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L’incredibile concerto di Paul McCartney a Glastonbury: dal duetto virtuale con Lennon a quello fisico con Springsteen e Dave Grohl

80 anni di vita. 65 di carriera. 1 scaletta. 38 brani. 100mila e più persone. 3 ore di musica. 3 duetti, di cui uno con certo Dave Grohl, uno con un americano niente male che chiamano The Boss e l'altro virtuale con l'ologramma di John Lennon. È tutto così incredibile. Ma è successo.

In piena tradizione britannica, quella dell’enorme carovana del Glastonbury Festival, Paul McCartney ha messo in scena uno show straordinario sul Pyramid Stage (il palco principale) durante la seconda giornata di festival (sabato 25 giugno). Un set incredibile, e non solo perchè Sir Paul ha da poco spento 80 candeline, ma anche e soprattutto per l’energia e i momenti toccanti durante il set. Del resto l’ex Beatles è nel bel mezzo del suo Got Back Tour, che ha dovuto aspettare ben 3 anni prima di ripartire a causa della pandemia. Il baronetto ha preso il palco, come previsto, dopo il set di Noel Gallagher, presentando una scaletta di ben 38 brani per un totale di 3 ore di musica.

La doppia sorpresa e poi il duetto con l’ologramma di John Lennon

Il live è cominciato con un classico dei Beatles, Can’t Buy Me Love, ed è proseguito attraverso brani della carriera solista di Macca, canzoni dal periodo dei Wings e ancora altri capolavori dei Fab 4. Tutto come da programma, almeno fino ad un certo punto. Al termine di Get Back McCartney ha infatti annunciato:

“Ora, ho una piccola sorpresa per voi. Vi presento il vostro eroe, direttamente dalla costa occidentale dell’America: Dave Grohl!”. Il riferimento è ovviamente al brano My Hero dei Foo Fighters, con le oltre 100mila persone che hanno accolto l’ex Nirvana con un’ovazione. Dopo un breve scambio di battute i due hanno suonato insieme I Saw Her Standing There” dei Beatles e Band On The Run dei Wings. 

Al termine dei due brani McCartney ha detto: “Questo ragazzo è volato qui apposta per farlo”, spiegando come Grohl abbia dovuto fare i salti mortali per presenziare, a causa di alcune cancellazioni dei voli da Los Angeles. Si tratta della prima volta che il frontman dei Foo Fighters appare su un palco da quel tragico 25 marzo, quando il suo batterista e migliore amico Taylor Hawkins è prematuramente venuto a mancare.

Ma le sorprese di Macca non sono mica finite qui. “Abbiamo un’altra sorpresa per voi” ha annunciato Sir Paul, aggiungendo “questa volta dalla costa orientale dell’America”. Tra lo stupore dei presenti è apparso sul palco The Boss, Bruce Springsteen, per eseguire la sua Glory Days e I Wanna Be Your Man dei Beatles. Springsteen era già apparso, suonando queste due canzoni, nel corso di un concerto del Got Back Tour tenutosi a New York, a inizio giugno.

Dopo aver mandato in visibilio la folla con le due comparsate, totalmente inaspettate e non annunciate, McCartney e la sua band hanno eseguito come da programma un “duetto virtuale” con l’indimenticato e indimenticabile John Lennon. Un momento che in realtà è parte fissa della scaletta del Got Back Tour, reso possibile anche grazie all’intelligenza artificiale usata per le realizzazioni della docuserie Get Back. I due Beatles – in carne e ossa Paul, e sotto forma di ologramma John – hanno eseguito I’ve got a Feeling

Dopo un mastodontico singalong, con oltre 100mila persone che hanno cantato il coro di Hey Jude, l’ottantenne ha lasciato il palco, ma solo per pochi minuti, prima dell’inevitabile encore. Per chiudere il set al Glastonbury Paul McCartney ha invitato nuovamente sul palco Grohl e Springsteen, per eseguire insieme l’unica canzone possibile come conclusione: The End. Del resto, alla fine, “l’amore che prendi è tanto quanto l’amore che dai”. 

La scaletta di Paul McCartney al Glastonbury Festival 2022

  1. Can’t Buy Me Love (Beatles)
  2. Junior’s Farm (Wings)
  3. Letting Go (Wings)
  4. Got to Get You Into My Life (Beatles)
  5. Come On to Me (Paul McCartney)
  6. Let Me Roll It (Wings)
  7. Getting Better (Beatles)
  8. Let ‘Em In (Wings)
  9. My Valentine (Paul McCartney)
  10. Nineteen Hundred and Eighty-Five (Wings)
  11. Maybe I’m Amazed (Paul McCartney)
  12. I’ve Just Seen a Face (Beatles)
  13. In Spite of All The Danger (The Querryman, nome della prima formazione dei Beatles)
  14. Love Me Do (Beatles)
  15. Dance Tonight (Paul McCartney)
  16. Blackbird (Beatles)
  17. Here Today (Paul McCartney)
  18. New (Paul McCartney)
  19. Lady Madonna (Beatles)
  20. Fuh You (Paul McCartney)
  21. Being for the Benefit of Mr. Kite! (Beatles)
  22. Something (Beatles)
  23. Ob-La-Di, Ob-La-Da (Beatles)
  24. You Never Give Me Your Money (Beatles)
  25. She Came in Through the Bathrom Window (Beatles)
  26. Get Back (Beatles)
  27. I Saw Her Standing There ((Beatles, con Dave Grohl)
  28. Band on the Run (Wings, con Dave Grohl)
  29. Glory Days (cover di Bruce Springsteen con Bruce Springsteen)
  30. I Wanna Be Your Man (Beatles, con Bruce Springsteen)
  31. Let It Be (Beatles)
  32. Live and Let Die (Wings)
  33. Hey Jude (Beatles)
    Encore (bis):
  34. I’ve Got a Feeling (Beatles, con l’ologramma di John Lennon)
  35. Helter Skelter (Beatles)
  36. Golden Slumbers (Beatles)
  37. Carry That Weight (Beatles)
  38. The End (Beatles, finale con Bruce Springsteen e Dave Grohl)
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Marco Brunasso

Scrivere è la mia passione, la musica è la mia vita e Liam Gallagher il mio Dio. Per il resto ho 30 anni e sono un musicista, cantante e autore. Qui scrivo principalmente di musica e videogame, ma mi affascina tutto ciò che ha a che fare con la creazione di mondi paralleli. 🌋From Pompei with love.🧡

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