolo Hikawa. All’inizio odia Mila, poi diventano grandi amiche
Yogina Yokono  –  Schiacciatrice che entrerà spesso in competizione con Mila per il ruolo di titolare nelle Seven Fighters
Signorina Tajima – Ex campionessa di pallavolo, ora telecronista. Si scoprirà essere la mamma di Mila.
Dani Mitamura – Ex-giocatore e allenatore delle Seven Fighters, secondo allenatore di Mila.
Daimon – Allenatore del club di pallavolo femminile dell’Hikawa, poi dell’Unicorn.
Chibi – Migliore amica di Mila all’Hikawa
Sunny – Fratellino di Mila
Toshiko  – Padre di Mila e famoso fotografo.


Anna Montesano

Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"
                   










 
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